Akki Games! Capitolo 76 - A Hat in Time (PC)


C'era una volta, in un mondo lontano lontano, un gioco supportato da tantissima gente su Kickstarter, che per qualche raro scherzo del destino riuscì a diventare una delle più belle, pulite e luccicanti gemme che tutti avessero mai visto. Quel gioco si chiamava "A Hat in Time", e, dopo molti anni, era riuscito ad arrivare nelle case di tutti su tantissime diverse piattaforme, ad un prezzo molto, ma molto contenuto. 



La Trama

A Hat in Time segue le peripezie di una ragazzina, chiamata per l'occasione "Hat Kid" (ragazzina con il cappello), che un bel giorno si sveglia all'interno della sua astronave. Fatto un giro della stanza, si rende conto che alla finestra c'è uno strano energumeno, che chiede dei soldi. Quell'uomo fa parte della Mafia, e viene da un pianeta vicino, chiamato Mafia Town. Hat Kid cerca di scacciarlo, ma l'omaccione si lancia a mo' di Superman contro la finestra, rompendola e facendo uscire dall'astronave tutte le clessidre della nostra protagonista, che un po' sconsolata e un po' seccata si appresta a recuperarle tutte nei diversi mondi di gioco.
Hat Kid non è la classica eroina dei platform: lei vuole solo indietro ciò che è suo, e questo lo capiremo col tempo, grazie alle splendide cutscenes del gioco, sempre carine e lunghe il giusto.
All'interno di ogni mondo (ce ne sono ben 5, suddivisi in capitoli) ritroveremo personaggi e tipi di approcci al genere completamente diversi, e tale differenza la ritroveremo soprattutto nella base di scrittura di ogni singolo personaggio. Non ce ne sono tantissimi, ma sono davvero memorabili e ben caratterizzati, in modo da essere riconoscibili anche a grande distanza. Si passa dai burberi ma estremamente goffi e simpatici Mafiosi (dall'accento estremamente russo) ai gufi e pinguini (i primi molto schivi, i secondi molto stilosi e immersi nella loro migliore imitazione dei Blues Brothers, costantemente a schioccare le dita e vestiti di tutto punto), sempre in guerra e capitanati, rispettivamente, dal Capostazione (strano volatile dall'accento scozzese estremamente marcato) e DJ Grooves (pinguino megalomane dal marcato accento Afroamericano e stile anni '70), per poi andare agli strani spiriti della foresta, tenuti in ostaggio dallo Snatcher (strano spirito che ci riempirà di contratti al costo di tenersi la nostra anima), e chi più ne ha più ne metta. Insomma, in "A Hat in Time" le personalità non si sprecano, sono precise, uniche e ben calibrate per ogni mondo, per rendere ogni zona distinta e piena di personalità.


Il Gameplay

Chiudete gli occhi per un istante, e immaginate com'era bello giocare ai platform 3D nei primi del 2000. Fatto? bene, ora apriteli, e vi renderete conto che, giocando "A Hat in Time" sarà come se il tempo non fosse mai passato. Hat Kid si controlla divinamente: è agile, veloce, scattante e soprattutto risponde a tutti gli input che immettiamo. Dal punto di vista del Gameplay, questo gioco ha diverse punte di spicco, la prima delle quali è indubbiamente il sistema dei comandi. Hat Kid si comanda in modo davvero classico: X/A per saltare, Quadrato/X per attaccare con l'ombrello (che funziona come una spada, mentre a mezz'aria l'attacco diventa simile a quello a ricerca di Sonic), O/B per interagire con le cose, Triangolo/Y per guardare in alto con la telecamera (tenendo premuto potremo anche girarla con la levetta analogica destra a 360°, tenendo ferma Hat Kid). R1/RB serve a riposizionare la telecamera alle spalle della protagonista, L1/LB a cambiare cappello tramite una ruota, L2/LT a usare il potere dei cappelli, R2/RT ad accovacciarsi se fermi o buttarsi in avanti se in movimento, in puro stile Super Mario Sunshine, e infine i tasti freccia sinistro e destro serviranno a cambiare rapidamente cappelli, e quelli verso l'alto e basso, dato che sono gli unici due senza una vera utilità, sono mappati a due emote, la prima è una linguaccia e la seconda un bacio. Se questo schema di comandi non vi piacesse, potreste sempre customizzarlo a vostro piacimento, usando davvero qualsiasi tipo di controller, o perché no, anche Mouse e Tastiera.
Ciò che Hat Kid ha in più, però, rispetto a Mario Sunshine, è sia un doppio salto che un ulteriore salto dopo essersi buttata in avanti, rendendo le sessioni di platform una vera gioia, grazie anche ad un Level Design complementare alla mappatura dei comandi e mai ostico o confusionario. Quella che può essere l'unica confusione di Mafia Town (davvero molto grande come primo livello) viene rapidamente a scemare quando ci si rende conto che ogni mondo può essere affrontato un po' alla volta e senza affannarsi troppo.
Come già detto, A Hat in Time prende tanto di buono che ha un titolo come Super Mario Sunshine, e lo espande in modo intelligente e mai scontato, strutturando il level design in tutte le direzioni, e stuzzicando il giocatore ad essere creativo con i propri movimenti, proprio come è successo qualche mese dopo in Super Mario Odyssey.
La differenza, però, è che seppur ci siano molti meno livelli che in Odyssey, A Hat in Time riesce a restare coeso con sé stesso e, soprattutto, a mantenere un'identità costante, che guadagna forza ad ogni livello superato.
Non prendiamoci in giro, i livelli sono solo 40, e impallidiscono anche contro Super Mario 64 o Banjo Kazooie, giusto per citare alcuni "big" del genere, ma in A Hat in Time ciò che conta è la qualità, e non la quantità. Ogni mondo, come già detto, è diviso in episodi, e costituisce un capitolo. Essendoci solo 5 capitoli, ogni mondo è in media costituito dai 5 ai 7 atti, con l'aggiunta di portali che vengono sbloccati trovando in giro dei collezionabili chiamati "Reliquie", e suddivisi in pezzi. Trovando tutti i pezzi e mettendoli insieme nel modo corretto su un piedistallo nella Navicella Spaziale di Hat Kid, potremo accedere ai portali rosa, che spiegheranno la storia di ogni mondo tramite ulteriori collezionabili. In questi portali specifici viaggeremo in una serie di frammenti del mondo in cui ci troviamo, e dovremo collezionare delle corone e pagine strappate per procedere nel livello. Prendendo il giusto o superiore numero di corone potremo andare avanti, ma è molto importante recuperare le pagine per fare in modo che il libro che spiega la storia del pianeta in questione sia completo e comprensibile.
A parte i portali rosa esistono anche quelli blu e verdi, che si riassumono in semplici sfide di platforming molto simili alle sezioni senza FLUDD in Super Mario Sunshine, ma fatte davvero molto meglio. Hat Kid si controlla una meraviglia, e il tutto è grazie anche ai cappelli che indossa, che fungono da power up permanenti una volta ottenuti.
Hat Kid può possedere ben 5 tipi diversi di cappelli, di cui, al termine di ogni sfida di platform, si possono sbloccare reskin o colorazioni alternative. I cappelli non sono mai trovati per caso, ma dovranno essere costruiti raccogliendo almeno un tipo di lana specifica, e avendone un numero necessario a creare il cappello in questione. Si va dal suo cappello standard, che fa un po' da cicerone per il giocatore e indica i punti di interesse alla pressione del tasto L2/LT, al cappello improntato alla corsa, che sacrificherà il doppio salto durante questa in favore di una velocità superiore a quella standard, fino ad arrivare al cappello da strega, utile per far scoppiare gli oggetti luminosi o danneggiare i nemici a distanza, il cappello dell'abitante, che mostra delle cose invisibili per un periodo limitato di tempo,il cappello del gelo, che trasformerà Hat Kid in una statua di ghiaccio, rendendola pesantissima, e potrà farla volare su piattaforme specifiche a mo' di trampolino, e il cappello del tempo, il più difficile da sviluppare, per cui servono ben 32 pezzi di lana e rallenta il tempo per un periodo predefinito.
In tutti i livelli ci sono diverse prove interessanti da affrontare con un cappello specifico o da provare anche senza, e ciò che resta sicuramente interessante è la versatilità di Hat Kid rispetto al level design, che seppur permissivo non lascia il giocatore nella balia della noia della semplicità esagerata. In A Hat in Time è necessario muoversi, e anche velocemente, dato che spesso e volentieri gran parte del gameplay sarà dettato dal ritmo dei salti e dalla velocità con cui riusciremo a superare le parti più complesse. In un certo senso, da questo punto di vista ricorda moltissimo Super Mario Galaxy, soprattutto a causa del contatore di colpi piuttosto ridotto (solo 4 colpi), non espandibile, ma che non risulta un problema grave dato che sono presenti moltissimi cuoricini sparsi per tutta la mappa.
A parte i cuori, la lana per fare i cappelli e le reliquie, ci sono altri 2 tipi di collezionabili comuni: i primi sono una sorta di valuta, dei diamanti, che serviranno a comprare delle medaglie da un venditore, che ci daranno effetti più o meno passivi: cose come "cambia il doppiaggio in audio incomprensibile", "la salute si abbassa a un solo colpo", "il cooldown delle abilità dei cappelli si abbassa" o addirittura "sostituisce il tuo cappello della corsa con una moto" sono solo alcune delle abilità disponibili, tutte sempre molto interessanti e che non lasciano mai il giocatore a bocca asciutta, anche per provare qualcosa di diverso, ogni tanto; e altri tipi di reliquie, delle monetine. Una volta raccolte almeno 3 sarà possibile tornare alla navicella e usarle per giocare ad una slot machine che sblocca reskin o recolor di cappelli e vestiti, proprio come alla fine delle prove di Platform sopracitate.
Un'altra carineria è quella di interagire con molti elementi del mondo circostante, come il computer, con cui potremo giocare a un gioco testuale, o le sedie, su cui potremo sederci per osservare il panorama circostante e assorbirne la bellezza.
Nel corso del gioco potremo arrivare a tenere contemporaneamente 3 medaglie, che saranno visibili su ogni cappello indossato da Hat Kid.
Ultimo, ma non per importanza, è il plauso fatto alle boss fight. Ragazzi, questo non voglio davvero spoilerarvelo, ma sappiate solo che le boss fight sono forse la parte più bella del gioco, seppur siano pochissime.


Grafica e Sonoro

Non giriamoci attorno: A Hat in Time non è il gioco tripla A che pensate che sia, anzi, basandosi su Unreal Engine 4 risulta essere molto semplice nello stile, e soprattutto molto carino. Le espressioni dei personaggi, che ricordano sempre moltissimo Zelda Wind Waker, sono sempre fresche e divertenti, e grazie a questo i personaggi assumono uno stile pseudo-chibi ben distinto. Accostiamo questo alla miriade di fantastici colori che costellano il gioco, e A Hat in Time diventa istantaneamente un classico senza tempo, da giocare assolutamente. Le musiche, poi, risultano sempre perfettamente implementate nel gioco, mai ripetitive, sempre orecchiabili e perfettamente nello stile del titolo. Si va da tracce più concitate quando ci sono le boss fight a tracce più tranquille e rilassate nei portali. Il sound design è diretto splendidamente, e offre tipi diversi della stessa traccia per ogni azione diversa, perfino quelle di sedersi o di usare la moto. Infine, il doppiaggio va premiato per la fantastica qualità e passione che gli attori ci hanno messo. Contando molte figure di spicco di Youtube America come Jontron o YungTown, il doppiaggio assume tutt'un altro sapore, e diventa quasi familiare, restando comunque sempre fresco e perfetto per il gioco.


Commento Finale

Che ve lo dico a fare: A Hat in Time è uno dei Platform 3D più belli degli ultimi 10 anni, senza nessuno sforzo. La passione, la bravura e la cura nel dettaglio hanno catturato il mio cuore dall'inizio alla fine, senza mai lasciarlo. A Hat in Time è un capolavoro senza tempo, è l'archetipo attuale del Platform 3D. E' tutto quello che un Platform 3D dovrebbe essere, e che tante volte neanche Mario riesce a rispettare. A Hat in Time è un gioco semplicemente perfetto, che merita di essere giocato e di donare divertimento a tutti, dai grandi ai piccini. L'umorismo e l'ironia e i sottotesti macabri dei personaggi aggiungono sapore a tutto il mix, rendendo il titolo unico nel suo genere. A Hat in Time è perfetto, in tutto e per tutto. E dato che oggi mi sta pure girando bene... Questo gioco si becca un voto. Indovinate quant'è?

10!

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