giovedì 5 maggio 2016

Akki Games! Capitolo 43 - Saints Row the Third: The Full Package (PS3)


Nel panorama videoludico, uno dei generi più mainstream è quello degli open world: veri e propri mondi virtuali in cui tu, e solo tu, puoi fare ciò che vuoi senza limiti. Esponenti di questo genere sono i Grand Theft Auto, il recente Skyrim, e da un po' di tempo Saints Row, che dopo un poco convincente secondo capitolo, torna all'attacco con Saints Row The Third. contando oggi, Saints Row è arrivato al quarto, pubblicato nel 2013. Vediamo con occhi nostalgici, quindi, Saints Row 3, o "The Third", uscito ben 5 anni fa.

La storia
A seguito di una serie di eventi, i Third Street Saints sono diventati una società criminale multimiliardaria, in cui i membri vengono trattati come vere e proprie star. Vediamo quindi la storia svolgersi proprio durante una rapina in banca, in cui noi, Shaundi, Johnny Gat e Birk ci ritroveremo a sradicare un'enorme cassaforte con un elicottero, e dovremo difenderla a suon di piombo. 
Dopo la fallita rapina in banca, i Saints vengono incastrati da un uomo di potere di nome Philip, e nel tentativo di ammazzarlo, Johnny non riuscirà a salvarsi. Saints Row, quindi, comincia così, in modo molto esagerato e surreale, e a dire la verità si manterrà così per tutta l'esperienza di gioco: i personaggi sono tanti, variegati, e ognuno rientra nel concept stereotipico a cui è stato assegnato.
La caratteristica di Saints Row sta nella propria evoluzione graduale: all'inizio ci troveremo a dover riconquistare le strade, e da metà gioco in poi, potremo tranquillamente definirci come al pari del sindaco in quanto a potere.
Nonostante l'enorme quantità di stereotipi, Saints Row non cade nel banale, poiché ogni personaggio sfrutta la propria personalità per rompere il quarto muro e far capire al giocatore che "si, siamo fatti così, e se ti piace ben venga, in caso contrario puoi dare dentro questo gioco". I personaggi, le vicende, il sistema di scelte per tutta la storia, tutto è scritto divinamente, e la scelta di lasciare a noi giocatori la possibilità di fare ciò che si vuole, stavolta anche con la storia e con il finale, da una libertà impressionante al giocatore voglioso di nuovi contenuti.

Il gameplay
Insomma, la base c'è ed è molto robusta, ma il gioco si gioca bene? 
Chi ha giocato a giochi come GTA non si troverà subito a casa, per varie motivazioni: primo tra tutti il sistema di comandi, molto diverso ma anche molto comodo alla lunga. Col passare del tempo ci abitueremo a premere Cerchio per aprire la ruota delle armi, X per saltare, R3 per gli attacchi in mischia, L1/R1 rispettivamente per mirare e sparare, triangolo per interagire con l'ambiente, L2 per correre ed R2 per lanciare granate. Ciò che cambia moltissimo rispetto a GTA è il sistema di guida. E' surreale, è improbabile, è impossibile, ma, sempre alla lunga, risulta essere molto più preciso e governabile di quello di GTA. Così come anche la varietà del gameplay. Questo gioco è un open world potenzialmente infinito offline, la quantità di attività da fare è impressionante, si può andare da missioni in cui bisognerà scortare persone a vere e proprie carneficine in cui noi avremo le armi con munizioni infinite, o in cui noi comanderemo un carro armato indistruttibile per guadagnare quanti più soldi possibili tramite i danni provocati alla città. Altra differenza rispetto a GTA è il fatto che stavolta non dovremo pensare solo alla polizia, ma anche alle gang. Ce ne sono circa 3 in tutta Stilwater, con l'aggiunta di una quarta molto più avanti nel gioco, e ogni volta che per errore colpiremo o uccideremo qualcuno di loro, vorranno sangue e non si scrolleranno di dosso. Il vero pericolo in questo gioco sono infatti le gangs, molto più forti della polizia in quanto a numero, potenza di fuoco e quantità di macchine a disposizione. Ad aggiungere ancora più profondità al gameplay, la mappa di gioco è divisa in aree, ed una volta conquistate potremo avere più guadagno orario (un po' come Assassin's Creed) e sconti nei negozi. Come se tutto ciò non bastasse, abbiamo anche un leveling system, sia per il nostro personaggio, sia per le armi, e tutto viene gestito dai soldi. Potremo anche richiamare amici o gangs per farci aiutare nel momento del bisogno, e la lista non finisce qui: Saints Row è un gioco molto solido, forte e prepotente, che non si accontenta di essere un open world, ma anche uno shooter, un gioco di corse e tanto altro, mantenendo sempre la propria identità e strizzando l'occhio a tanti fan di altri giochi ben più vecchi (c'è addirittura il braccio-cannone di Megaman come arma).

Comparto tecnico
Dal punto di vista grafico, Saints Row presenta un buon motore grafico, che purtroppo, pur mantenendosi quasi sempre intorno ai 30 FPS, tende ad avere gravi singhiozzi in momenti non ben indicati, forse quando ci sono troppi modelli, o forse quando la Playstation 3 non riesce a gestire bene l'ambiente di gioco. Fatto sta che I glitch ci sono, e sono quasi tutti da additare al sistema fisico, che è molto convincente, ma tende a lasciare qualche sbavatura dovuta alla limitazione hardware della console. Havoc è attivo anche sui modelli dei personaggi, specialmente su vestiti e capelli, quindi vi è un minimo di "realismo" fisico per quanto concerne i movimenti. Dal punto di vista sonoro, non ho mai visto un gioco con così tante tracce variegate. Ci sono meno stazioni radio rispetto a GTA, ma la quantità e come sono variegate le musiche fanno contare ogni singola traccia, senza cadere mai nel banale. Si va da gangsta rap a musica classica, fino a metal e dubstep, insomma, ce n'è per tutti. Per quanto concerne il doppiaggio, è in inglese con sottotitoli italiani, e potremo scegliere la voce (oltre che l'aspetto in ogni singolo particolare) del nostro personaggio. Ogni voce suona bene nel contesto ed è ben calibrata per non sembrare troppo surreale o ridicola.
Un'altra cosa molto simpatica sta anche nel fatto che vi sono una serie di scene con musiche molto ispirate o anche veri e propri cori di persone che cantano insieme alla canzone, insomma, roba fantastica e piccole accortezze che vanno sempre a contare bene in un gioco del genere. 

Commento finale
Immaginate se Panty & Stocking, GTA e Ratchet & Clank avessero avuto un rapporto a 3 per avere un figlio: quel figlio sarebbe Saints Row. Umorismo fuori dagli schemi, tamarraggine pura fiondata in ogni angolo dello schermo, qualità audio/video fantastica e storia robustissima (anche per chi non ha mai giocato i precedenti) rendono Saints Row 3 il perfetto anti-GTA, o l'alternativa da giocare quando si è finito quest'ultimo almeno una dozzina di volte. Lo consiglio vivamente, è un gioco molto curato e molto ben pensato.

 

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