martedì 18 luglio 2017

RECENSIONE ANIME: Kobayashi-san Chi no Maid Dragon



Il Giappone è un posto strano, e gli anime ne rispecchiano la natura ricercata, un po' oppressa, ma in grado di compiere riflessioni molto profonde e sensate, in grado di far pensare anche il più duro dei duri. Tra i generi di spicco del panorama nipponico, uno in particolare spunta di più rispetto agli altri: vuoi che sia per la semplicità, vuoi che sia per i personaggi simpatici e le interazioni tra di loro, lo Slice of Life è sempre piaciuto ai Giapponesi, e a quanto pare piace anche a noi, anche se non allo stesso livello. Quest'oggi diamo un'occhiata ravvicinata ad un anime di quest'anno, chiamato "Kobayashi-San Chi no Maid Dragon", conosciuto in occidente come "Miss Kobayashi's Dragon Maid"

La trama
La storia di Dragon Maid non è molto complessa: una ragazza oltre la ventina, il giorno dopo una fortissima sbornia, si ritrova davanti alla porta un enorme drago, che inizia a vivere a casa sua.
Questo succede dopo che Kobayashi (il cognome della nostra protagonista) si ricorda ciò che è successo durante la sua sbornia. A quanto pare, ha incontrato il drago la sera prima e gli ha chiesto lei stessa se gli sarebbe piaciuto vivere con lei. Ecco, da precisare è che questo drago è donna, e si chiama Tohru. Un po' alla stregua di Monster Musume, Tohru è capace di assumere una forma umana, ed è per questo che, in questa forma, propone di diventare la cameriera personale di Kobayashi. Inutile dire che la cosa avviene, ed è di qui in poi che la stramba vita di questa ordinaria ragazza comincia, inserendo nel mix una serie di piacevolissime gag che rappresentano saltuariamente gli sforzi di una ragazza-drago per adattarsi ad un mondo che non appartiene a lei.
Successivamente, nella storia si aggiungono altri personaggi: Kanna, una piccola draghetta in pensiero per Tohru, umanizzata in una bambina di si e no 5 o 6 anni; Lucoa Quetzalcoatl, forse il personaggio più conosciuto di questa serie per le sue... capacità; Elma, altro drago (relativamente poco importante) apparso dopo metà serie; Fafnir, drago maschio maledetto in continua combutta con gli umani.
A parte Tohru e Kanna, tutti gli altri sono personaggi filler, introdotti nella serie per aumentare la profondità dei personaggi principali, dando più sbocchi narrativi e interessanti spunti per far capire cosa può mai passare per la testa di un drago quando si trova in un mondo non appartenente a lui.
Punto di forza di quest'anime non è tanto la storia, e neanche i personaggi, ma gli spunti che nascono dalle interazioni tra di loro: ciò che differenzia "Maid Dragon" dal resto degli anime è proprio una sorta di sottotrama che si sviluppa di pari passo a quella principale, ed offre una grande forza di carattere all'intero prodotto, concentrando le tematiche sulla famiglia, sulla discriminazione e sul rapporto interpersonale. Insomma, c'è parecchio messo in ballo ed usato per far riflettere, ed è per questo che Maid Dragon riesce dove altri Slice of Life hanno fallito.

Comparto tecnico
Se c'è una cosa che Kyoto Animation ha imparato nel tempo è che essere diversi non è sempre la risposta giusta. Trovare un middle ground in grado di semplificare lo stile a tal punto di farlo diventare piacevole nel proprio contesto è segno di attenzione al dettaglio e all'ottimizzazione dei soldi, calibrandoli tra l'animazione (davvero fluida e molto curata) e lo stile del disegno (dal tratto leggero e pochi dettagli, ma abbastanza singolare e diverso).
I personaggi hanno una profondità marcata negli ambienti, e le animazioni fluide riescono ad assecondare alla perfezione la scelta stilistica, strizzando un po' l'occhio all'ormai andato Nichijou.
Dal punto di vista del sonoro, le musiche sono semplici: accompagnano le scenette all'essenziale, mentre il doppiaggio vede voci piuttosto conosciute, come Yuiichi Nakamura (Tomoya di Clannad) nei panni di Takiya Makoto, collega di Kobayashi, ed Emiri Katou (Kinoshita di Baka to Test) nei panni di Riko Saikawa, amica di Kanna.

Conclusione
"Kobayashi-San Chi no Maid Dragon" è un anime semplice, da guardare nel giro di un paio di giorni quando si vuole ammazzare il tempo: non è profondo, ma riesce ad offrire ottimi spunti sociali per discuterne all'esterno della visione. Non è da prendere seriamente, e sorprendentemente fuoriesce dallo stereotipo dello Slice of Life Ecchi giusto perché esiste un personaggio come Lucoa. E' uno dei rari esempi del "non giudicare un libro dalla copertina".

Anime simili consigliati: Ika Musume (2 stagioni) , Nichijou , Danshi Koukousei no Nichijou , 


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