lunedì 12 dicembre 2016

RECENSIONE WEB SERIES: Video Game High School (Season 1 - 3)


Aaaah, Netflix. Gran bella piattaforma su cui vedere tutte quelle serie che non hai avuto l'occasione di guardare, o finire, in passato, e su cui guardare tutte quelle nuove serie che stanno facendo solo disponibili lì. Ogni tanto è bello sedersi con una tazza di thé, rilassarsi sul divano e guardare qualcosa che magari hai cominciato a guardare in passato, ma che per qualche strano scherzo del destino ti ritrovi ad aver lasciato al proprio destino perché boh, la testa t'ha detto così. Video Game High School è una serie online nata nel 2012 e diretta, tra i vari nomi, da quel gran pezzo d'uomo di Freddie Wong, notoriamente conosciuto come uno dei migliori sceneggiatori e produttori d'effetti speciali di Youtube in quel periodo. Insomma, il 2012 è stato un anno prolifico per il nostro Freddie, perché insieme a Matthew Arnold è riuscito a dirigere questa fortunata serie, che al giorno d'oggi conta ben 3 stagioni e più di 150 milioni di visualizzazioni tra tutte le piattaforme su cui è stata caricata. Senza ulteriori indugi, vediamo di che si tratta.

La trama
Quei 4 gatti che mi seguono dall'inizio sapranno che in passato ho già recensito e parlato sommariamente di VGHS (qui trovate la recensione originale della prima stagione), ma quest'oggi sono qui per rammentare e parlare in modo più approfondito della serie nei tre "punti d'inizio" di ognuna. 
Stagione 1: Un ragazzo di nome Brian D, un po' sfigatello, riesce per qualche strano scherzo del destino ad ammazzare in modo piuttosto acrobatico uno dei migliori giocatori di Field of Fire (l'equivalente di Battlefield, per intendersi), chiamato The Law. A causa di questa fortunata coincidenza, Brian viene invitato dal preside Calhoun nella scuola, ma per far si che sia uno studente fisso, deve lavorarsi il posto, e la cosa non è minimamente facile: tra le continue vessazioni di The Law e l'ambiente ostile di una scuola in cui lui è essenzialmente un pesce fuor d'acqua, Brian si destreggia e si fa degli amici (Ted Wong e Ki Swan), e cerca di fare di tutto per non uscire dai ranghi.
*SPOILER*
Stagione 2: Law è stato sconfitto da Brian, ed è diventato comic relief, tutto il resto si basa sui rapporti tra i personaggi, che si sono consolidati e sono diventati più naturali nell'ambiente in cui sono inseriti. Ted gioca a OverDrift, Ki vuole fare la rappresentante studentesca e Brian si concentra per migliorare a Field of Fire, venendo preso nella squadra della madre di Jenny Matrix, ragazza con cui lui ha una relazione. Vengono sommariamente introdotti i personaggi di Shane e Ashley, senza però particolare profondità.
Stagione 3: Law ha molto meno tempo su schermo, mentre Brian, Ted, Ki e Jenny continuano i loro battibecchi e interazioni provenienti dalla serie precedente. Sono molto prevalenti, inoltre, le interazioni coi personaggi secondari, molto più approfonditi e resi più umani dalla loro resa di debolezza in particolari situazioni a loro sfavore. Vari eventi negativi succedono nella storia, e il tono della stagione è generalmente molto più cupo e difficile da digerire rispetto alle precedenti serie. Nonostante questo, la terza stagione è il culmine della serie. 

Comparto tecnico 
Dal punto di vista tecnico, c'è da dire che le riprese sono piuttosto rapide e tendono a seguire i personaggi tramite rapide carrellate o più classici primi piani, giusto per risparmiare. I personaggi sono molto spigliati, e prendono subito colore entrando dapprima in un ruolo stereotipico, e poi prendendo pian piano forma nel corso delle stagioni. Da segnalare è il gradito uso della computer grafica mista a riprese vere e proprie durante le partite ai vari giochi: questo tipo di cosa offre una profondità molto più elevata al contesto della scuola per videogiochi, e i personaggi non perdono neanche un colpo nel tentativo di continuare a giocare e far andare avanti la storia. Il sonoro è piuttosto dimenticabile, anche se una cosa che sicuramente resta in testa è la sigla iniziale della seconda e terza stagione, molto semplice ma memorabile. 

Considerazioni finali
Video Game High School è un ottimo esempio di una serie fatta bene partendo dal basso: si vedono moltissimo le differenze e i salti di qualità tra la prima, seconda e terza stagione: oltre che essere più naturali, i personaggi sono anche contornati da migliori strumentazioni, e questo non fa che beneficiare sul tratto realistico che è stato improntato al gioco. E' un'ottima serie che vale la pena di vedere, sono solo 21 episodi. 


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