Akki Games! Capitolo 90 - Rayman 2: The Great Escape (PS1 - 1999)

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Salve a tutti ragazzi e ragazze, e bentornati tra le righe di Akio's World!
Dunque... l'ultima volta abbiamo parlato dell'ultimo capitolo tridimensionale della serie di Rayman, denominato "Hoodlum Havoc", che aveva un vibe piuttosto distinto nel suo genere. Stavolta, invece di fare un passo avanti, ne facciamo uno indietro. Parleremo di "Rayman 2: The Great Escape"!

Prima di cominciare ho da fare una confessione: possiedo questo gioco sia su DS che su PS1 e PS2 (la versione Revolution), ma non ricordo di averlo mai finito, né i livelli che si trovano al suo interno, quindi questa sarà un po' un'esperienza in territori inesplorati, per me. 




Sinossi
Un monologo della fata Ly che parla a noi come se fossimo già Rayman ci spiega cosa è successo da quando è stato misteriosamente catturato da un gruppo di cattivoni chiamati "pirati": tutto è diventato "un pianeta di angoscia e dolore, infestato dal male", a detta della fata. Non solo …

RECENSIONE SERIE TV: BoJack Horseman (Netflix)


Ci sono volte, nella vita, in cui non sempre tutto va bene: spesso ci ritroviamo ad accontentarci, o a fare le scelte sbagliate a causa di mancanza di osservazione o semplicemente per disattenzione. Sono problemi umani che riguardano tutti, e figurarsi come sia difficile per chi, di umano, lo è a metà. E l'altra è cavallo. Circa.

La Trama
Incontriamo BoJack Horseman, uomo cavallo rimasto bloccato negli anni 90 grazie alla sua carriera d'attore in una sitcom chiamata Horsin' Around, che ai tempi ha appassionato in tantissimi, grandi e piccini. Sono passati molti anni, e l'attore, nonostante abbia un botto di soldi, vive costantemente nei problemi. Insieme a lui c'è Todd, uno strano ragazzo che si è ritrovato un giorno a casa sua dopo una festa e non se n'è piùandato; Princess Carolyn, la sua manager con cui sembra avere una tresca, e infine Mr Peanutbutter, un labrador che ha fatto una sitcom simile a Horsin' Around, e che BoJack detesta. Non scenderò troppo mei dettagli, visto che in 3 stagioni le cos che succedono sono tantissime e svariate, ma la caratteristica principale di questa serie (ed inoltre punto di forza) sta nell'interazione tra i personaggi : BoJack è costantemente in conflitto con sé stesso, e il mondo attorno a lui continua a ruotare cercando di portarselo appresso. Tutti i personaggi sono così buoni con lui, talmente tanto che è impossibile non affezionarsi neanche ad uno di loro. Seppur la prima impressione sia tutto, i personaggi di BoJack Horseman riescono a convincere fino in fondo grazie ad una spaventosa caratterizzazione, che scende nel dettaglio e non lascia spazio ai buchi di trama. Ogni personaggio ha il proprio perché, e anche i secondari e arcinemesi hanno in qualche modo un loro micro-arco, raccontato in modo esemplare nel corso degli episodi, che si diramano tra le esperienze di BoJack e quelle degli altri personaggi, che nonostante la natura autoconclusiva del titolo, si intrecciano splendidamente anche in secondi momenti della storia, molto più avanti rispetto a quando si sono verificate.

Comparto Tecnico
Dal punto di vista tecnico, BoJack non punta su contenuti belli da vedere, ma belli da vivere: i disegni sono belli, semplici, quasi stilizzati e animati all'indispensabile, con linee di contorno marcate e nere, e colori non troppo accesi, ma ingrado di far riconoscere immediatamente i personaggi su schermo anche da lontano. L'animazione sembra effettivamente fatta in flash, e sembra essere utilizzata molto spesso anche in altre produzioni (come Rick e Morty). Perla del prodotto è la musica, che si mantiene su tracce elettroniche, sassofono e pianoforte guidano spesso le tracce ispirate che accompagnano i momenti più belli. Infine, una enorme nota di merito va al doppiaggio: nomi grossi come Aaron Paul fanno capolino tra i doppiatori, e le voci si prestano estremamente bene ai personaggi rappresentati su schermo, soprattutto BoJack e Mr Peanutbutter, che hanno quelle tipiche voci da attori impostate, ma sono inserite in un contesto non professionale, rendendole stranamente atipiche ma mai fuori luogo.

Commento finale
BoJack Horseman è un originale Netflix coi fiocchi, uno di quei titoli per cui vale la pena pagare il servizio mensile: è una storia umana (che ancora continua, siamo alla terza stagione), triste e divertente quanto basta, che non fallisce a far vedere quelle parti dell'animo umano che a volte abbiamo paura di mostrare per non fare del male agli altri. Da vedere assolutamente.



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