Akki Games! Capitolo 50 - Binary Domain (PC)


Il 2012 è stato un anno relativamente tiepido per il videogaming: molte delle più grandi case produttrici quell'anno hanno deciso di andare sul sicuro rilasciando produzioni in HD dei giochi più vecchi prodotti, e c'è chi ci è riuscito e chi no. In tutto il panorama, alcuni, se non pochi, titoli fanno capolino dalle grandi menti nelle case videoludiche per offrire un po' di divertimento, per riempire un po' il tempo libero di noi videogiocatori, e di chi magari ha bisogno solo di un punching ball da usare per sfogare un po' di stress. Quest'oggi diamo uno sguardo ravvicinato a Binary Domain, sparatutto futuristico in terza persona del 2012 prodotto dallo Yakuza Studio (team interno a SEGA responsabile dei giochi dell'omonima serie).

La trama
2080. Il mondo è stato distrutto poco a poco da violenti temporali, il livello dell'acqua è in aumento e la razza umana si è decimata. I capi di stato hanno deciso in modo unanime di creare nuove costruzioni verso l'alto usando come fondamenta quelle vecchie, per tutelare gli umani restanti e farli vivere in pace. Per costruire le nuove città, i vari politici hanno scelto di aumentare la produzione di robot, per far in modo che le perdite umane siano minime. Sono passati molti anni da quando le catastrofi hanno distrutto l'umanità, e oggi ci sono due macro potenze: Bergen degli Stati Uniti, ed Amada del Giappone. Entrambe fanno un testa a testa continuo nel tentativo di superare l'altra nella produzione e qualità dei robot. Per qualche motivo, però, alcuni robot non sanno di esserlo: è il caso degli Hollow Children, robot troppo senzienti, talmente tanto da essere identici agli umani e da soffrire di shock nel momento in cui scoprono di non essere naturali, ma prodotti dall'uomo. Gli Hollow Children sono creature che violano la Clausola 21 delle nuove leggi del mondo, è per questo motivo che noi, impersonando Dan Marshall, accompagnato da Roy Boateng, facciamo parte della Rust Crew americana per far breccia negli alti muri Giapponesi, ed arrestare Amada, il creatore di queste creature senzienti e pericolose per l'umanità.

Gameplay
Nel resto della storia, Dan e Bo verranno accompagnati da diversi personaggi, facenti parte delle Rust Crew di altri stati. Avremo Faye Lee dalla Cina, reduce dello sterminio della sua squadra, Charlie e Rachel dalla Gran Bretagna e Cain dalla Francia. Ogni personaggio ha delle proprie statistiche e armi personali, e ogni personaggio ha un ruolo fondamentale per la squadra che noi avremo il potere di creare. Eh già, Binary Domain non è un normale sparatutto in terza persona: nel corso della storia, la Rust Crew internazionale si dividerà spesso, e noi come Dan avremo il potere e l'onore di scegliere chi ci potrà accompagnare, se il fuoco di copertura di Bo o l'attacco da ambo i lati di Dan e Charlie. Ad accompagnare l'alta personalizzazione della propria squadra (per gran parte del gioco composta da soli 3 membri compresi noi) c'è un esiguo sistema di potenziamento delle armi e delle statistiche grazie a nanomacchine comprabili nei negozi o trovabili in giro per i vari livelli. I potenziamenti sono solitamente passivi, a parte quello del colpo speciale del fucile d'assalto di Dan, capace di diventare distruttivo se usato bene ed ottimo per fare uccisioni multiple, anche quando si è senza munizioni e con sole cariche. Perla di questo gioco è, però, il riconoscimento vocale: all'inizio ci sarà infatti chiesto di calibrare il microfono che abbiamo (perlomeno, questo succede su PC) parlando chiaramente e dicendo alcune frasi chiave, a seconda del tipo di lingua del gioco, in quella lingua. Il problema è, però, che il riconoscimento vocale tende ad essere molto preciso, ed è per questo che non sempre riesce bene nell'intento. Spesso, anche con le buone intenzioni, il gioco può riconoscere la scelta sbagliata al posto di quella effettiva, ma sono eventi molto esigui, ovviabili tramite l'altrettanto comodo uso delle frasi già prescritte tramite la pressione del tasto LB, seguito da A X Y o B sul controller dell'Xbox. I nemici, se non s'era capito, sono tutti robot, e faranno di tutto per ostacolare il nostro cammino: l'arsenale a nostra disposizione è abbastanza robusto, andando dai normali fucili d'assalto ai lanciarazzi, Stinger e Mitragliatrici Leggere e pesanti. Potremo anche rubare le armi ai robot, usufruendone in tutto e per tutto. Ma è qui che c'è il bello: i robot sono completamente distruttibili, e a seconda dell'arto distrutto reagiranno in modo diverso. Un robot a cui è distrutto il braccio con cui spara cercherà di riprendere la mitragliatrice con l'altro per continuare il fuoco, mentre un robot a cui è distrutta la testa inizierà a sparare ai suoi compagni, concentrando il fuoco nemico su sé stesso. Anche se tutto sembra molto positivo, c'è da dire che sono capitate moltissime istanze, soprattutto nei boss (davvero ben riusciti e molto profondi), in cui Dan non farà altro che ricevere colpi e volare a destra e a manca, allungando di molto il tempo del combattimento o del boss. Per finire, ogni personaggio ha una statistica di fiducia nei nostri confronti. A seconda della fiducia di ogni personaggio, potremo avere un finale diverso. Ne esistono 4 in tutto, di cui uno è quello "perfetto", ottenuto alzando la fiducia di ognuno al massimo. 

Comparto tecnico
Graficamente, Binary Domain ricorda Metal Gear Rising: i personaggi sono ben definiti, vivi ed espressivi, ed ognuno è facilmente riconoscibile. La cura nei volti è impressionante, così come i movimenti realistici e la quantità di elementi su schermo contemporaneamente. Il sonoro riesce in modo egregio ad accompagnare il gioco, con temi prevalentemente strumentali ed epici, fini alla scena in cui sono presenti. Parlando di sonoro, il doppiaggio inglese è molto convincente, e riesce in modo piuttosto buono a far capire la provenienza di ogni personaggio quando parla. E in più, Troy Baker fa la voce di Charlie. 

Commento finale
Binary Domain è un ottimo gioco con, con dei lati positivi e negativi. Anche se la storia è molto promettente, per certi versi è altalenante, e spesso non riesce a fare giustizia al cast di personaggi, che diventa sempre più carismatico nel corso della storia. Con un gameplay molto divertente, in grado di darci la quasi completa interazione con ciò che accade, ma che spesso ci forza a fare delle scelte che non vogliamo (come per istanza la scelta di una squadra che non c'entra nulla con quelle che abbiamo avuto per l'80% del gioco), un comparto tecnico ricco e molto positivo per un gioco del 2012, il riconoscimento vocale, e grande carisma di gran parte dei personaggi, Binary Domain prende in modo confortevole un posticino nel cuore del videogiocatore che vuole spaccare tutto senza pensare troppo, ma riesce anche a stuzzicare chi ha voglia di smanettare sulla parte più "di ruolo" del gioco. E' un'esperienza da fare, e il costo è piuttosto esiguo.


Commenti

Post popolari in questo blog

RECENSIONE FILM: Your Name

Akki Games! Capitolo 53 - Sonic Unleashed (PS3)

Akki Games! Capitolo 57 - Assassin's Creed Rogue (PS3)