sabato 26 novembre 2016

Akki Games! Capitolo 49 - FireWatch (PC)


Ebbene si, cari utenti del blog di Akki, di acqua sotto i ponti ne passa sempre ininterrottamente, e il tempo passa per tutti, e per contornare queste uggiose giornate di scuola, o di studio intenso per chi già ne è fuori, o di lavoro continuo ed ininterrotto per i più occupati, tutti abbiamo sempre qualcosa in cui rifugiarci quando serve: è come se fosse il nostro posto felice, ritrovabile nella lettura di un libro, la scrittura di un libro, la visione di un film, di una serie TV contornati dal calore del piumone, e poi c'è gente come noi, che non si accontenta e fa qualche passo in più per godersi l'esperienza di un film vivendola come protagonisti. Come ho detto tempo addietro, l'esperienza che si mantiene alla fine di qualcosa è data prevalentemente dall'atmosfera che questo qualcosa offre, ed è insostituibile, unico nel proprio genere e speciale. I videogiochi ci danno proprio questo: il potere di scegliere, di avere delle opinioni, di continuare per la propria strada condividendo al contempo qualcosa con gli altri, qualcosa di analogo ma contemporaneamente diverso. Firewatch prova a fare proprio questo, prova a unificare tutti i giocatori offrendo un'esperienza simile ma diversa, grazie ad un ingegnoso sistema di libere scelte, che potrebbero, o meno, andare a cambiare il corso degli eventi.

La trama
Diciamolo fin da subito: Firewatch è un gioco che va giocato senza enormi pretese, aspettandosi solamente l'esperienza positiva di qualcosa di profondo, che possa sistemare delle cose nella nostra mente, anche se indirettamente. E' un'esperienza per il singolo ben studiata. Impersoniamo Henry, il nostro protagonista, a seguito di un prompt in cui ci viene raccontata sommariamente la trama di base e come mai lui si trovi nel bosco a fare trekking. Lui è un uomo ormai quarantenne reduce da una esperienza molto toccante e forte che include la donna della sua vita, e non riuscendo ad affrontare ciò che la vita gli ha offerto, si è "rifugiato" nel lavoro del guardaboschi. Dopo la prima cutscene in cui avremo un primo feeling per i comandi basilari, verremo salutati da una donna alla ricetrasmittente, che nella maggior parte del gioco fungerà da strumento per sviluppare nuovi obbiettivi man mano che si va avanti nella storia. Delilah è il nostro boss, una bizzarra donna dalla battuta pronta, volenterosa ad aiutarci a guadagnare esperienza nella navigazione della zona attorno a noi. Il resto della storia si sviluppa a giorni, ed ogni giorno succede qualcosa di particolare, tanto particolare da catturare l'interesse per giocare ancora.

Comparto tecnico e gameplay
Dal punto di vista tecnico, Firewatch riesce ad offrire un ottimo ambiente, usando un convincente stile in cell-shading basato sul motore grafico Unity, sorprendente per quello che riesce a fare: di per sé, il gioco riesce ad essere sempre molto stabile, con rarissimi casi di frame drop solo nelle battute finali. I comandi sono piuttosto intuitivi, e possono riassumere il gioco come un walking simulator, in cui però abbiamo la possibilità di interagire parzialmente con l'ambiente tramite gli strumenti che man mano ci vengono dati nel gioco, comunque piuttosto limitati al semplice atto del procedere nella storia ed andare avanti. L'esplorazione è la chiave di questo gioco, e tutto questo è contornato da un convincente motore grafico e sonoro, che offre un perfetto doppiaggio dei due personaggi presenti per tutto il gioco e li colora in modo unico e allo stesso tempo stereotipato. Le soundtracks sono poche, ma buone, e quando sono presenti offrono un picco di qualità all'intera esperienza, rilassando il giocatore, facendogli capire che anche se una cosa sembra andare storta, è tutto ok e non c'è nulla di cui preoccuparsi. Il gioco offre, inoltre, moltissimi prompt di comandi, e la lunghezza riesce a garantire multipli gameplay, oltre che una semplice esperienza da plug and play, anche dopo molti mesi di pausa.

Commento finale
Come avrete notato da sopra, la mia descrizione di Firewatch è molto sommaria: questo è perché ogni scelta, ogni decisione, ogni cosa fatta dipende quasi esclusivamente da voi giocatori. Camposanto ha fatto un ottimo lavoro ad offrire un'esperienza fresca, eppure non innovativa. E' un'ottima storia da sentire, giocare e vedere quando si ha bisogno di fare un viaggio interiore, o di rilassarsi guardando i fantastici panorami che il motore grafico ha da offrire. 



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