domenica 1 maggio 2016

Akki Games! Capitolo 39 - Metroid: Other M (Wii)


La serie dei Metroid è una di quelle poche serie Nintendo che non ho mai avuto modo di toccare con mano. Dopo il convincente E3 di quel lontano 2009, le mie intenzioni erano più che positive di, per la prima volta nella storia, iniziare a giocare questo inusuale brand, stavolta capitanato dal Team Ninja, oggi famoso per tutte le ragioni sbagliate, che elencheremo più avanti.

La storia
La storia di Metroid: Other M comincia proprio dove finisce l'originale Super Metroid, in cui vediamo una Samus distrutta emotivamente dalla perdita del piccolo di Metroid, che durante uno dei suoi viaggi, avverte una richiesta di aiuto da una base spaziale chiamata "Arca". Successivamente, Samus entrerà in contatto con un team di soldati capitanato da Adam Malkovich, un uomo a cui Samus sembra particolarmente legata da un punto di vista affettivo. In sostanza, ci sono delle cose strane che accadono nella base Arca, e Samus si unirà a questo plotone di soldati per scoprire che sta succedendo. 
Ciò che possiamo notare fin da subito è la più, forse, grossa nota stonata di Metroid: Other M. Da non fraintendere, però, con un punto negativo, dato che offre una profondità totalmente diversa al gioco. In tutto il corso della nostra esperienza, noteremo Samus pensare fra sé e sé, esprimendo i suoi pensieri e dimostrando una paura e una ingenuità che mai si è vista in qualsiasi altro Metroid, gioco fino a prima dell'uscita di Other M conosciuto per essere impersonale e puramente esplorativo. Data questa nuova profondità, il gioco si presenta molto più legato ad un filone narrativo che ha bisogno di procedere, lasciando veramente poco spazio ad una vera e propria esplorazione dell'ambiente.

Gameplay
Il gameplay è forse la cosa più strana del prodotto, ma andiamo con ordine. Tanto per cominciare (Spoiler alert, anche se viene detto all'inizio del gioco)Samus ha tutti i potenziamenti fin dall'inizio, ma decide volutamente di non usarli per non provocare danni all'ambiente circostante. (fine spoiler) Per questo motivo, dovremo aspettare per avere tutti i poteri possibili e consentiteci dal gioco. Per quanto concerne i comandi, qui arriva il bello: Il controller si tiene come con New Super Mario Bros o Brawl, quindi in orizzontale. I tasti freccia sono adibiti al movimento, il tasto A alla Morfosfera, il tasto 1 a sparare, il 2 a saltare, mentre si può passare in prima persona PUNTANDO IL CONTROLLER CONTRO LO SCHERMO. Un attimo, fate sprofondare questa frase. Il gioco ha una visuale in prima persona, e per accedervi bisogna cambiare la posizione del telecomando da Orizzontale a due mani a verticale ad una mano, puntandolo contro lo schermo. Questa scelta, insieme ad un sistema non preciso di mosse finisher e schivate, fa diventare Metroid Other M uno dei giochi più complessi da giocare con solo il telecomando, portando il giocatore a pensare un valido motivo per cui il gioco non sia stato concepito per la combo Nunchuck + Wiimote. In generale, il gioco si mantiene sull'esplorazione dell'arca attraverso i 3 settori, nell'ordine tematizzati in Giungla, tundra e deserto/vulcano. Tutto il gioco si riassume in un sistema di schivate ed attacchi abbastanza ben congegnato, contornato però da una quasi ripida curva di apprendimento, per cui si ha bisogno di minimo 3 ore di gioco per comprendere a fondo il funzionamento e la meccanica di ogni cosa, dato che il tutorial all'inizio fa un borderline pessimo lavoro ad introdurci al sistema di comandi. Una grossa inconsistenza che è utile far notare è come ci sia costante bisogno di guardarsi intorno. Mentre questa cosa poteva essere accettata in Metroid Prime (che ricordiamo essere una trilogia di capitoli in prima persona), in Other M rallenta il gameplay in modo pazzesco, forzandoci in molti punti della storia a fermarci e a guardare quello che il gioco vuole che guardiamo, che talvolta è talmente tanto piccolo come particolare che ci passeremo per errore sopra o, nei casi limite, avremo addirittura bisogno di una guida online per capire dove mettere il cursore. I bonus tornano, e sono molto più che ben accetti, dato che offrono un vantaggio non indifferente. A fine storia è poi possibile sbloccare un secret ending sulla falsariga di SuperMetroid.

Comparto tecnico
Dal punto di vista tecnico, c'è da dire che Other M è uno dei giochi su Wii più puliti dal punto di vista grafico. E' fluido, è ben fatto, le textures sono pulite e non ci sono troppi segni di sbavatura, e le cutscenes, per risparmio di spazio, sono state prodotte in parte come pre-renderizzate, e in parte con lo stesso engine di gioco, offrendo un'impressione à la Kingdom Hearts che mai guasta. Per quanto concerne la qualità dei modelli, un plauso particolare va fatto a quello di Samus, che sia in Tuta Zero che in Power Suit ha un livello di dettaglio quasi maniacale, soprattutto sulle riflessioni della luce. Una nota di demerito va, invece, data alla qualità del resto dei modelli, che seppur curati, rimangono tremendamente anonimi e poco interessanti. Per quanto concerne il comparto sonoro, è stato ben studiato, riutilizzando vecchie tracce degli originali Metroid, ovviamente rimasterizzate, e nuove, prevalentemente ambientali.

Commento finale
Metroid: Other M è un lavoro riuscito a metà. Il Team Ninja aveva tutte le carte in regola per fare un seguito - reboot come si deve, ma a causa di questo titolo e di alcuni altri seguiti della loro stessa casa, si sono presi la nomea di "rovina-reboot", pertanto spesso e volentieri, molti recensori o giocatori hanno paura a comprare o a vedere cosa ne uscirà di un loro prodotto finito, che come in questo caso è perfetto sulla carta, ma sufficiente nel complesso. Certamente il fatto che Samus abbia una personalità le offre una profondità tutta nuova, così come il gameplay in TPS (third person shooter) misto all'ambientazione tridimensionale non può aver fatto altro che benefici, ma il resto, ergo il sistema di comandi poco intuitivo e un cast generale di personaggi troppo debole, ha fatto sprofondare la nave ancora prima di farla partire. In tutti i casi, una volta presa la mano, il gameplay diventa piuttosto fluido, e in generale il gioco è più che sufficiente, mostrando un numero quasi infimo di glitch, pertanto va giocato comunque. 




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