Akki Games! (& Analysis!) Capitolo 86 - The Sims (PS2 - 2004)

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Era il lontano anno 2000, ben 18 anni fa. 
Quell'anno, il salto di millennio, portò moltissimi creatori a sbarcare il lunario con idee innovative e mai viste prima.
Uno di questi fu Will Wright, uomo famoso per la sua fortunata serie "Sim", il cui titolo più famoso era "SimCity"
"The Sims" era il passo successivo più logico, e infatti è ben presto arrivato su PC. 

Poi la storia la conosciamo tutti: The Sims vanta oggi ben 4 titoli principali e infinite espansioni, Stuff pack e porting su tutte le consoles e apparecchi possibili, perfino smartphone. Ciò che però non tutti sanno è che The Sims ha avuto una storia importante anche sulle consoles casalinghe come Xbox, PS2 e Gamecube. 

Il primo capitolo della serie, come avrete sicuramente letto dal titolo, è arrivato qui, su console, nel 2004.
La mia prima esperienza con The Sims la ricordo ancora molto bene: ci stava giocando mio cugino, e mentre faceva il primo livello ricordo distintamente la sensazione ch…

RECENSIONE ANIME: Drifters (Netflix 2016)


Di tanto in tanto è bello tornare a guardare qualcosina proveniente dal sol levante. Questo è uno di quei periodi in cui mi piace sedermi sul divano e rusharmi anime piuttosto corti, così, giusto per vedere una storia nuova e poter dire al mio piccolo mondo com'è e se vale la pena guardarne gli sviluppi o meno. Ecco, questo è stato il caso di "Drifters", anime del 2016 (uscito sia su VVVVID che Netflix a seguito di un OAV) proveniente da un manga scritto e prodotto da Kota Hirano, mangaka conosciuto per il ben più famoso e storico "Hellsing". 
Ebbene, ho deciso di lanciarmi in questa storia senza troppe pretese, catturato dallo stile grafico e dai personaggi completamente fuori da ogni schema. 


La Trama

Shimazu Toyohisa, samurai del 1600, si ritrova nella battaglia di Sekigahara, e riesce a ferire mortalmente il suo avversario. Storicamente si sa che Toyohisa viene ucciso in questa battaglia, ma la realtà di quest'anime è che, dopo la morte, il ragazzo viene trasportato in uno strano corridoio pieno di porte, al cui centro c'è un uomo intento a leggere un giornale e fumare una sigaretta nel più completo silenzio. Ancora pieno di sangue e ansimante, Toyohisa urla all'uomo, ma viene catapultato senza troppi giri di parole in un altro mondo, in cui sembra esserci un regime tirannico in atto. Non si capisce bene cosa sia successo, all'inizio, ma quello che si sa è che Toyohisa viene ritrovato da degli elfi, che lo portano da Oda Nobunaga (si, proprio quel Nobunaga, il feudatario stratega) e Nasu no Yoichi (arciere, eroe della guerra Genpei del 400). 
In poco tempo si scopre che ogni personaggio storico di grande importanza è stato in qualche modo riportato in questo modo, quasi come se fosse un "ripescaggio". Ciò che ancora non si capisce è chi siano queste persone, come vengano trasportate e soprattutto, se siano buone o cattive.
In pratica, "Drifters" parte con un'idea piuttosto banale per poi diventare un anime con forti tinte fantapolitiche, mescolando personaggi realmente esistiti con molti, davvero molti personaggi inventati. Le guerre e ogni loro crudezza sono all'ordine del giorno, in quest'anime, e non si fanno mai troppi complimenti: ogni uccisione avviene senza rancore e facilmente, in modo spietato e a sangue freddo, proprio come farebbe un vero samurai.
Tante, ma davvero tante sfaccettature della psiche umana vengono rese evidenti dalle varie situazioni che si verificano nella storia, oltre ad una grandissima quantità di strategie di guerra e ragionamenti razionali e spietati delle varie figure di spicco.
Ciò che manca a tutta la storia, però, è una consistenza: il ritmo tende ad essere un po' sparso, soprattutto negli ultimi episodi, in cui tutto arriva quasi ad un full stop e si lascia spazio ad un finale raffazzonato e forzato dalla durata e quantità limitata degli episodi. Tuttavia, la storia e i personaggi restano brillanti per gran parte del tempo, e le varie situazioni, ovviamente piuttosto pesanti, vengono velocemente alleggerite da gag e storpiature dei personaggi, esagerandone le manie e i comportamenti.
Non è un tipo di storia adatto a tutti, così come il tipo di umorismo, ma è sorprendente come queste trovate riescano a diventare efficaci anche a chi non è avvezzo del genere.


Grafica e Sonoro

Graficamente "Drifters" è sporco, cattivo e crudo: tante linee doppie e tinte di colori caldi e scuri costellano l'intera produzione non lasciando nessuna pietà, neanche allo spettatore. Gli occhi e le espressioni dei personaggi vengono spesso storpiate, proprio come in "Hellsing", per esprimere al meglio la fredda pazzia dei protagonisti e dei nemici. "Drifters" non è per tutti, soprattutto a cominciare dallo stile grafico, che resta consistente perfino nell'opening, molto artistica e mirata al genere. Tinte unite di colore che cambiano rapidamente tra una scena e l'altra sono prevalenti, nonché uno stile di disegno simile allo schizzo su un foglio di carta e un'animazione quasi statica, a mo' di "animatic", che enfatizza ogni movimento e le espressioni dei personaggi.
Anche la ending segue uno stile analogo, ma si concentra di più sul risparmio e su un'animazione 3D studiata per emulare il disegno della produzione.
Quest'animazione tridimensionale è usata in modo sparso anche durante l'anime, soprattutto per scene di sfondo, ma tende a stonare un po' tanto quando l'anime incomincia ad abituarci ad uno stile d'animazione consistente e usa l'animazione 3D come "pezza a colore". 
Infine, il Sonoro: partendo da opening ed ending, splendidamente scelte e composte per la produzione, il resto della soundtrack si concentra soprattutto su tracce classiche o hard rock, quasi come per dare più peso di quanto serva alle scene concitate. 


Commento finale

Come abbiamo già detto in precedenza, è importante capire alcune cose, di "Drifters": è un anime molto particolare, e non è adatto a chi non apprezza il genere o chi non sa essere versatile con il binge watching. E' una serie poco impegnativa, comunque, che ha già un seguito certo, e che risulta piacevole quando guardata per la pura violenza, ignorando tutte le magagne delle animazioni e della storia. 


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