Akki Games (And Analysis)! Capitolo...64?! - Super Mario 64 (Nintendo 64)

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Salve a tutti, ragazzi, e bentornati in Akki Games, la rubrica in cui io, Akkibbello, scrivo recensioni su giochi che non interessano a nessuno utilizzando lo stesso format per infinite volte! No, vabbè, scherzi a parte, benvenuti nel capitolo 84... Aspettate un momento. Mi dicono che questo è il Sessantaquattresimo capitolo. Siamo sicuri? *controlla i post* Mmmmh, strano. *vede l'immagine sopra*. Aaaaaaah..... Benvenuti nella recensione di Super Mario 64, giocato su VERO HARDWARE! Questa non sarà una recensione come le altre, però! Cercherò di essere quanto più analitico possibile, perché questo gioco lo merita, e ormai, a parte dire che è un bel gioco, non c'è molto altro. Per questo motivo, incominciamo subito, non voglio anticiparvi niente!
La Trama
Super Mario 64 incomincia con un invito da parte di Peach a passare un piacevole pomeriggio nel suo castello, bevendo tè e mangiando della gustosa torta. Tutto sembra normale, quando, una volta entrati, la voce di Bowser riechegg…

Akki Games! Capitolo 72 - Persona 5 (PS4)


Quest'anno è pieno di jrpg, per me. Sono passati a malapena 3 mesi dall'inizio del 2018, e contiamo già 3 JRPG completati, due della serie "Tales of" e l'ultimo, quello di cui parliamo oggi, della serie di "Persona", la fortunata serie spin-off di Shin Megami Tensei, che ha trovato, negli ultimi anni, un seguito forte e appassionato. E' per questo motivo che, nel 2017 è arrivato nel mondo Persona 5, il titolo più grande, espansivo e stiloso della serie.
Vediamo un po' di che si tratta, perché c'è davvero tantissimo di cui parlare. 


La trama

Vi ricordate quando, nel 2014, spuntarono fuori vari teaser del nuovo Persona, che davano davvero pochi dettagli sul titolo? Sapevamo solo che il gioco sarebbe stato collegato con le tematiche della prigionia e, probabilmente, avrebbe seguito una trama più incentrata su tematiche analoghe a Persona 2 e 3, piuttosto che al quarto capitolo. Insomma, l'hype fu subito alle stelle, e a giusta ragione, dato che ogni trailer e ogni teaser promettevano ogni volta qualcosa di diverso, di alternativo, di forte, che non sarebbe mai rimasto nell'ombra dei titoli precedenti.
E così è stato, seppur come titolo abbia preso davvero moltissimo da Persona 2, 3 e 4, per creare un titolo estremamente ibrido a partire dalla storia, che registra un minimo di 95 ore per essere completata senza troppi extra.
La nostra storia incomincia con degli eventi piuttosto strani: ci ritroviamo già "incominciati", e impersoniamo il nostro avatar, chiamato "Joker", intento a scappare da un casinò e dalla polizia. Sfortunatamente, la sua fuga è presto fermata, ed è da qui che prendiamo il controllo del nostro personaggio, che viene dapprima drogato, preso a botte da orbi, e poi interrogato da un avvocato accusatore di nome Sae Nijima, nell'intento di capire tutti gli eventi dall'inizio.
Man mano riusciremo a collezionare tutti i punti necessari ad arrivare all'inizio della storia, tornando verso la fine a rivivere gli stessi eventi dell'inizio, ma in una luce completamente diversa.
La forza di Persona 5 è quella di raccontare una storia, sapientemente regolata e scandita dai personaggi e dal passare inesorabile dei giorni. Nel giro di poche ore verremo a conoscere la falsariga del gioco, come si comporta al riguardo dei dungeon da visitare e del tipo di attività giornaliere che ci ritroveremo a fare. Insomma, Persona 5 è grande, davvero molto grande, e parlare sommariamente dei Ladri di Cuori (nel gioco chiamati "Phantom Thieves") o di come facciano a proseguire nella storia man mano non darebbe assolutamente giustizia al titolo.
Persona 5 va vissuto, come ogni JRPG che si rispetti, grazie all'immedesimazione sapientemente dosata del giocatore nel guscio vuoto del protagonista.
Tutto il cast dei personaggi è composto da stereotipi del genere: andremo trasversalmente dall'amicone del protagonista, un po' teppista ma dal buon cuore, all'amica fidata, difficile da capire all'inizio ma a cui sta a cuore il gruppo, fino a sbarcare il lunario con personaggi davvero inimmaginabili. Insomma, quel che vi basta sapere è che perfino il personaggio-mascotte, Morgana, è assolutamente diverso dal Teddy di quel che fu Persona 4. Ha un significato e una spiegazione, così come tutto il resto della storia. Nulla viene lasciato alla speculazione, tutto viene reso chiaro, cristallino e comprensibile, per rendere il gioco interessante fino all'ultimo respiro.
Sarà facile alla fine affezionarsi a tutti i personaggi, in particolare al protagonista, e sarà molto difficile lasciare indietro un titolo di questo tipo dopo tante, ma davvero troppe ore di gioco.


Il Gameplay 

Togliamo di mezzo l'elefante nella stanza: Persona 5 si gioca generalmente in modo davvero molto simile ai precedenti titoli. Poche cose sono state effettivamente cambiate, e altrettante poche cose sono state migliorate. Ci saranno, proprio come in Persona 3 e 4, le varie statistiche personali del protagonista (stavolta divise in Academics, Guts, Proficiency, Kindness e Charm, e ciascuna di queste ha 5 livelli), che cresceranno ogni volta che faremo qualsiasi azione giornaliera, come ad esempio andare al lavoro, sottoporci alla prova dell'hamburger nel fast food di Shibuya, studiare nel pub accompagnandoci con un tè alla frutta, un caffè o una bistecca, e chi più ne ha più ne metta. Le attività giornaliere scandiscono il passare dei giorni (in quest'occasione, circa 9 mesi), e vengono intervallate dal puro dungeon crawling per cui la serie è notoriamente conosciuta.
Eh già, dungeon crawling! Non è un termine scelto a caso, perché questa volta Persona 5 conterrà ben 2 tipi di dungeon esplorabili: quelli conosciuti in Persona 4, stavolta chiamati "Palazzi", con i tipici limiti di tempo da rispettare e cattivoni da sconfiggere (stavolta si tratta di cambiare l'atteggiamento di una persona rubando il loro desiderio più grande, che si trova nelle profondità del palazzo), e, in modo estremamente inaspettato, quelli conosciuti in persona 3, appartenenti al palazzo "Tartarus" (stavolta chiamato "Mementos"; non spoilererò oltre, ma le meccaniche di questo dungeon sono molto simili a quelle viste in Persona 3, quindi chi ha giocato entrambi i titoli precedenti si troverà fin da subito a casa).
La differenza principale tra i Palazzi e Mementos sta in una sola meccanica, che gira tutta attorno al nuovo tipo di approccio all'esplorazione dei dungeon. Tutto il gioco sarà affrontato in modo stealth: premendo X, infatti, sarà possibile nascondersi dietro alcuni tipi di pareti, e sarà quindi possibile compiere agguati alle Ombre che girano nel tentativo di scoprirci. Ovviamente, a un agguato riuscito corrisponderà il vantaggio del giocatore, che avrà un turno gratuito. Viceversa, venendo colpiti il nemico ci colpirà per primi, avendo un turno in più.
La meccanica peculiare dei Palazzi è quella della percentuale d'allerta: essendo ladri, il nostro scopo è quello di farci scoprire il meno possibile. Per questo motivo gli agguati sono vitali e necessari al raggiungimento del tesoro in ogni Palazzo, e questo eviterà anche che il padrone del palazzo si insospettisca troppo.
Se, però, fossimo troppo sconsiderati e decidessimo di lanciarci di corsa in ogni corridoio, ignorando le Ombre di pattuglia, sarà facile far salire l'indice di allerta. Arrivati al 100% verremo cacciati dal dungeon, e saremo costretti a tornare un altro giorno.
Di ritorno da Persona 3 e 4 ci sono anche le meccaniche del turno +1: ogni mossa critica o che colpisce il punto debole di un avversario garantirà un turno in più a favore di chi attacca, sia esso nemico o amico. Per quanto semplice, è una meccanica in grado di rendere le battaglie davvero rapide da risolvere, o potrà condurci a rapidissimi game over se usata male. Eh già, in Persona 5 è davvero molto facile sbagliare, soprattutto agli inizi e anche per chi ha già un po' di esperienza con il gioco. Saper dosare i buff e debuff, oltre che le spell di attacco e i momenti in cui difendersi sarà di vitale importanza, in questo gioco, dato che sbagliando troppo spesso il nemico sarà capace di buttare giù l'intero team, anche in un turno solo.
Come nei vecchi Persona, anche qui vige la regola "se muore il protagonista è game over", quindi fate in modo di tenerlo sempre vivo, ad ogni costo.

I persona, stavolta, sono circa 191, e sarà facile crearsi una squadra piuttosto grande e potente se si sa quello che si fa, soprattutto grazie all'aggiunta di due nuove tipologie di abilità e due nuove versioni di attacchi magici appartenenti a una categoria già esistente.
In soldoni, Persona 5 vede l'aggiunta del tipo "Psico" (chiamato per l'occasione "Psi) e del tipo "Nuke" o "Nucleare" (chiamato "Frei"). Inoltre, i tipi Luce e Maledizione hanno adesso due versioni dello stesso attacco, la prima insta-kill (come i titoli precedenti), la seconda in grado di fare danni più contenuti, prevalentemente usata per sfruttare i turni +1 o catturare i Persona deboli a quel tipo.
Ed è qui che entriamo nel succo di Persona 5, con una parte che prende a piene mani spunto dal primo e secondo titolo, oltre che direttamente dagli Shin Megami Tensei: sarà possibile parlare con le ombre tramortite dai nostri attacchi, in cerca di oggetti, soldi o semplicemente per reclutarli nel nostro team. Ogni persona ha un modo diverso di approcciarsi a noi, e starà al giocatore capire quale sia il modo migliore per rispondere e ottenere l'aiuto di queste particolari creature. Le negoziazioni possono avere molteplici risultati, il cui più negativo ci vede tornare in combattimento venendo attaccati dal persona spazientito dal nostro atteggiamento, e il migliore ci vede reclutarlo o recuperare uno (o più) oggetti dal suo inventario, o soldi in buona quantità.

Sarà possibile entrare nei palazzi durante il giorno,  mentre in Mementos, a volte, si può entrare anche di sera. Durante le giornate (divise in "daytime", "afternoon", "after school" e "Evening") sarà possibile, quindi, decidere cosa fare, se ampliare le conoscenze con gli altri personaggi, e quindi potenziare le prossime fusioni dei persona con i Social Link (proprio come in Persona 3 e 4), se migliorare le proprie statistiche o se fare del sano dungeon crawling. L'ultima scelta è lasciata al giocatore, e questa libertà non fa che giovare, offrendo un tipo di personalizzazione di ogni partita unica nel proprio genere.
Con furore ritorna, ancora una volta, la Velvet Room (stavolta sotto forma di prigione), con il suo fido Igor e due nuove guardie, chiamate Justine e Caroline, appartenenti alla Strength arcana. Andando avanti nel gioco potremo sbloccare, oltre alle tipiche fusioni con 2, 3 o più persona, anche delle fusioni randomizzate online, che ci daranno un persona in cambio di quello che decidiamo di dar via; rafforzamenti di un persona sacrificandone un altro (e dando quindi un'abilità nuova al persona potenziato, proveniente da quello sacrificato) e itemizzazione di un persona, che verrà sacrificato in cambio di un oggetto equivalente al suo valore.
Infine è anche presente un sistema di allenamento dei persona, che lo rende resistente ad alcune debolezze o insegna passivamente nuove mosse, in modo simile al rafforzamento.
Ultimo cambiamento effettivo del gameplay è quello della mappatura dei tasti durante i combattimenti: premendo i tasti X, O, quadrato o triangolo potremo rispettivamente attaccare con la nostra arma, difenderci, usare uno strumento o usare il nostro persona, o in alternativa, col tasto "^" delle freccette potremo utilizzare le armi da fuoco, che tornano da Persona 1 e 2, prendendo di nuovo il giusto slot nelle caselle di forza e debolezza.
Persona 5 è, insomma, il perfetto connubio tra vecchio e nuovo. Le mappe sono tantissime e mostrano i diversi lati della città di Tokyo, senza renderla mai tediosa o fastidiosa da visitare, grazie soprattutto al perfetto sistema di fast traveling, che non fa mai pesare i secondi di caricamento (davvero irrisori) che separano una schermata da un'altra. E' anche uno dei giochi della serie più aperti ai nuovi giocatori, grazie alla mappatura del pulsante R1 su una modalità guida, che consiglia cosa usare contro determinati nemici una volta scoperte le loro debolezze.
Questo, e tanto altro, costelleranno l'esperienza di gioco, che si rivelerà essere molto gradevole per circa l'80% del tempo.


Grafica e Sonoro

Non nascondiamoci dietro a un dito: Persona 5 è davvero bello da vedere. E' quello che si definirebbe "stiloso" e "stilizzato". Con una prevalenza di colori tendenti al rosso, nero e grigio, Persona 5 si rivela essere estremamente colorato e vivo, con una personalità invadente e quasi fastidiosa, ma di cui non si può fare a meno una volta entrati nel ritmo. Le continue silhouette che vengono presentate perfino nel menù principale mostrano un amore e passione investiti nel progetto davvero inauditi, e anche un'esperienza che ha portato gli sviluppatori a compiere un lavoro certosino in ogni punto del gioco.
Ad aggiungere forza al tutto ci sono anche l'ottimo doppiaggio (che vede voci storiche nel mondo dei videogiochi e anime come Jamieson Price, che interpreta Sojiro Sakura, ma è conosciuto anche per Captain Malik di "Tales of Graces f", Xander Mobius nei panni del protagonista, e Cassandra Lee Morris nei panni di Morgana), sempre preciso e perfetto per ogni personaggio, e la mastodontica Soundtrack, composta dallo storico Shoji Meguro e dallo stile funky, molto reminescente di personaggi come Lupin III e con uno stile unico e distinto, capace di rendere un'identità unica al gioco. Insomma, c'è molto arrosto sul fuoco, e tutto è estremamente buono.


Commento Finale

Persona 5 è un gioco strano: inizialmente non mi aveva colpito più di tanto, ma andando avanti è stato tutto un crescendo di gameplay e di emozioni pure e reali, che mi hanno tenuto incollato per tutte e 95 le ore promesse, gironzolando per le strade di Tokyo e nei grandi e fantasiosi dungeon del gioco. E' un'esperienza da fare per tutti coloro che si reputano fan dei JRPG. Una volta cominciato, non potrete farne a meno, anche se sarà facile notare come, verso le 40 ore, molti dei personaggi prenderanno pieghe inaspettate, per poi ritornare in carreggiata in modo estremamente maturo e intelligente.
Persona 5 è stato scritto e composto in modo molto più adulto di Persona 4, grazie alle tematiche forti e importanti che costellano l'intera trama, senza mai cadere nel banale, ma risultando lievemente stancante nelle ultime ore di gioco. Nulla di troppo negativo, però: basterà prendersi il proprio tempo e giocare con calma per godersi uno dei giochi più belli del 2016.


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