RECENSIONE ANIME: To Aru Kagaku no Railgun S (2013)


Ragazzi, ma quanto tempo è passato dall'ultimo anime? Stando al blog, non recensisco anime da ben 4 mesi e 4 giorni, il che sembra pazzesco, dato che questo blog è nato come piattaforma di recensioni per anime e robe simili, ma vabbè, stiamo andando fuori traccia!
Sono circa 4 anni (wow quanti 4) che Railgun S è uscito, la fantomatica seconda stagione spin-off di Index. Sarà come la precedente, in cui potevamo vedere solo ragazzette intente a mangiare e spettegolare, o avrà qualcosa in più? Vediamolo insieme.

La storia
La storia di Railgun S è un po' strana: non ha un filone narrativo ben preciso, ma adora saltellare nella timeline della saga di Index spiegando un po' meglio alcune cose, aggiungendo dei dettagli e altri elementi. Insomma, questa volta non avremo tanti micro archi, ma ben due macro archi scelti e strutturati per far si che occupino molto comodamente la suddivisione dei 24 episodi della serie.
Come la opening dell'anime suggerisce ("Sister's Noise" di Fripside), i primi 15 episodi dell'anime saranno tutti incentrati su un retelling molto fedele alla light novel dell'arco delle Sisters, stavolta dal punto di vista dell'asso della Tokiwadai, Misaka Mikoto. Essendo la serie incentrata su di lei, deve essere stato piuttosto difficile incentrare alcuni dettagli usandola come protagonista, ma il lavoro fatto è strabiliante, e l'arco delle Sisters risulta essere ancora più apprezzabile che nella prima serie di Index, di cui si usarono (credo, non sono sicuro) si e no 4 episodi per dire tutto dal punto di vista di Touma. E' ovvio come i due personaggi vivano le storie in modo completamente diverso, ma il punto a favore della serie di Railgun S sta nel fatto che Misaka riesce a svilupparsi come personaggio, in un certo senso crescendo abbastanza da diventare molto diversa rispetto all'inizio della stagione. 
Questo tipo di crescita è molto apprezzato, dato che non cozza con la precedente serie, in cui non v'era davvero molto, se non una rappresentazione sommaria di com'è la vita di Misaka in formato animato.
In aggiunta alla storia delle Sisters c'è anche un secondo arco, incentrato su elementi analoghi al primo, ma sviluppato in modo diverso, ma a dire la verità piuttosto dimenticabile. Insomma, in generale Railgun S ritrova una migliore rappresentazione della trama, anche se gran parte di essa è un semplice rifacimento di un precedente arco. Il che è contemporaneamente un peccato e un punto a favore, dato che sarebbe stato bello se fossero stati aggiunti dettagli rilevanti alla serie principale, ma questo è quello che ci becchiamo, poco male.
I personaggi secondari, stavolta, sono già prestabiliti, soprattutto quelli della prima serie come Banri e Haruue, che risulteranno relativamente inutili e filler, un po' come nella prima serie. Kuroko, Saten e Uiharu saranno anch'esse marginali, dato che l'arco delle Sisters non le include. Questa seconda serie è molto più incentrata sulla crescita di Misaka. 
Il punto positivo di vedere le cose dagli occhi di Misaka, infine, ci da la possibilità di capire che diamine le passi per la testa quando parla con Touma, e quello è sempre un plus.
Ultima parola da spendere è sulla cronologia della stagione: come detto all'inizio, stavolta la trama è strutturata un po' a saltelli, quindi non è semplice capire cosa sia successo prima di cosa. Si sa che l'arco delle Sisters si sia sviluppato circa all'inizio della prima stagione di Index, quindi questo rende Railgun S un prequel, almeno per la prima metà. Ciò che cozza con questa teoria è il fatto che il secondo arco prende posizione dopo la fine del primo Railgun, quindi circa all'inizio della seconda stagione di Index, qualche tempo prima, qualche tempo dopo, non sono sicuro, per l'esattezza.



Lato tecnico
Uno screenshot della prima Opening
Comparto grafico: Non c'è dubbio, questo è il punto di svolta di J.C. Staff. Lo stile grafico, le animazioni, i colori e le ambientazioni, praticamente tutto fa capire come lo studio sia cresciuto e sia diventato poi lo stesso che ha prodotto serie del calibro di Golden Time. Graficamente non si scherza, anche se si notano fin troppo i momenti "quality" per risparmiare qualcosina, in favore delle scene più concitate.
Comparto sonoro: Dal punto di vista Sonoro, vi sono molte tracce riutilizzate e poche nuove, ma queste ultime sono davvero belle e mirate ai momenti, prevalentemente quelli in cui i personaggi si soffermano sui loro pensieri e parlano. Questo è un punto molto particolare, perché Railgun ha affermato che Index non è formato solo da tracce techno ed elettriche, ma anche da tracce più classiche e semplici. Non c'è sempre bisogno del sintetico per trasmettere le emozioni di uno studente di una Città Accademia.
Il doppiaggio, come sempre, è molto buono: molte voci conosciute sono presenti nella produzione, come Koshimizu Ami, la stessa doppiatrice di Ryuuko Matoi di Kill la Kill, per intendersi, e Okamoto Nobuhiko, doppiatore affermatosi grazie al ruolo di Accelerator che torna a vestirne i panni.

Commento finale
Railgun S è esattamente come mi aspettavo: né troppo bello, né troppo brutto. E' una serie piacevole da guardare, mandatoria da rushare per chi è appassionato della serie di Index/Railgun ed è affamato di informazioni, ma non vuole leggere la novel. "Perché allora non hai visto l'anime prima?".... Bella domanda. 


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