Akki Games! Capitolo 90 - Rayman 2: The Great Escape (PS1 - 1999)

Immagine
Salve a tutti ragazzi e ragazze, e bentornati tra le righe di Akio's World!
Dunque... l'ultima volta abbiamo parlato dell'ultimo capitolo tridimensionale della serie di Rayman, denominato "Hoodlum Havoc", che aveva un vibe piuttosto distinto nel suo genere. Stavolta, invece di fare un passo avanti, ne facciamo uno indietro. Parleremo di "Rayman 2: The Great Escape"!

Prima di cominciare ho da fare una confessione: possiedo questo gioco sia su DS che su PS1 e PS2 (la versione Revolution), ma non ricordo di averlo mai finito, né i livelli che si trovano al suo interno, quindi questa sarà un po' un'esperienza in territori inesplorati, per me. 




Sinossi
Un monologo della fata Ly che parla a noi come se fossimo già Rayman ci spiega cosa è successo da quando è stato misteriosamente catturato da un gruppo di cattivoni chiamati "pirati": tutto è diventato "un pianeta di angoscia e dolore, infestato dal male", a detta della fata. Non solo …

"Completismo: un'arte senza eguali scolpita nel tempo"

DISCLAIMER: Se avete già letto questo articolo è perché è un repost dal sito Ultimavoce.it, fatto nella giornata del 9 Marzo 2017. L'articolo può contenere variazioni rispetto all'articolo originale per senso di completezza. 

Da: pokemongoapkfree.com

"Fin dall'inizio dell'era videoludica moderna, molti volenterosi videogiocatori si sono ritrovarono nella condizione di voler fare fare un passo avanti rispetto alla massa, di fare quel salto che pochi avrebbero fatto, di entrare in quel livello in cui quasi nessuno sarebbe entrato, e di sbloccare tutti i livelli tranquillamente saltati dagli altri. Stiamo parlando di una categoria di videogiocatori che si è cimentata nell’arte del completismo.
Ma cos’è il “completismo”? A dirla tutta, è un neologismo inventato da noi videogiocatori per rappresentare coloro che comprano un gioco, e senza mai lasciarlo per un periodo più o meno lungo, lo portano al massimo del compimento, per poter sbloccare dei finali alternativi, "new game +", modalità segrete, o più semplicemente tutti i contenuti disponibili in un gioco solo.I completisti sono coloro che si sentono volenterosi di non lasciare mai un gioco per completarlo al 100%, vuoi che sia per mancanza di liquidi per acquistarne un altro, vuoi che sia per puro spirito di voler finire tutto ciò che un produttore ha da offrire.
Tale arte si è sviluppata fin da circa gli anni ’90, periodo in cui i primi giochi moderni vennero sviluppati sul “Super Nintendo” (o “SNES”). L’esperienza e la voglia di sperimentare dei produttori li portò a comporre titoli dinamici e dalle storie versatili, basate non solo sulle scelte fatte, ma anche sui numeri di salvataggi fatti dal giocatore nel corso del gioco. Era una corsa a chi riusciva a completare i giochi nel modo più veloce o più semplice, procedendo anche per vie traverse, non consentite dal gioco (questa pratica diventò poi il rinomato "speedrunning", pratica oggi molto diffusa trasversalmente tra tutti i generi e giochi, senza discriminare alcun gioco, anche i più brutti). La “caccia all’oro” del completamento era appena iniziata, e moltissimi giocatori andarono avanti per cercare di appiopparsi quel beneamato 100%, sia in gara che da soli.
Il Logo del Completionist.
Da: youtube.com/thatonevideogamer

Al giorno d’oggi
, sappiamo che il completismo è un po’ morto e  un po’ vivo: c’è chi completa giochi ancora oggi (ad esempio lo youtuber “ThatOneVideoGamer” Jirard Khalil e la sua serie “The Completionist”, in cui ogni settimana monta un video che racchiude le sue esperienze, e se consiglia o meno di completare il gioco in questione), ma contemporaneamente i produttori hanno eliminato molti dei contenuti dai giochi che spingevano i giocatori a finire tutto al massimo delle loro possibilità. Se nei tempi di “Crash Bandicoot” (Playstation 1 – 1996), raccogliere tutte le gemme ci portava ad un finale alternativo, in “Crash Twinsanity” (Playstation 2 – 2004), raccogliere le gemme dava al giocatore solo la possibilità di vedere dei bozzetti o video simpatici di pochi secondi, per il puro gusto di dire “si, stai completando/hai completato il gioco, complimenti”.


I giochi più "vecchi" offrivano al giocatore la possibilità di giocare i giochi in modi diversi, una volta completati al 100%, magari con personaggi secondari o con oggetti assurdi e pensati per farsi delle risate e spremere il gioco di ulteriori contenuti oltre quelli accessibili a tutti, ma è ovvio che questa cosa non sia presente in tutti i giochi al giorno d'oggi, salvo alcune eccezioni (come ad esempio "Metal Gear Rising: Revengeance" di Platinum Games, che conta davvero moltissimi contenuti aggiuntivi e armi secondarie, proprio come fece ai tempi il suo cugino più grande "Metal Gear Solid 4"). E' giusto far notare come i completisti siano statisticamente diminuiti, a causa di videogiochi atti a giocate corte e in tante sedute, soli o in compagnia, rendendo questi prodotti virtualmente infiniti e più inclini all’essere semplificati e permissivi per i più.
Metal Gear Rising.
Le case produttrici come “Sony” e “Microsoft” sono “corse ai ripari”: quelle mancanze nei giochi sono state sostituite da un sistema, definito di “achievement” (obbiettivi), in cui si richiede il completamento o adempimento di situazioni specifiche per fare in modo di sbloccare un trofeo (su Playstation), o guadagnare “G” su Xbox, per prendere il tanto agognato trofeo di platino (su Playstation). Su computer la situazione è simile a quella dell’Xbox, ma senza il sistema di punteggio: “Steam”, la piattaforma di gioco più famosa sviluppatasi su di esso, racchiude un sistema di obbiettivi analoghi, che offrono contenuti aggiuntivi per il profilo, e che vengono sbloccati allo stesso modo dei trofei Sony e “missioni” Microsoft.

Il completismo è un’arte che ha sempre camminato di pari passo insieme al videogiocatore più accanito: ognuno di noi è capace di completare un gioco al 100% se si impegna e si concentra, senza lasciare indietro neanche una caverna o una missione, ma ciò che serve a tutti è il giusto incentivo e la giusta modalità di gioco, per catturare l'interesse e tenerci tutti incollati allo schermo, dall'inizio alla fine."

Commenti

Post popolari in questo blog

Akki Games! Capitolo 90 - Rayman 2: The Great Escape (PS1 - 1999)

Akki Games! Capitolo 89 (and Analysis!) - Rayman 3 Hoodlum Havoc (PS2 - 2003)

RECENSIONE ANIME: Charlotte