Akki Games! Capitolo 90 - Rayman 2: The Great Escape (PS1 - 1999)

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Salve a tutti ragazzi e ragazze, e bentornati tra le righe di Akio's World!
Dunque... l'ultima volta abbiamo parlato dell'ultimo capitolo tridimensionale della serie di Rayman, denominato "Hoodlum Havoc", che aveva un vibe piuttosto distinto nel suo genere. Stavolta, invece di fare un passo avanti, ne facciamo uno indietro. Parleremo di "Rayman 2: The Great Escape"!

Prima di cominciare ho da fare una confessione: possiedo questo gioco sia su DS che su PS1 e PS2 (la versione Revolution), ma non ricordo di averlo mai finito, né i livelli che si trovano al suo interno, quindi questa sarà un po' un'esperienza in territori inesplorati, per me. 




Sinossi
Un monologo della fata Ly che parla a noi come se fossimo già Rayman ci spiega cosa è successo da quando è stato misteriosamente catturato da un gruppo di cattivoni chiamati "pirati": tutto è diventato "un pianeta di angoscia e dolore, infestato dal male", a detta della fata. Non solo …

Esclusive su Console: ne abbiamo davvero bisogno?


Salve a tutti ragazzi, e bentornati sul Blog di Akki! Quello di oggi è un post un po' diverso, che si concentra più su un ragionamento, che sul recensire un prodotto ludico.
Certo, non sono tutto questo gran maestro della critica, però ogni tanto mi piace concentrarmi su alcuni aspetti (un po' come facevo con la cara e vecchia Ultima Voce) delle cose che più mi piacciono per ragionarci su, ed eventualmente risolverne gli errori "logistici", che vengono a riscontrarsi nell'immaginazione quando ci si pone la domanda "e se...?", almeno in modo figurato.
Oggi vorrei porvi davanti ad una domanda interessante, a cui vorrei che pensaste un po', prima di rispondere: abbiamo davvero bisogno delle esclusive su Console nel 2018? Non parlo di marketing e dei punti di vista degli sviluppatori, da quella campana le esclusive saranno quasi sempre giustificate.
Parlo del punto di vista dei giocatori, quelli interessati a giocare davvero, non quelli occasionali che si ritrovano a fare una partita rapida a PES e poi giù a bersi una birra con gli amici. Si, gli "sfigati" di qualche anno fa: quello è il target a cui mi riferisco.



Ora che abbiamo centrato la domanda, direi che per rispondere ci sia bisogno di fare qualche passo indietro nel tempo, tornando all'incirca negli anni '70 e '80, l'età del legno dei videogiochi, in cui gli interessati al farsi una partita avevano solo 2 soluzioni: andare in sala giochi o essere abbastanza fortunati da reperire una delle numerosissime consoles di Pong di quegli anni. Perché l'ho chiamata "età del legno", mi state chiedendo? Beh, guardate le scocche delle consoles! Era tutto così legnoso, così fine e perfetto per le sale da pranzo dell'epoca. Insomma, una nomenclatura così è d'obbligo.
Però, ecco, ragioniamo su questo: in quel periodo chi voleva giocare davvero aveva bisogno di spendere qualche soldino (sempre che non si parlasse di Computer, quelli sono sempre stati un po' più avanti, e si sono adattati davvero quasi subito al trend delle sale giochi, tant'è che spesso e volentieri c'erano porting quasi perfetti, se non superiori, di tantissimi giochi di quella generazione) e uscire di casa, o chiedere una console come regalo di Natale ai genitori. Le consoles di Pong erano semplicissime, e più o meno tutte avevano come trend il fatto di usare la base del gioco "Pong", che ormai tutti conosciamo (per gli ignari, Pong era un gioco in cui due bacchette facevano rimbalzare una pallina quadrata da sinistra a destra e viceversa, proprio come nel Ping Pong), in modo più o meno creativo. Ma si trattava pur sempre di cose davvero semplici e dirette.



Le prime, vere esclusive, arrivarono solamente nella metà degli anni '80 con il Nintendo Entertainment System, abbreviato NES (Giappone - 1983), e con il Sega Master System (Giappone - 1985). Nintendo fu un po' la prima compagnia a riportare in auge il mercato del videogioco che, a seguito del big crash e dell'era Atari, stava mangiando la polvere e rischiava di scomparire. La geniale idea della compagnia nipponica, in breve, fu quella di vendere la console al mercato occidentale spacciandola per giocattolo, e facendola promuovere da una nota marca di giocattoli, la Mattel. Questo diede un enorme vantaggio, a Nintendo. Quel Natale moltissime consoles furono vendute a famiglie con bambini, sfruttando la trazione di figure videoludiche ormai note un po' in tutto il mondo come Mario o Duck Hunt, non senza, però, negare al mercato periferiche un po' più particolari e a dir poco bizzarre come R.O.B. The Robot, che avrebbe sostituito il giocatore due in giochi come "Gyromite" e "Stack-up", rispondendo agli input del primo giocatore attraverso dei flash sullo schermo.
Questa fu la miccia che accese la fiamma perenne della ormai affermata "Nintendo Difference", che ancora oggi si sente più forte che mai con Nintendo Switch.

Ovviamente, dall'altra parte, la compagnia nipponica SEGA avrebbe risposto al fuoco con concept simili, ma con qualche anno di ritardo. Se la giocò in modo molto intelligente, tanto da essere l'unica compagnia nella storia dei videogiochi a tenere testa a Nintendo nei suoi anni d'oro, con personaggi unici come Alex Kidd e Sonic the Hedgehog.
Questi furono i punti salienti di quegli anni, soprattutto quando si parla di esclusive per Consoles da casa. A quei tempi la guerra era ben più accesa per i Bit e la velocità dei processori, piuttosto che per la quantità di esclusive, per questo le scelte erano "più tecniche" e, in qualche modo, meglio giustificate. Avere una console piuttosto che un'altra, ai tempi, significava avere una macchina completamente diversa e unica nel suo genere, con strutture interne particolari e modi di sviluppare i giochi estremamente diversificati.
Questa situazione si mantenne fino alla seconda metà degli anni '90, ma dalla fine della generazione PS1 e Nintendo 64 e Sega Saturn, le cose cominciarono a cambiare radicalmente.



Con l'avvento di Playstation 2, Nintendo Gamecube, Xbox e Sega Dreamcast, le consoles arrivarono ad assomigliarsi nelle strutture e in come gestivano i videogiochi. Iniziavano ad assottigliarsi le differenze hardware, o perlomeno, come riuscivano a reggere i giochi a modo loro, e fu così che si cominciò a parlare di "esclusive", che cominciarono a diventare molto più prominenti nella scorsa generazione di consoles, vale a dire, con Playstation 3, Xbox 360 e Nintendo Wii.
Il mercato si era ormai instaurato: Nintendo con Wii non aveva ancora fatto il grande salto all'alta definizione (sarebbe arrivata solo con lo sfortunato Wii U), e si era concentrata soprattutto sul gioco per tutta la famiglia, sullo shovelware (giochi semplici e piuttosto stupidi dai costi meno proibitivi di quelli a cui tutti i giocatori erano stati abituati) e poche, semplici e interessanti esclusive.
Sony e Microsoft seguirono un simile destino, concentrandosi molto, rispettivamente, su tirare fuori nuove idee (con giochi come LittlebigPlanet, Resistance e Killzone Sony riuscì a richiamare a sé una grandissima fetta di mercato) e sul continuare a lavorare su quelle già testate (come nel caso di Microsoft, che si concentrò moltissimo su titoli come Halo, Fable e Gears of War, beneficiando in modo più che discreto).



La guerra delle esclusive, quindi, incominciò, ed è rimasta da allora molto accesa fino ad oggi, periodo in cui, ormai, si compra una console solo per le esclusive che sa offrire.
Ma ora, è giusto chiedere, cosa sono queste "esclusive"? Come dice il nome, le esclusive sono titoli usciti solo su una console, forzando l'interessato a comprare quella console in particolare per giocare a quel titolo. Al giorno d'oggi moltissime esclusive sono state rese molto più flessibili e libere a tutti, come ad esempio il recentissimo Crash Bandicoot e la sua N.Sane Trilogy, uscita in esclusiva temporanea solo su Playstation 4, e da quest'anno disponibile anche su Xbox One, Nintendo Switch e PC.
Ecco, ora torniamo alla domanda iniziale: date le condizioni attuali del mercato e dei videogiochi, ha ancora senso parlare di Esclusive quando si compra una console? Sono davvero così importanti come si pensa? O è solo un modo come un altro di forzare il proprio essere elitisti per costringere qualcuno a comprare una console della concorrenza per giocare a qualcosa? Purtroppo le risposte saranno sempre discordanti, dato che non potremmo mai immaginare un Super Mario su Playstation o un Uncharted su Xbox, però, ecco, se così fosse, quale sarebbe il riscontro effettivo sui giocatori? Saremmo più compatti e cesserebbero le inutili guerre tra esclusive e, quindi, console? Oppure continueremmo a idolatrare la nostra scatola da gioco di preferenza, ignorando le altre?

A mio parere, allo stato attuale, le esclusive servono a ben poco, se non a creare motivazioni fittizie per comprare una console rispetto ad un'altra. Ciò che importa, ormai, sono i giochi, più che l'esclusività di questi ultimi su una console o su un'altra. Certo, ci vorrebbe del tempo per adattarsi, e in un certo senso un Halo su Nintendo sfigurerebbe un po', però, superati questi problemi, tutto diventerebbe quasi normale e comprensibile. In qualche modo è una dimensione che riesco a immaginare, e che sicuramente renderebbe felici tutti egualmente.
Ma non prendiamoci troppo in giro: è ovvio che la situazione sia così per dei motivi ben precisi... ma sognare non fa mai male. E voi? Che ne pensate?

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