RECENSIONE ANIME: The Seven Deadly Sins (Netflix)



E' da parecchio che non recensivo anime, eh? Da quando ho Netflix, la mia attenzione si è spostata su prodotti più occidentali, dato che offrono un ritmo leggermente più veloce e si mostrano molto più dinamiche, per certi versi. Di tanto in tanto, però, è bello tornare "alle origini" e ricordare i bei tempi andati guardando anime che mi ricordano i miei albori da spettatore. Quest'oggi diamo un'occhiata ravvicinata a The Seven Deadly Sins, serie andata in onda a cavallo tra 2014 e 2015 venuta in Occidente grazie a Netflix.

La trama
Britannia. Non la Britannia di Code Geass, ma una terra fantastica fittizia in cui coesistono tantissime razze diverse, che ormai si difendono singolarmente a causa di una guerra avvenuta molti anni prima, in cui 7 cavalieri sacri del re, chiamati i sette peccati capitali, hanno disertato, il tutto avvolto da un'enorme aura di mistero. Veniamo subito a conoscere i nostri protagonisti, il primo è Meliodas,un ragazzino molto semplice ma abilissimo nel combattimento, nonostante l'uso di una sola elsa della spada. Hawk, un maiale che mangia gli avanzi della taverna di Meliodas, il Boar Hat, e infine Elizabeth, principessa fuggitiva dal suo stesso regno in cerca dei 7 peccati capitali per recuperare il regno lentamente sull'orlo della rovina. Parte la ricerca disperata dei 7 peccati capitali, scoprendo lentamente il passato di ognuno (chi più chi meno) e sviluppando la situazione di continuo contrasto con i Cavalieri Sacri. Le vicissitudini sono tante e il viaggio è lungo, ma pian piano ogni peccato viene ritrovato e aggiunto al cast, rendendo visibilmente più folto il quantitativo di personaggi. Non mi dilungo molto sulla trama, dato che è davvero semplice e parlarne oltre sarebbe davvero uno spoiler. I personaggi principali sono correlati al loro simbolo di peccato capitale per un peccato che hanno compiuto nel passato. Nella storia. ogni personaggio sarà sviluppato in micro-archi che ci faranno comprendere di più il loro carattere e il loro comportamento in determinate situazioni. Tutto il resto è pressocché formato da scazzottate a destra e a manca, in cui lo scopo è uno solo: ammazzare il nemico. 
Ecco, il problema viene qui, però. Fiore all'occhiello dell'anime, le scene di combattimento sono fatte bene (più visione tecnica successivamente), ma per qualche oscuro motivo, sembra come se i personaggi si indebolissero o rinforzassero senza avviso né spiegazione reale in certi punti della storia, per il puro gusto di farla andare avanti. E' qualcosa che spezza molto il ritmo del combattimento e lo rende surreale nell'andamento, quasi come se fosse stato manipolato verso metà per far quadrare la storia. A parte questi casi, però, generalmente l'anime resta su uno standard piuttosto discreto di sviluppo. 

Comparto tecnico
The Seven Deadly Sins non porta assolutamente nulla di nuovo in tavola: A-1 Pictures ha strutturato uno stile grafico semplice e da Shonen, perfetto per delineare subito ogni personaggio e renderlo riconoscibile anche da lontano. I colori sono accesi e l'animazione è piuttosto fluida, soprattutto in alcune scene di combattimento ben precise, in cui si mostra dove tutto il budget sia andato a finire usando tante linee per indicare la forza di ogni attacco. Eh si, gli attacchi ricordano spesso Kill la Kill, sono oltremisura e pieni di esplosioni e onde d'urto, oltre che rupi spaccate a metà e chi più ne ha più ne metta. Solo che, a differenza di Kill la Kill o altri anime come Ao no Exorcist, a tratti manca di mordente e non convince come dovrebbe. Non trapelano spesso le emozioni dei personaggi, quindi l'animazione resta il puro semplice scheletro di ciò che effettivamente sarebbe potuta essere la produzione finale. Dal punto di vista del sonoro, Hiroyuki Sawano ha fatto un ottimo lavoro (come sempre) strizzando l'occhio ai suoi fan e scrivendo pezzi che si avvicinano ad Ao No Exorcist in quanto strumenti usati e Kill la Kill in quanto ritmo della musica.

Commento finale
A scapito di tutto ciò che ho detto finora, The Seven Deadly Sins è un prodotto completamente godibile, semplice e ottimo per chi comincia ad avvicinarsi agli anime. Contiene tantissimi personaggi ben scritti, una storia semplice ma memorabile e uno stile di disegno un po' anonimo ma sempre unico. A tratti mi ha ricordato Marchen Awakens Romance, per la semplicità, il genere e l'impostazione di alcune scene. E' un anime carino che va guardato quando si vuole vedere qualche pura scazzottata ignorante. Chi lo ha guardato oggi, sicuramente un domani lo ricorderà con nostalgia. 




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