Akki Games! Capitolo 90 - Rayman 2: The Great Escape (PS1 - 1999)

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Salve a tutti ragazzi e ragazze, e bentornati tra le righe di Akio's World!
Dunque... l'ultima volta abbiamo parlato dell'ultimo capitolo tridimensionale della serie di Rayman, denominato "Hoodlum Havoc", che aveva un vibe piuttosto distinto nel suo genere. Stavolta, invece di fare un passo avanti, ne facciamo uno indietro. Parleremo di "Rayman 2: The Great Escape"!

Prima di cominciare ho da fare una confessione: possiedo questo gioco sia su DS che su PS1 e PS2 (la versione Revolution), ma non ricordo di averlo mai finito, né i livelli che si trovano al suo interno, quindi questa sarà un po' un'esperienza in territori inesplorati, per me. 




Sinossi
Un monologo della fata Ly che parla a noi come se fossimo già Rayman ci spiega cosa è successo da quando è stato misteriosamente catturato da un gruppo di cattivoni chiamati "pirati": tutto è diventato "un pianeta di angoscia e dolore, infestato dal male", a detta della fata. Non solo …

RECENSIONE FILM: Big Hero 6


Oggi ormai si sa, la Disney riesce quasi sempre a fare centro coi propri lungometraggi animati, pieni di colori, personaggi e ambientazioni fantastiche. A volte riesce a creare un prodotto così bello da essere di nicchia, e nella paradossale situazione appena citata, molti perdono l'opportunità di godersi tali film. Oggi è il turno di Big Hero 6, film del 2014 in cui si strizza l'occhio all'Oriente, tenendo quell'occidentalità che mai fa male.

La trama
In una città completamente tecnologica e in cui i combattimenti clandestini fra robot regnano sovrani, un ragazzino di nome Hiro Hamada si fa strada combattendo con il suo fido robottino. A soli 14 anni è riuscito a diplomarsi, risultando un ragazzino prodigio. Un giorno, scappando insieme a suo fratello da un combattimento tra robot finito male, Hiro viene a conoscenza dell'università in cui Tadashi (suo fratello) studia. E' proprio qui che scopre il "laboratorio dei Nerd", punto di ritrovo in cui molti dei suoi amici (Wasabi, Honey Lemon, Fred e Go Go Tomago) producono nuove trovate per migliorare lo stile di vita di tutti. In questo luogo, Tadashi presenta il suo nuovo robot, Baymax, a Hiro. Baymax è in grado di aiutare chi soffre di dolore fisico o emotivo, è in grado di imparare e di essere utile al prossimo, il tutto risultando estremamente tenero e simpatico. Grazie a Baymax e Tadashi, Hiro trova la motivazione per proporsi come neo-studente all'università del fratello, ma per essere ammesso ha bisogno di presentare un brevetto ad una convention tenuta dall'istituto. Durante la convention, qualcosa va storto, e a causa di un incendio divampato nella struttura, Hiro perde Tadashi e il professor Robert Callaghan, che fino a quel momento lo aveva spronato a partecipare. E' da questo momento che per qualche strano motivo il brevetto di Hiro si scopre rubato, e lui parte a caccia del colpevole con Baymax alle calcagna. 

Comparto tecnico
Dal punto di vista tecnico, Big Hero 6 è fatto molto bene: uno stile semplice e un design dei personaggi convincente e con maggiore focus sugli occhi li rende più emotivi, colorati e animati splendidamente, il tutto immerso in una favolosa ed immaginaria Tokyo Occidentale, chiamata per l'occasione San Fransokyo. Il comparto audio è molto buono, e presenta ottimi doppiatori, oltre che una colonna sonora davvero orecchiabile e mai di troppo per le scene in cui è posta. In aggiunta, Big Hero 6 è il primo ed unico film della Disney in cui ho visto visuali più dinamiche e "da film", proprio per dare la sensazione della velocità in certe scene o della pressione emotiva che i personaggi tendono a provare. Ciò che brilla di più nel comparto grafico, però, è il sistema di luci: realistiche quanto basta, riescono a uniformarsi con i colori e a formare un ambiente surreale, ma in grado di respirare e dire la propria anche da un solo screen.

Commento finale
Big Hero 6 è un film davvero semplice: è una storia di supereroi immaginati in uno strano ibrido tra l'Oriente e l'Occidente, e il tutto viene splendidamente catturato da un design bilanciato, un comparto audio di tutto rispetto, doppiatori mai fuori personaggio e storia semplice ma ingaggiante come poche. Lo consiglio vivamente. 




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