domenica 5 febbraio 2017

Akki Games! Capitolo 57 - Assassin's Creed Rogue (PS3)



"Assassin's Creed" è un brand con decine e decine di titoli, atti a spiegare al meglio possibile la storia che circonda i protagonisti principali. Quella che vediamo oggi è una storia che spiega quello che è successo nel periodo che intercorre tra la nascita di Connor e il suo inizio come Assassino.

La trama
Impersoniamo Shay Patrick Cormac, un Assassino Americano legato al suo mentore Achille (per intenderci, lo stesso Achille di Assassin's Creed III che prenderà come rampollo Connor in futuro). A seguito di una serie di ritrovamenti, si scopre che i Templari tramano l'utilizzo di un Manoscritto per recuperare dei manufatti, che serviranno a contrastare la minaccia templare del "dominio del mondo". Grazie al ritrovamento del Manoscritto, Achille ci intima di andare a Lisbona a vedere questo fantomatico Santuario, recuperandone il Manufatto. E' da questo punto che tutto comincia a cambiare: Assassin's Creed Rogue narra di una storia di un uomo con un credo finito per portarlo all'uccisione di innocenti. Shay viene quasi ucciso dalla sua stessa confraternita per essersi ribellato, ed è questo l'inizio di un nuovo, bizzarro e diverso capitolo della saga, che ci spiega tutto quello che succede durante gli eventi fuori dai radar di Assassin's Creed III e non solo, ci offre anche un epilogo tutto incentrato su Unity. I personaggi sono piuttosto ben gestiti, e Shay risulta essere molto meno carismatico di Edward, ma al contempo di buon cuore come lui e legato al raggiungimento dei propri obbiettivi, contornando il tutto con la sua tipica frase "La fortuna non esiste". Questa storia è comunque più sottotono rispetto alle precedenti, sia un po' per colpa della durata esigua della storia (Lunga solo 6 misere Sequenze), sia per colpa della presenza di personaggi secondari piuttosto blandi e troppo semplificati per rappresentare templari e amici.

Gameplay
Trattandosi di un gioco ricostruito con gli asset di Assassin's Creed IV (in sostanza, molte delle entità sono riciclate) , c'è da dire che il gioco sembra un enorme DLC (Downloadable Content, contenuti aggiuntivi ad un gioco già completo, o incompleto) per tutta la durata della storia. Le zone marittime sono molto più piccole, seppur la mappa del mondo non abbia nulla da invidiare a quella di Black Flag. Il problema però sta nella sensazione di "già visto" che il gioco tende ad offrire fin da subito, senza escludere nulla. Graditi sono i ritorni dei guadagni di valuta tramite il restauro di edifici e il recupero di forti nelle varie parti del mondo, così come è sempre gradito il ritorno del gameplay su nave, che però presenta diverse sostanziali caratteristiche rispetto a Black Flag. Primo tra tutti è lo schema dei comandi, che si concentra su R1 ed L1, ed inoltre l'inclusione di nuovi (e strani da utilizzare) cannoni Puckle, che sostituiscono i cannoni rotanti di Black Flag e funzionano grazie ad un mirino che appare alla pressione di R2. Sono più funzionali dei cannoni rotanti, visto che offrono una potenza di fuoco più alta, ma sono più imprecisi, dato che non basta solo premere triangolo per far sparare, ma spesso ci ritroveremo a mirare manualmente con la levetta analogica destra, nonostante l'auto-mira che gli sviluppatori hanno provato ad inserire per non snaturare troppo il gameplay, In sostanza si segue lo stile dei vecchi Assassin's Creed, e ha dal gioco la sensazione di aver fatto alcuni passi indietro in quanto ad intuitività dell'esperienza. Insieme a questo, abbiamo anche l'aggiunta di alcune risorse, atte ai restauri. Torna come in ACIV anche il crafting dell'equipaggiamento e il sistema di flotte, anche se, a dirla tutta, tutto ciò che è stato appena elencato, compresi i collezionabili, non hanno quasi senso di esistere, data la loro natura quasi puramente estetica (a parte un paio di eccezioni) e secondaria, minata inoltre da una frammentazione della mappa che purtroppo non giova al titolo. Aggiunto tutto questo ai personaggi poco ispirati, Rogue perde un po' di terreno. Simpatiche aggiunte sono lo sperone, in grado di rompere i ghiacci (trattandosi di navigazione nel Nord Atlantico), la possibilità di distruggere gli iceberg, dando un vantaggio strategico contro le navi più piccole e maggiori in numero, le ben più utili palle di cannone infuocate, in grado di rallentare le navi nemiche, e due armi, il fucile (che sostituisce la cerbottana) e il lanciagranate, che seppur belle lasciano spazio a poche situazioni di effettivo utilizzo. Da segnalare anche la conquista dei forti, che ci porta ad affrontare degli Assassini, dando un approccio più concentrato sullo Stealth e meno sul "mi butto in mezzo e ammazzo tutti". Per il resto, le missioni secondarie tendono ad essere piuttosto simili a quelle di Black Flag, con un solito "vai qui e ammazza quello" o "vai lì e distruggi quello".

Comparto tecnico
Nonostante tutto, però, Rogue riesce in una cosa: la grafica. Seppur sia lo stesso engine di Assassin's Creed IV, Rogue riesce ad infilare a forza la stessa pulizia grafica su PS3, e a farla girare anche piuttosto velocemente in alcuni momenti (ci sono punti in cui il gioco riesce ad andare comodamente a 50 frames). Musiche e doppiatori sono piuttosto anonimi, soprattutto i doppiatori. Solo Shay è effettivamente bene inserito nel personaggio, mentre gli altri, nonostante alcuni impersonino personaggi già visti, non sembrano ben collocati. Le musiche, d'altra parte, sono tutte piuttosto sentite nella serie, a parte un paio di tracce, quindi non c'è nulla da dire al riguardo.

Commento finale
La taglio corta: Rogue è un Assassin's Creed ottimo come anello mancante della saga del terzo titolo, ma mediocre come gioco in generale: offre un "more of the same" che non fa male, ma fa storcere un po' il naso a chi si aspettava qualcos'altro, a parte che dei pezzi di storia aggiunta. Se lo trovate a poco, prendetelo, aggiunge comunque parti interessanti e nuovi punti di vista all'intera saga.


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