domenica 30 agosto 2015

Akki Games! Capitolo 26 - Pokémon Conquest (DS)


Dopo circa una settimana, ho avuto modo di finire Pokémon Conquest, capitolo Spin - Off della omonima serie, prodotto nel 2012 e che ammicca a tutti coloro che sono fan della saga, ma che apprezzano strategici del calibro di Fire Emblem o Final Fantasy Tactics. Vediamo insieme cosa ci offre questo strano gioco.

La trama
Ransei, mondo di gioco. Noi, protagonisti, siamo da poco diventati i regnanti di Aurora, e proprio durante il nostro primo giorno di lavoro, ci imbattiamo in una ragazza con uno Jigglypuff, che ci chiede aiuto. Veniamo a sapere che un uomo di nome Nobunaga vuole conquistare tutti e 17 i regni di Ransei, per creare una dittatura e fare suo il Pokémon leggendario, in grado di manifestarsi solo al prescelto. Nostro compito è quello di interrompere la sua azione di conquista, contrastandola con la nostra. I personaggi, da qui in poi, rasentano tutti lo stereotipo, e pochi meriteranno davvero di essere ricordati.

Gameplay
Nonostante tutto, però, il gameplay si rivela essere semplice ma efficace: prendendo spunto a piene mani dagli effetti dei vari tipi dei Pokémon, in Conquest si struttura il "Link", l'affinità tra il pokémon usato e il guerriero. Più saranno affini, più la % massima sarà alta. In aggiunta, i vari Pokémon in grado di evolversi riusciranno a farlo rispettando determinate circostanze, dandogli oggetti particolari o facendogli salire determinate statistiche. 
Caratteristica peculiare di Conquest è anche la semplicità di fondo. Sfruttando il meccanismo molto simile a Final Fantasy Tactics, in Conquest si ha una visuale isometrica (customizzabile tramite la pressione del tasto Y e di un tasto freccia) e avremo la possibilità, oltre che muoverci e attaccare, anche di usare l'abilità speciale del guerriero che ha il Pokémon che usiamo, e un oggetto, sia esso attivo o passivo. 
Man mano che andremo avanti nella storia e conquisteremo i vari territori, potremo delegare il primo guerriero dell'elenco a compiere dei lavori ogni mese: ciclicamente, potranno allenare la loro affinità coi Pokémon, cercare oro, o reclutare e catturare nuovi guerrieri e Pokémon.
E tutto all'incirca si riassume qui, il lavoro da fare è poco, ma Conquest ti sa ricompensare nel momento in cui mostri di sapere quello che fai. La difficoltà, poi, è anche molto bassa, quindi come gioco è facile da prendere e da giocare per tutti.

Comparto tecnico
Tecnicamente, Conquest ricalca molto lo stile grafico dei più famosi Mystery Dungeon e Rangers, sfruttando uno stile molto cartoonesco e ricco di dettagli basati su disegni con outlines molto marcate. I regni sono variegati tra loro e mostrano carattere e fedeltà al tema che riguardano, mentre i vari personaggi e Pokémon sono stati disegnati con un occhio di riguardo. Le sprites sono molto curate e precise, ed è un piacere per gli occhi vedere un Pokémon evolversi, anche solo per vedere la posizione o l'espressione con cui sono stati disegnati.
Per finire, il sonoro ha degli alti e bassi: le soundtracks sono poche e tutte a tema orientale, per marcare l'idea di shogunato e terra di samurai. Spesso però, soprattutto nelle ultime ore di gioco, è evidente un calo di frame rate quando si naviga nella mappa. Nulla di troppo noioso però, dato che comunque il gioco rimane stabile su un certo standard e non si destabilizza mai troppo.

Commento finale
Dal mio punto di vista, Pokémon Conquest è un gioco da giocare. E' semplice, bello, fatto bene e senza troppe pretese. Spendi i soldi che giochi. Non va oltre le 20 ore per la storia principale, e alla fine di questa ha altre storie di end game, e la durata va ben oltre le 50 ore. Lo consiglio, anche solo per perderci un po' di tempo.

Voto finale: 7.5

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