lunedì 2 maggio 2016

Akki Games! Capitolo 40 - Onechanbara ZII Chaos


I beat-em up sono un genere di giochi a cui non mi sono mai avvicinato più di tanto. Un po' grazie a Senran Kagura, un po' grazie a Hyrule Warriors, e un po' grazie a questo gioco, tanto conosciuto nell'internet per le protagoniste succinte e dai... toni importanti.

La storia
Onechanbara ZII Chaos non ha assolutamente come obbiettivo primario la storia. Partendo da questo presupposto, sappiamo benissimo tutti che il principale motivo per cui il gioco ha venduto è per le 4 protagoniste e per il gameplay. 
In grandi linee, la storia tratta di due clan di vampiri, di cui queste 4 ragazze sono le discendenti dirette, in continua combutta tra di loro, e durante una fomentata battaglia, si ritrovano in una vera e propria apocalisse zombie. Di qui in poi lo scopo delle 4 ragazze sarà quello di ammazzare tutti gli zombie per scoprire che sta succedendo nel mondo. 

Gameplay
Il gameplay è molto semplicistico, e si apre a tutti i tipi di giocatori, ma data la natura del titolo è ovvio come sia più indirizzato ai button masher (coloro che premono sempre gli stessi tasti per fare sempre la stessa combo, e a buon ragione direi pure). Il tasto quadrato è adibito a colpo base, triangolo a colpo più forte, X per i salti, R2 per le schivate/corsa, R1 per il lock-on, L2 per cambiare arma tra principale e secondaria, L1 per togliere il sangue dalle armi, R3 ed L3 premuti insieme fanno trasformare i personaggi, i tasti freccia su e giù servono a cambiare personaggio, e dulcis in fundo il touchpad serve a evocare tutti i compagni a mò di assist per utilizzarli fino a tutti e 4 contemporaneamente. Esiste anche un marginalissimo sistema di power-up e oggettistica, che rimane lì dov'è, la prevalenza del gioco viene infatti sempre e comunque data dal gameplay di base, che si riassume nell'andare di zona in zona a distruggere tutto. Ogni personaggio ha più o meno il proprio stile: Kagura e Aya usano le spade, mentre Saki e Saya usano i pugni e spade/motoseghe. La varietà non è tantissima, ma riesce a cambiare perlomeno la velocità del gameplay.

Comparto tecnico
Senra- Volevo dire, Onechanbara non ha uno stile grafico molto particolare, anzi, a dire la verità l'unica cosa che si salva è la cura e il dettaglio nei modelli poligonali delle fanciulle. Il resto cade molto nel blando, sia i nemici, di cui ne vedremo circa 800 nello stesso posto con le stesse medesime animazioni, sia le ambientazioni, che a parte qualche bel lavoretto di world reflection rimangono molto nel generico. Per quanto concerne il suono, le canzoni sono orecchiabili, giuste nel gioco, ma inadatte da ascoltare fuori dall'attività di gameplay. Le doppiatrici sono ok, ma sfociano nel borderline ridicolo quando biascicano le parole in giapponese, è altamente consigliato giocare il gioco in lingua originale. Esistono anche vari costumi per le protagoniste, così come la possibilità di cambiare il colore del sangue da rosso in verde o... bianco.

Commento finale
Non prendiamoci in giro, Onechanbara è un gioco fanservice con un gameplay mediocre e da sbadigli che non offre assolutamente nulla di divertente nel complesso. E' un vero peccato, considerando che poteva sollevarsi dalla massa dei giochi generici diventando semi-decente. 
Storia poco interessante, personaggi stereotipati, gameplay mediocre, l'unica cosa che si salva è il main theme e i modelli delle quattro protagoniste.


ndr il trailer fa vedere quasi tutto il gioco. Non scherzo.

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