Akki Games! Capitolo 90 - Rayman 2: The Great Escape (PS1 - 1999)

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Salve a tutti ragazzi e ragazze, e bentornati tra le righe di Akio's World!
Dunque... l'ultima volta abbiamo parlato dell'ultimo capitolo tridimensionale della serie di Rayman, denominato "Hoodlum Havoc", che aveva un vibe piuttosto distinto nel suo genere. Stavolta, invece di fare un passo avanti, ne facciamo uno indietro. Parleremo di "Rayman 2: The Great Escape"!

Prima di cominciare ho da fare una confessione: possiedo questo gioco sia su DS che su PS1 e PS2 (la versione Revolution), ma non ricordo di averlo mai finito, né i livelli che si trovano al suo interno, quindi questa sarà un po' un'esperienza in territori inesplorati, per me. 




Sinossi
Un monologo della fata Ly che parla a noi come se fossimo già Rayman ci spiega cosa è successo da quando è stato misteriosamente catturato da un gruppo di cattivoni chiamati "pirati": tutto è diventato "un pianeta di angoscia e dolore, infestato dal male", a detta della fata. Non solo …

Akki Games! Capitolo 78 - NieR:Automata (PS4)


Il mondo è strano e freddo. Il mondo è pieno di problemi, e tutti lavorano ogni santo giorno per trovare delle soluzioni. Spesso queste soluzioni non vengono trovate perché i problemi sono davvero complessi e non c'è nulla da fare. 
Il mondo di NieR rappresenta proprio questo: una stranezza ed una freddezza uniche nel media, inedite nel genere ed estranee al giocatore medio, che fanno da cornice a tanti, ma tanti problemi che devono essere risolti il prima possibile.
Vediamo insieme cos'è NieR:Automata.

La Trama

Cominciamo con una premessa: "NieR:Automata" non è un gioco qualsiasi, e va trattato come tale, pertanto quello che leggerete qui sarà meno di un decimo di tutta la storia effettiva. 
NieR incomincia un po' in sordina e con poche spiegazioni: il gameplay detta, rapidamente e senza troppe pause, come funziona il mondo del gioco e che cosa sta succedendo. In grandi linee, degli alieni hanno invaso il Pianeta Terra, e gli umani sono stati costretti a rifugiarsi sulla Luna, lasciando che un gruppo di androidi-soldato di nome "YoRHa" faccia il lavoro sporco per loro, eliminando le creature e i loro sottoposti, delle strane biomacchine senz'anima e senza problemi nell'uccidere.
I personaggi vengono inseriti nel gioco in modo criptico e rapido, quasi come se li conoscessimo già. Prenderemo il comando di 2B, una ragazza-androide appartenente all'unità YoRHa, che resterà fin da subito superstite di un attacco alle biomacchine sulla Terra finito male. Verrà ben presto avvicinata in battaglia da un'unità scanner di nome 9S, con cui resterà per tutto il gioco. Di qui in poi le cose si fanno un po' confuse, dato che il canovaccio della battaglia contro gli alieni viene prontamente rallentato da una serie di personaggi e situazioni opzionali che amplieranno in modo esponenziale il mondo e la storia di NieR. 
Ed è questo quello che importa in Automata: la possibilità di scoprire le informazioni secondarie del mondo circostante con qualche quest ben piazzata. I personaggi sono tutti abbastanza bidimensionali, ma tutto questo è voluto, dato che verranno lentamente approfonditi in altre istanze. 
Ormai non è un segreto: NieR:Automata si gioca più di una volta, e il tutto non rimane legato a un banale "New Game +". Ogni nuovo gameplay porta qualcosa di nuovo e diverso in tavola, che ci offrirà qualche dettaglio in più ogni volta. Nulla è scontato e tutto ha un senso in Nier:Automata, ed è questa la grande forza del gioco, che lo differenzia in modo netto dal resto dei videogiochi. 
I pochi personaggi principali del cast restano sempre pieni di sorprese e assi nella manica, e tutto questo viene gestito in modo cinematico ma non invasivo o fastidioso.
In NieR brilla un'aura di esistenzialismo, di domande e di risposte non del tutto esaustive, da cercare da sé, e di moralità nelle scelte fatte nel corso del gioco.
Certamente questo gioco brilla per la sua componente alquanto unica di trama, e non ricade nel difetto della cinematica canonica dei videogiochi "Tripla A". 


Il Gameplay (Contiene spoiler)

Uno dei punti più peculiari e strani di NieR:Automata è certamente il gameplay. Superficialmente, NieR si approccia al giocatore come un Action JRPG Open World, con tinte di Hack n' Slash (perfezionate dal team di sviluppo Platinum Games) e Musou semplificate e dirette, senza necessariamente forzarlo in nessun genere. Il mondo di gioco non è grandissimo, ma tende ad essere ben diversificato e compatto quanto basta, offrendo una paurosa varietà di ambienti nella prima partita, fino ad una perfetta familiarità dalla seconda in poi. Non voglio spoilerarvi le location, ma sappiate che sono tutte davvero molto belle e inaspettate. 
Lo stile Hack n' Slash del gioco è irrimediabilmente semplificato dalla sua componente JRPG, che porta 2B a ricevere un trattamento di gameplay classico e già collaudato: X salta, Quadrato e Triangolo fanno, rispettivamente, attacchi deboli e forti, R2 serve a schivare e a correre, mentre i pulsanti L2, L1 ed R1 sono mappati sul Pod, unità di supporto che segue l'androide per tutto il gioco e può offrire fuoco di copertura generico e continuo (in 3 versioni diverse: mitragliatrice, laser e missili; le ultime due sbloccabili esplorando) o centralizzato e forte, con diversi add-on da comprare o trovare esplorando, che sostituiscono il laser a una buona varietà di effetti secondari e ad area (ad esempio lo scanner per oggetti nascosti, onde d'urto per terra, scudi o spade ad area o concentrate sul personaggio ecc...). 
La personalizzazione non si ferma qui, però: è possibile, infatti, personalizzare anche le armi utilizzate da 2B, e se ne possono usare di 4 tipi. Dalle banali spade a una mano e a due mani si passa ai Bracers (dei guantoni, in pratica, di diverse forme e puntellati o pieni di lame) e alle lance. In alternativa è addirittura possibile combattere a mani nude. È comunque possibile personalizzare ben 2 set di armi completamente diverse, intercambiabili usando la freccetta direzionale del controller verso l'alto. Le freccette sinistra e destra cambiano il Pod utilizzato, mentre quella verso il basso apre il menu di oggetti curativi, disponibili in diverse versioni.
Armi e Pod potranno, poi, essere aggiornati e potenziati da fabbri o negozi di gioco, spendendo un po' di soldi (la valuta di gioco sono pezzi di robot distrutti) e qualche materiale droppato dai robot. A un livello maggiore di entrambi corrispondono, ovviamente, diversi effetti secondari. 
Tornando alla personalizzazione, una caratteristica particolare del gioco è quella del set di chip: essendo un androide, 2B non si equipaggia come un umano, ma le basterà trovare dei chip in giro o acquistabili nei negozi, che le doneranno bonus passivi di vita, velocità di movimento e chi più ne ha più ne metta. Sarà, addirittura, possibile spostare anche chip fondamentali o centrali per l'androide, cambiando il comportamento di quest'ultimo, ciò che si vede nell'HUD, o le informazioni su schermo. 
Altro approccio unico è quello dei punti di salvataggio, che strizza l'occhio ai Musou e ai giochi più vecchi: ogni punto va sbloccato sconfiggendo dei nemici che lo difendono, e una volta fatto sarà possibile recuperarlo e attivarlo per salvare, sempre e solo MANUALMENTE  o alla colonnina o nell'area immediatamente attorno.
Le missioni secondarie sono tutte piuttosto longeve, e ci vedono fare più volte avanti e indietro con una serie di personaggi predefiniti. La risoluzione di queste quest porterà alla scoperta di altri dettagli secondari della storia o dei personaggi in questione, rendendo il tutto molto più collegato e coerente.
Ovviamente, molte delle ricompense di queste quest andranno a rimpolpare l'esperienza di 2B, dato che, come in un JRPG, in NieR ci sono i livelli e i punti exp, ma in generale le meccaniche ruolistiche si fermano più o meno lì.
Tutta questa è solo la base del gameplay, in generale, ma tutto diventerà più interessante quando  
SPOILER SPOILER SPOILER SPOILER SPOILER SPOILER (selezionate l'area bianca per leggere), nelle partite successive, prenderemo controllo delle altre due unità giocabili, 9S e A2. 9S non potrà usare le armi secondarie, ma al suo posto avrà una serie di minigiochi di hacking (racchiusi in delle brevi sessioni di Twin-Stick Shooter) che potranno uccidere i nemici più piccoli in un colpo solo, anche se il livello del giocatore è nettamente più basso. A2, invece, sarà davvero molto simile a 2B, ma dalla sua avrà un dash più lungo e una nuova modalità furia che sostituirà l'autodistruzione (con L3+R3) con una sorta di "modalità demone" à la Devil May Cry. Questa modalità abbasserà costantemente l'energia di A2, al costo di una forza e velocità nettamente superiori. Inutile dire che l'attivazione e il mantenimento di questa modalità dipenderanno soprattutto dalla bravura del giocatore nel riuscire a recuperare vita con i chip uccidendo i nemici o semplicemente colpendoli. Le limitazioni sono davvero minime.
FINE SPOILER FINE SPOILER FINE SPOILER FINE SPOILER FINE SPOILER 
Ultimo, ma non per importanza, è l'approccio alle sessioni di assalto con l'esoscheletro di 2B, suddivisa in due modalità di gioco: una come shooter/bullet hell e una come twin stick shooter. Queste due versioni di gameplay richiederanno movimenti rapidi e una certa bravura nella mira, offrendo una sensazione di ritmo, una volta presa la mano, piuttosto soddisfacente. 
E proprio come in tantissimi altri giochi, in queste sezioni sono importantissimi il ritmo e l'implementazione di queste modalità nel resto del gioco, sempre complementari e mai invasive. 
Le cose che noterete ben presto, in NieR:Automata, sono la fantasia e la cura nella pura semplicità del gameplay, che riusciranno sempre a sorprendere piacevolmente il giocatore, soprattutto quando meno se l'aspetta. Al riguardo di questo, è bello mantenere il segreto sulle bellezze di NieR, data la natura strana e particolare del gioco, fin dai primissimi momenti.


Grafica e Sonoro

Graficamente NieR:Automata è uno dei giochi più belli da vedere su PS4, questo senz'ombra di dubbio. Non è di certo grazie a textures o modelli realistici, ma più grazie all'approccio artistico del colore e in generale dello stile grafico, più vicino a un approccio anime realistico tipico di Platinum Games e di giochi come Bayonetta e Metal Gear Rising. Tutto resta facilmente comprensibile anche a distanza e sempre piacevole da guardare, anche se su PS4 il frame rate resta un po' ballerino, e il che è un peccato. Sono circa 50 FPS altalenanti, a cui col tempo ci si abitua, però resta un po' agrodolce vedere un gioco così bello limitato da dei frame così instabili, soprattutto in sessioni esplorative rapide. 
Per quanto riguarda il sonoro, invece, il lavoro è di eccelsa qualità. Le musiche sono dinamiche, e cambiano a seconda del punto della mappa in cui ci troviamo. A volte avremo solo voce, a volte la voce sarà accompagnata da una traccia, e altre volte, dopo la riuscita di una quest, la musica cambierà completamente, lasciandoci una sensazione di incertezza e di continue domande senza risposte effettive. 
Il doppiaggio del gioco è disponibile in due lingue: Inglese e Giapponese. Il gioco, ovviamente, è sottotitolato molto bene in italiano, e il doppiaggio Inglese riesce in modo estremamente credibile a trasmettere emozioni forti anche tramite i personaggi più semplici. E' sicuramente un lavoro ben fatto, su tutti i fronti. Non ho avuto modo di sentire il doppiaggio giapponese, ma di sicuro sarà di ottima qualità. 


Commento finale

I 5 finali diversi di NieR:Automata non devono essere un modo per scoraggiarvi e distogliervi dal giocarlo, ma, anzi, devono essere un incentivo a giocare il gioco tutto d'un fiato, come se fosse un film. La storia ha un ottimo effetto sul giocatore, e lo lascia, oltre che pieno di domande, anche con una sensazione agrodolce per tutta la durata del gioco, proprio per non lasciarlo del tutto convinto né del finale né delle scelte che ha fatto. In generale vorrei sinceramente consigliarvi questo titolo, ma resta comunque un problema: molte cose sono omesse fin dall'inizio, e il giocatore medio potrebbe restarne alienato e svogliato dal ricominciare. Ma, ecco, qui subentra la differenza tra chi vuole vedere altro e chi ne ha abbastanza: YokoTaro premia chi ricomincia e riprova, e lo accompagna, mano nella mano, in un'avventura fantastica, che taglia in modo trasversale argomenti come la preservazione della specie, l'umanità di una macchina e il post-apocalittico in modo adulto, raffinato e ricercato, senza mai ricadere nel banale. 


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