Akki Games (And Analysis)! Capitolo...64?! - Super Mario 64 (Nintendo 64)

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Salve a tutti, ragazzi, e bentornati in Akki Games, la rubrica in cui io, Akkibbello, scrivo recensioni su giochi che non interessano a nessuno utilizzando lo stesso format per infinite volte! No, vabbè, scherzi a parte, benvenuti nel capitolo 84... Aspettate un momento. Mi dicono che questo è il Sessantaquattresimo capitolo. Siamo sicuri? *controlla i post* Mmmmh, strano. *vede l'immagine sopra*. Aaaaaaah..... Benvenuti nella recensione di Super Mario 64, giocato su VERO HARDWARE! Questa non sarà una recensione come le altre, però! Cercherò di essere quanto più analitico possibile, perché questo gioco lo merita, e ormai, a parte dire che è un bel gioco, non c'è molto altro. Per questo motivo, incominciamo subito, non voglio anticiparvi niente!
La Trama
Super Mario 64 incomincia con un invito da parte di Peach a passare un piacevole pomeriggio nel suo castello, bevendo tè e mangiando della gustosa torta. Tutto sembra normale, quando, una volta entrati, la voce di Bowser riechegg…

"Nintendo, la storia di una grande compagnia secolare"

DISCLAIMER: Se avete già letto questo articolo è perché è un repost dal sito Ultimavoce.it, fatto nella giornata del 10 Marzo 2017. L'articolo può contenere variazioni rispetto all'articolo originale per senso di completezza. 


"Ci credereste se sapeste che la Nintendo, che qualche mese fa ha rilasciato Switch e Zelda ha una storia vecchia più di cent’anni?
Nata nel 1889 come fabbrica di carte da gioco (chiamate “Hanafuda”) e con un nome dal profondo significato di “Lasciare la sorte al cielo”, Nintendo ha cominciato a muovere i primi passi in un mondo commerciale, sempre più accanito e volto ad un futuro lontano, raggiungibile sempre meglio grazie a nuove modalità di intrattenimento. Non si hanno molte informazioni al riguardo di Nintendo nei primi tempi, ma le più grandi novità avvengono negli ultimi decenni del 1900, precisamente nel 1975, quando la società si trasforma in tutt’altro (intraprende la strada della società di taxi e per love hotels, hotel ad ore giapponesi), portando insieme a tutto ciò un azzardo a una serie di nuovi sistemi di computer, che si stanno lentamente sviluppando in più o meno tutto il mondo. A cominciare proprio dalle vecchie console di “Pong”, definite affettuosamente dal famoso Angry Video Game Nerd come “l’età della pietra dei videogiochi”, Nintendo comincia a distribuire il primo “Magnavox Odyssey” nel ’74, e nello stesso anno comincia una lenta e graduale produzione videoludica, con agli esordi quel famoso “Donkey Kong” che tutti conosciamo, gioco-cabinato che avrebbe dovuto contenere il ben più famoso “Braccio di Ferro”, ma che per questioni legali non è riuscito ad apparire in nessuna parte del gioco. Il gioco ebbe dunque come protagonisti una donna (chiamata poi Pauline), un gorilla (chiamato per l’occasione “Donkey Kong”, nato dal gioco di parole tra “Donkey”, “Asino”, e “Kong”, da “King Kong”, il “Re delle scimmie”, dando vita al nome “Scimmia testarda come un asino”) e uno strano omino dalla salopette rossa chiamato ai tempi “Jumpman” (a cui avrebbero invertito in seguito il colore dei vestiti, e si sarebbe fatto conoscere come Mario).
Il Game & Watch di Donkey Kong, da cui il DS richiama
probabilmente il design.

Fu l’inizio di tutto: Nintendo mosse i primi passi in un mercato videoludico acerbo, ma pieno di aspettative e di clienti, oltre che altrettanti aspiranti programmatori, che si misero al lavoro su nuove idee e concetti altrettanto nuovi per accaparrarsi i nichelini di piccoli e grandi nelle famose sale giochi. Dopo un convincente “Donkey Kong”, dopo l’idea visionaria dei “Game and Watch” (semplici giochi portatili basati su uno schermo LCD) di Gunpei Yokoi, e a seguito della crisi dei videogiochi del 1983 (che vide tantissime marche famose, tra cui la allora mastodontica Atari crollare come castelli di carte a causa di un mercato troppo saturo di contenuti) Nintendo emerse timidamente dalle ceneri della competizione nel 1986 con una console indirizzata ai bambini, e commercializzata come un giocattolo: il “Famicom” (da “Family Computer”), conosciuto in America ed Europa come “Nintendo Entertainment System” (o NES).
Per i giochi usciti su NES, Nintendo lavorò su un Sigillo di
qualità, per testarne i contenuti e far si che rientrassero
nelle caratteristiche richieste dalla compagnia. Da quel momento
in poi, il Sigillo Nintendo sarebbe diventato uno stabile
della compagnia.

Gli anni passarono veloci
, e dopo il NES fece capolino il “Super Nintendo” (o SNES, in onore del nome della precedente console), e il periodo di competizione con la allora nuova nel mercato SEGA cominciò, dando vita ad innumerevoli slogan concorrenziali come il famoso “Genesis does what Nintendon’t” (gioco di parole su “il Genesis fa ciò che il Nintendo non fa”, con la composizione di “Nintendo + don’t”). Sono degni di nota il “Gameboy”, seconda console portatile della casa produttrice, pensata dallo stesso Gunpei Yokoi, e il ben più oscuro “Virtual Boy”, una visionaria macchina “portatile” della realtà virtuale, definita fin da subito come flop commerciale a causa di un budget ristretto nella produzione e un mercato ancora troppo acerbo.
Arrivati ai giorni della “Playstation, il gaming moderno cominciò a svilupparsi, e Nintendo iniziò ad arrancare, a causa di una serie di scelte commerciali che la portarono a distanziarsi dalla posizione di capoguida del mercato, per com’era conosciuta fino ad allora. Dopo il Nintendo 64 ed il Gamecube, che sfortunatamente si ritrovarono indietro rispetto alle innovative e più fiammanti Playstation One e Playstation 2, Nintendo si mantenne costante da allora su un solo concetto, quello dell’innovazione: migliorare l’esperienza di gioco per tutti e per il singolo, usando consoles accessibili e facili d’utilizzo. Cominciò così il mercato del Nintendo DS, che dal 2004 si è registrata come una delle console con più vendite di tutti i tempi, e del Nintendo Wii, che riuscì dopo i primi tempi a recuperare terreno e a racchiudere una enorme fetta del mercato dei videogiocatori.

Ai giorni d’oggi, a seguito di un tiepido Nintendo Wii U e di un 3DS piuttosto convincente, Nintendo si ripresenta con lo Switch, mostrando che anche lei può cambiare e può dire ancora qualcosa ai concorrenti, senza invadere il loro mercato, ma giocando d’astuzia su ciò che è riuscito a renderla ciò che è oggi, una compagnia secolare dalle grandi potenzialità."

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