Akki Games! (& Analysis!) Capitolo 86 - The Sims (PS2 - 2004)

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Era il lontano anno 2000, ben 18 anni fa. 
Quell'anno, il salto di millennio, portò moltissimi creatori a sbarcare il lunario con idee innovative e mai viste prima.
Uno di questi fu Will Wright, uomo famoso per la sua fortunata serie "Sim", il cui titolo più famoso era "SimCity"
"The Sims" era il passo successivo più logico, e infatti è ben presto arrivato su PC. 

Poi la storia la conosciamo tutti: The Sims vanta oggi ben 4 titoli principali e infinite espansioni, Stuff pack e porting su tutte le consoles e apparecchi possibili, perfino smartphone. Ciò che però non tutti sanno è che The Sims ha avuto una storia importante anche sulle consoles casalinghe come Xbox, PS2 e Gamecube. 

Il primo capitolo della serie, come avrete sicuramente letto dal titolo, è arrivato qui, su console, nel 2004.
La mia prima esperienza con The Sims la ricordo ancora molto bene: ci stava giocando mio cugino, e mentre faceva il primo livello ricordo distintamente la sensazione ch…

RECENSIONE FILM: Big Hero 6


Oggi ormai si sa, la Disney riesce quasi sempre a fare centro coi propri lungometraggi animati, pieni di colori, personaggi e ambientazioni fantastiche. A volte riesce a creare un prodotto così bello da essere di nicchia, e nella paradossale situazione appena citata, molti perdono l'opportunità di godersi tali film. Oggi è il turno di Big Hero 6, film del 2014 in cui si strizza l'occhio all'Oriente, tenendo quell'occidentalità che mai fa male.

La trama
In una città completamente tecnologica e in cui i combattimenti clandestini fra robot regnano sovrani, un ragazzino di nome Hiro Hamada si fa strada combattendo con il suo fido robottino. A soli 14 anni è riuscito a diplomarsi, risultando un ragazzino prodigio. Un giorno, scappando insieme a suo fratello da un combattimento tra robot finito male, Hiro viene a conoscenza dell'università in cui Tadashi (suo fratello) studia. E' proprio qui che scopre il "laboratorio dei Nerd", punto di ritrovo in cui molti dei suoi amici (Wasabi, Honey Lemon, Fred e Go Go Tomago) producono nuove trovate per migliorare lo stile di vita di tutti. In questo luogo, Tadashi presenta il suo nuovo robot, Baymax, a Hiro. Baymax è in grado di aiutare chi soffre di dolore fisico o emotivo, è in grado di imparare e di essere utile al prossimo, il tutto risultando estremamente tenero e simpatico. Grazie a Baymax e Tadashi, Hiro trova la motivazione per proporsi come neo-studente all'università del fratello, ma per essere ammesso ha bisogno di presentare un brevetto ad una convention tenuta dall'istituto. Durante la convention, qualcosa va storto, e a causa di un incendio divampato nella struttura, Hiro perde Tadashi e il professor Robert Callaghan, che fino a quel momento lo aveva spronato a partecipare. E' da questo momento che per qualche strano motivo il brevetto di Hiro si scopre rubato, e lui parte a caccia del colpevole con Baymax alle calcagna. 

Comparto tecnico
Dal punto di vista tecnico, Big Hero 6 è fatto molto bene: uno stile semplice e un design dei personaggi convincente e con maggiore focus sugli occhi li rende più emotivi, colorati e animati splendidamente, il tutto immerso in una favolosa ed immaginaria Tokyo Occidentale, chiamata per l'occasione San Fransokyo. Il comparto audio è molto buono, e presenta ottimi doppiatori, oltre che una colonna sonora davvero orecchiabile e mai di troppo per le scene in cui è posta. In aggiunta, Big Hero 6 è il primo ed unico film della Disney in cui ho visto visuali più dinamiche e "da film", proprio per dare la sensazione della velocità in certe scene o della pressione emotiva che i personaggi tendono a provare. Ciò che brilla di più nel comparto grafico, però, è il sistema di luci: realistiche quanto basta, riescono a uniformarsi con i colori e a formare un ambiente surreale, ma in grado di respirare e dire la propria anche da un solo screen.

Commento finale
Big Hero 6 è un film davvero semplice: è una storia di supereroi immaginati in uno strano ibrido tra l'Oriente e l'Occidente, e il tutto viene splendidamente catturato da un design bilanciato, un comparto audio di tutto rispetto, doppiatori mai fuori personaggio e storia semplice ma ingaggiante come poche. Lo consiglio vivamente. 




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