Akki Games! Capitolo 90 - Rayman 2: The Great Escape (PS1 - 1999)

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Salve a tutti ragazzi e ragazze, e bentornati tra le righe di Akio's World!
Dunque... l'ultima volta abbiamo parlato dell'ultimo capitolo tridimensionale della serie di Rayman, denominato "Hoodlum Havoc", che aveva un vibe piuttosto distinto nel suo genere. Stavolta, invece di fare un passo avanti, ne facciamo uno indietro. Parleremo di "Rayman 2: The Great Escape"!

Prima di cominciare ho da fare una confessione: possiedo questo gioco sia su DS che su PS1 e PS2 (la versione Revolution), ma non ricordo di averlo mai finito, né i livelli che si trovano al suo interno, quindi questa sarà un po' un'esperienza in territori inesplorati, per me. 




Sinossi
Un monologo della fata Ly che parla a noi come se fossimo già Rayman ci spiega cosa è successo da quando è stato misteriosamente catturato da un gruppo di cattivoni chiamati "pirati": tutto è diventato "un pianeta di angoscia e dolore, infestato dal male", a detta della fata. Non solo …

RECENSIONE ANIME: Boku no Hero Academia


Al giorno d'oggi i supereroi sono diventati piuttosto saturi: tra DC Comix, Marvel e tante altre ditte meno conosciute c'è davvero l'imbarazzo della scelta. Ogni supereroe ha una propria caratteristica, ognuno è capace a modo proprio di difendere la città dal male, e ogni supereroe che si rispetti ha una propria arcinemesi. Insomma, tutte cose molto simpatiche e conosciute, ma un po' come cominciò One Punch Man ad esporre al pubblico orientale un twist sull'intera vicenda "Supereroe difende la città", oggi vediamo come lo Studio Bones ha deciso di approcciarsi all'idea di continuare il filone degli anime basati... sui "supereroi".

La trama
Diciamocelo: One Punch Man è piaciuto un po' a tutti, chi più chi meno. La storia di quest'anime, però, si differenzia di molto da quest'ultimo grazie a un'ottima e semplice storia di fondo che si sviluppa nel corso dei primi due episodi. Il mondo è da decenni cambiato: i bambini nascono misteriosamente con un particolare tipo di potere, che si terranno a vita. Quello che all'inizio era fuori dall'ordinario cominciò pian piano a diventare la maggioranza della popolazione, tanto che al giorno in cui l'anime è ambientato, ben 80% degli esseri umani hanno un particolare tipo di superpotere. Tutti, tranne il restante 20%, di cui fa parte il nostro protagonista, Midoryia Izuku, un ragazzino super-appassionato al supereroe (scusate il gioco di parole) più famoso di tutti, il simbolo della pace All Might. Purtroppo per Izuku, però, la vita non è stata molto gentile. Lui non ha un superpotere, seppure entrambi i suoi genitori li abbiano e li utilizzino ogni giorno. Un giorno Izuku ha la fortuna di essere salvato da All Might a seguito dell'aggressione da parte di un brutto ceffo melmoso. Di qui, Izuku si aggrappa ad All Might mentre lui salta via per scambiare quattro chiacchiere, ma quello che scopre poco dopo è uno spilungone biondo e scheletrico. Insomma, anche i supereroi più forti hanno dei punti deboli, infatti All Might non può, a causa di una vecchia ferita, continuare ad usufruire della propria forma potenziata per più di tre ore. Qui si scopre che il potere di All Might è One For All, un particolare tipo di "unicità" (così vengono chiamate) in cui si passa il potere da un "contenitore" all'altro, aggiungendo di volta in volta particolarità che rendono tale unicità la più forte di tutte. E qui arriviamo al punto: Izuku vuole iscriversi all'accademia per supereroi, nonostante la mancanza di un'unicità, e All Might gli promette di trasferire il suo potere a lui se si dimostra un buon recipiente. Di qui in poi, le avventure di Izuku si fanno più frenetiche: il cast di personaggi è abnorme, e tutti i personaggi sono apprezzabili in un modo o nell'altro. Non vi è un'enorme profondità a parte Izuku e All Might, ma la varietà dei personaggi prospetta la serie ad essere qualcosa che non finisce in soli 13 episodi. 

Comparto tecnico
Dal punto di vista tecnico, lo Studio Bones ha fatto le scelte giuste: l'animazione è fantastica, e spesso si usufruisce di linee in più per sporcare il disegno durante le scene più concitate. La sensazione dell'impatto dopo ogni colpo è davvero presente e ben fatta, così come le espressioni e corporatura dei personaggi. Non si urla al miracolo, ma il character design è ben fatto, seppur relativamente classico. Il sonoro accompagna il comparto video grazie a una fantastica soundtrack composta da quel gran pezzo di Hiroyuki Sawano, che non si smentisce e crea tracce perfette e fantastiche da ascoltare anche dopo la visione dell'anime, Opening ed Ending compresa. Infine, una grandissima nota di merito va ai doppiatori, in particolare a Nobuhiko Nokamoto, che ha interpretato in modo egregio il "migliore amico/nemico" di Izuku, Kacchan, mostrando quanto sia cresciuto dai tempi di Accelerator in To Aru Majutsu no Index. 

Commento finale
Qualche rigo fa ho messo tra virgolette la scritta "supereroi", perché nonostante l'anime tratti di essi, non riesco a non pensare al fatto che i personaggi abbiano tante capacità simili e analoghe a quelle degli esper, anche se magari sono di natura diversa. Considerazione tale a parte, credo che Boku no Hero Academia (o My Hero Academia) sia un ottimo anime da guardare quando si vuole seriamente vedere qualcosa di semplice in cui la giustizia c'è e può trionfare coi giusti sforzi. E ovviamente in cui ci sono mazzate. 




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