domenica 5 febbraio 2017

RECENSIONE FILM: Your Name


Il panorama dell'animazione giapponese è sempre stato una costante da circa gli anni 80: in molti ancora oggi ricordano vividamente il primo Dragon Ball, così come Magica Emi, Sailor Moon, E' quasi magia Johnny, e chi più ne ha più ne metta. Dagli anni 80, però, molte cose sono cambiate: gli anime sono diventati un evento sociale, e molti vivono una vita migliore, facendo nuove conoscenze con altre persone, proprio grazie a questi metodi di "riunione" che sono i cartoni animati e film. 
A volte, però, i film animati non vengono fatti solo per raccontare una storia, ma anche per raccontare una morale contornata da un fortissimo impatto visivo: è il caso di Your Name, film del 2016 di Makoto Shinkai, che in Giappone ha spopolato come pochi. Arrivato nelle sale italiane gli scorsi 23, 24, 25 Gennaio, Your Name è riuscito a farsi sentire, addirittura portando ben tre repliche nelle sale più importanti d'Italia. Vediamo insieme perché.

La trama
Il film comincia facendoci conoscere i nostri due protagonisti, Mitsuha e Taki, che per qualche scherzo del destino, saltuariamente, di notte si scambiano di corpi, ricordando poi il giorno precedente nei panni dell'altro come un sogno. Per non intromettersi con le vite dell'altro/a, i due scelgono di lasciarsi dei messaggi prima di addormentarsi, sia quando sono scambiati che quando sono nei loro corpi: comincia quindi una bizzarra storia che convince e spiega tutte le varie situazioni nel caso in cui una cosa del genere si attuasse effettivamente. Ma non è tanto qui il punto. Il fatto è che della storia se ne può parlare ben poco, dato che per circa un'ora il film decide di rendere i personaggi quanto più apprezzabili possibili, ognuno con la propria vita e le proprie abitudini, proprio come ognuno di noi. Il bello arriva dopo, quando le cose cominciano a svilupparsi, e purtroppo non possiamo entrare in quel territorio, o diventerebbe spoiler. Ciò che si può dire, però, è che gli eventi prendono una svolta secca e brusca, e lasciano lo spettatore con un senso di ansia per tutta la visione, o perlomeno finché le cose non si chiariscono abbastanza da riuscire a capirle. Forte, in questo film, è l'interazione dei personaggi, la loro peculiarità nel parlare tra di loro è che, seppur poco visibili, sono presenti degli stereotipi, che però non rovinano assolutamente l'esperienza: ogni personaggio esiste per appoggiare i protagonisti, nient'altro. 

Comparto tecnico
Dal punto di vista visivo, Your Name è uno dei più bei film d'animazione che abbia mai visto: ambienti quasi dipinti e colori sgargianti accompagnano un'animazione fluida e realistica, che mi ha ricordato, sia nello stile, sia nella fluidità, quel lontano primo film dei Digimon che in tanti hanno apprezzato. Ad accompagnare gli ottimi colori e ambienti vi sono un buon doppiaggio (gestito da Dynit, che come sempre è riuscita a recuperare il film e portarlo a forza nelle sale italiane) e bellissime musiche, una delle quali è usata anche per lo spot che a molti sarà capitato di vedere su Animeclick o VVVVID. 

Commento finale
Insomma, il discorso è questo: è la terza volta che riscrivo questa recensione, perché ogni volta ho l'impressione di usare troppi pochi elementi per esplicare effettivamente quanto il film riesca ad essere bello e in grado di tenerti col fiato sospeso, ma il fatto è anche che se ne parlo più di quanto ne abbia parlato, rischio di crollare nel territorio degli spoiler e di rovinare l'esperienza a tutti quelli che si stanno imbattendo in questa recensione per sapere se valga la pena di guardare o meno il film. Dal mio più umile punto di vista, io consiglio a tutti di guardarlo: non è un film che mi ha fatto piangere, sia chiaro, ma mi ha fatto pensare e mi ha tenuto col fiato sospeso fino all'ultima scena. E' un'ottima esperienza da fare da soli o con un gruppo di amici. 




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