RECENSIONE SERIE: Final Fantasy XIV Dad of Light (Netflix 2017)


Le storie dei Final Fantasy sono sempre piene di colpi di scena assurdi, azione oltre misura e personaggi solitamente pieni di carisma. Spesso, però, quando si tratta di giochi online, e nello specifico di Final Fantasy XIV, si sentono tantissime storie in giro: storie di amicizie create e distrutte, storie di fiducia consolidata o di nemici distrutti. Una tipologia di storia molto più incisiva delle altre è quella che prende come spunto le situazioni del gioco per espanderle nella vita reale, e viceversa: è questo il caso di uno Show di quest'anno, chiamato "Final Fantasy XIV: Dad of Light", sorprendentemente basato su una storia vera e che ha come protagonisti un padre, un figlio, e Final Fantasy.

La Trama

Quando si tratta di storie come questa, è difficile delineare la sottile differenza tra realtà e finzione, ma in particolare questo show riesce in modo molto semplice. Partiamo però con ordine: il nostro protagonista, Akio Inaba, viene introdotto nelle sue vesti da bambino, che un giorno d'estate, viene portato dal padre in un negozio di giocattoli, in cui compra "Final Fantasy III". Data la difficoltà del titolo, il bambino tende a perdere, ma non demorde, e il padre lo guarda seduto al tavolo, quasi incantato dai nemici sullo schermo e dall'interattività del gioco. Nella serata di quello stesso giorno, il padre accende il Famicom (NES Giapponese) per fare una partita, e il figlio lo nota, ed è da qui che la passione di questi due personaggi per Final Fantasy cresce a dismisura. Caso vuole, però, che poco tempo dopo il padre ricevesse un incarico più impegnativo al lavoro, che lo porta ad avere meno tempo libero. E' di qui che i due smettono di parlarsi, fino a qualche anno dopo.
Akio ormai lavora, e suo padre Hirotaro Inaba ha appena lasciato il lavoro a soli 60 anni, nonostante la sua figura da forte stacanovista e uomo sempre silenzioso e sulle sue. Akio, quindi, nel tentativo di capire come mai il padre si fosse licenziato in modo così repentino, ne approfitta comprando al padre una PS4 con Final Fantasy XIV.
Essendo Akio un giocatore accanito di Final Fantasy XIV, ha questo piano in mente, chiamato "Dad of Light Project": avrebbe instaurato un rapporto con il padre tramite il suo alter ego virtuale, in modo da farlo sfogare di tutte le cose che pensa e non gli stanno bene.
Ed è qui che la storia incomincia, utilizzando sapientemente tutti i luoghi comuni dei nuovi giocatori degli MMORPG e non solo, anche diversi richiami a chi, a Final Fantasy XIV, ci ha giocato o ci sta ancora giocando. Insomma, questa storia è il contorno di una delle trasmissioni più fanservice di Final Fantasy degli ultimi anni, dall'inizio alla fine. E il bello è che è tutta una storia vera! Non aggiungo altro per evitare spoiler, ma se avete giocato Final Fantasy XIV o ne conoscete la storia e i boss, allora questo show vi farà divertire.


Immagine e suono

Quello di Final Fantasy XIV è un mondo estremamente grande, e viene sapientemente ripreso nei suoi punti chiave in tutti gli episodi della storia (solo 8, 7 della storia principale ed uno extra). Ad aggiungersi alle scene di gameplay fatte espressamente per questo telefilm, vi sono ottimi lavori di ripresa, con attori altrettanto bravi e atti a fare scene ironiche o serie quanto basta per tenere lo spettatore immerso nella storia e appassionato dal primo all'ultimo minuto. Anche le musiche sono di ottima fattura, con una grande preferenza di quelle del gioco, che tendono ad essere perfette anche nelle scene della vita reale. Insomma, questo telefilm non ha nulla di cui urlare al miracolo in quanto ad innovazioni o cose simili, ma è sinceramente ben studiato per tenere gli spettatori attenti quanto basta.


Commento finale

Il Progetto Dad of Light è una delle storie più genuine degli ultimi anni: priva di troppe esagerazioni, piena d'amore e di studio nei confronti del gioco, dei personaggi e delle loro emozioni. E' un telefilm da guardare sapendo che è una storia che trascende il videogioco, e trasmette a chi non capisce come funzionano gli MMORPG proprio le sensazioni giuste, quelle che superano il videogioco e colpiscono il cuore di ognuno in modo diverso. 


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