RECENSIONE ANIME: Shigatsu wa kimi no uso


Ci sono certe volte in cui, guardando, leggendo o giocando a qualcosa, riceviamo delle emozioni, trasmesse in modo più o meno armonico. Questi tipi di produzioni sono i più speciali, perché hanno la capacità di strutturare con lo spettatore un legame quasi di complicità.E' la complicità che fa da padrona per l'intera durata di Shigatsu wa Kimi no uso, italianizzato in "La tua bugia ad Aprile". A cavallo tra la fine del 2014 e l'inizio del 2015, la A-1 Pictures (conosciuta anche per Shinsekai Iori, Oreimo e Mahou Shojo Lyrical Nanoha ViVid) confeziona prepotentemente un concentrato di sentimenti e intrecci, che risultano sfociare in una delle migliori produzione animate dell'annata.

La trama
Ambientato ai giorni nostri, l'anime inizia sfoggiando il meglio di ciò che può darci la trama come canovaccio: un ragazzino quattordicenne di nome Arima Kousei è stato da piccolo un genio pianista, grazie agli insegnamenti della madre, ma è anche a causa sua che non riesce più a toccare il pianoforte. Kousei è circondato da gente che gli vuole bene: i suoi amici di infanzia, Tsubaki e Ryouta, lo supportano come meglio possono, e si mostrano ottime conoscenze, data la loro spiccata capacità di sorridere e non lasciare il protagonista nella tristezza che ha nella mancanza della madre (deceduta per malattia) e del padre (sempre in viaggio per lavoro). Grazie ai due ragazzi, Arima conoscerà una biondina molto attiva e sveglia di nome Kaori, violinista, che al loro primo incontro dovrà suonare ad una competizione. Questo colpirà Arima e da qui ricomincerà il suo risveglio come musicista. 
Sorprendentemente, il punto di forza di quest'anime non è tanto la trama (che può essere riassumibile in poche righe liquidandola come "tante diverse prove affrontate e vissute diversamente sia da Arima che dagli altri"), quanto più i personaggi. I personaggi di quest'anime sono brillanti, innovativi, ben scritti e soprattutto umani. Arima vive nella paura, ha bisogno di qualcuno che lo aiuti e di un motivo per ricominciare a suonare, pertanto lo cerca incessantemente e riceve tanti aiuti dagli altri, che non rimangono personaggi secondari, ma anzi, si rivelano importanti quanto il protagonista, dato che senza di loro le cose probabilmente non si smuoverebbero. 
Altro punto di forza di quest'anime è come ogni personaggio vive un determinato evento. Soprattutto durante le competizioni, avremo modo di ascoltare attentamente le storie dei personaggi includendo ciò che è il loro scopo e perché si trovino lì in quel momento, e in aggiunta avremo modo di sentire ogni personaggio esprimere un pensiero legato alla performance di chi suona. 

Comparto tecnico
Tutto questo circondato e contornato nel migliore dei modi da un comparto tecnico convincente. Dal punto di vista grafico, l'anime si difende perfettamente mostrando grande carattere nell'utilizzo di colori pastellosi in contrasto a situazioni piuttosto complesse e introspettive, e nel mentre, tutte le soundtracks sono state fatte col pianoforte e violino, proprio per marcare la presenza di questi strumenti anche nella vita quotidiana. Le soundtrack, inoltre, hanno un piacevolissimo "effetto ritorno" durante la loro esposizione, che rende il tutto quasi più etereo e da atmosfera sognante, quasi per rappresentare il contrasto tra la tenera età dei personaggi e le tematiche trattate. Opening ed Ending, per finire, sono tutte brillanti, perfette per smorzare il ritmo incessante dell'anime e molto orecchiabili come canzoni a sé stanti.

Lati positivi e negativi
Come abbiamo detto prima, il punto di forza di Shigatsu wa kimi no uso sta proprio nella caratterizzazione dei personaggi: questa impronta convince fin da subito lo spettatore attento alle parole dette e ai pensieri strutturati, e da un senso di dilatazione del tempo molto particolare. Molti pensieri dei personaggi si dilateranno per minuti interi, mentre nella realtà il tempo passato è circa una trentina di secondi massimo. Questo è perfetto per indicare la complessità del cervello umano e di come struttura pensieri così particolari in così poco tempo. Interi monologhi vengono riassunti in pochi secondi, vissuti diversamente da ogni singolo personaggio.
Se però da una parte notiamo una convincente caratterizzazione, dall'altro vi sono alcune piccole lacune nel pacing dell'anime. Il pacing consiste nel ritmo di ciò che vediamo: spesso molti anime come questo sono fatti per essere visti quasi tutti d'un fiato, e quest'anime come detto non ne è un'eccezione, ma purtroppo, data la durata della serie, legata ai 22 episodi di due stagioni, gli eventi accadono tutti in maniera quasi troppo poco distanti l'uno dall'altro e lasciano sempre lo spettatore sul chi vive, aspettandosi sempre un cliffhanger o una situazione umoristica, per smorzare la tristezza. Ed è anche questo uno dei punti "negativi", il cattivo utilizzo delle battute e del comic relief. Solitamente i momenti per le battute entrano quasi sempre in sordina, pertanto o sono notati da molti minuti prima, o semplicemente non vengono calcolati data la forte attenzione sulla scena appena accaduta o che è già mostrata tramite presagi vari. 
Ultima situazione che fa storcere un pochino il naso è la linearità della trama, che ci sta pure in un anime del genere, ma spesso fa notare fin da subito particolari piuttosto importanti e molto più avanti nella trama. In tutto questo, però, non c'è un vero e proprio problema, sono sbavature ed imperfezioni che è solito trovare in una produzione simile.
Proprio come per un bravo pianista, le imperfezioni e le sbavature non sono necessariamente degli sbagli, ma più che altro un modo per arricchire l'intera performance, e ciò non può far altro che beneficiare in un certo senso a conti fatti.

Commento finale 
Shigatsu wa Kimi no uso è la risposta dell' A-1 Pictures a Golden Time: invece di andare avanti con l'età si va indietro e si immergono i personaggi in situazioni degne di una novel KEY. Lo consiglio? assolutamente si, soprattutto se apprezzate la musica classica mischiata ad un genere drammatico e sentimentale ben scritto e ben strutturato nel complesso.
Voto finale: 9

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