martedì 5 maggio 2015

Akki Games! Capitolo 23 - Fragile Dreams ~Farewell ruins of the Moon~


Fragile Dreams - Farewell ruins of the Moon, è una perla nascosta nell'enorme parco titoli dell'ormai superata console Wii di Nintendo. 
Prodotto nel 2009 dalla casa produttrice Rising Star Games, meglio conosciuta per giochi come Muramasa: The Demon Blade, Fragile Dreams si presenta come un gioco che non porta nessun tipo di innovazione nel proprio campo, ma promette fin dalle prime battute un'esperienza di gioco molto superiore alla media.

La trama
La trama, in Fragile Dreams, parte in modo abbastanza convincente: il protagonista, un ragazzino di nome Seto, fino a poco tempo fa viveva con suo nonno, un signore anziano ormai quasi alla fine dei suoi giorni. Una volta morto il nonno, Seto è rimasto solo, con di rimasto solo una lettera e una strana pietra blu. Nella lettera, scritta dal nonno, gli viene intimato di iniziare a viaggiare, per andare a cercare altri sopravvissuti, nella direzione di una enorme torre rossa. 
Si, avete capito bene, altri sopravvissuti, perché il mondo in cui vive Seto è ormai distrutto, in rovina da tempo, e il genere umano è quasi del tutto scomparso, a parte lui e alcune altre persone.
Ciò che guiderà Seto sarà quindi la curiosità e la sete di conoscere altre persone, per poterci convivere e finalmente avere dei contatti umani. Incontrerà quasi subito una ragazzina assai strana, che canterà casualmente un motivetto su una rovina di una struttura in ferro. A seguito dell'incontro con Seto, la ragazzina scapperà, e sarà quasi un chiodo fisso per il ragazzino il ritrovarla per parlarle. Da questo punto in poi, la storia inizia ad infittirsi. Seto, viaggiando, troverà variegate persone, a partire da un piccolo robottino, allo strampalato Crow, fino alla bella, ma ormai non più tra noi, Sai. Questi personaggi avranno all'incirca un compito da "Virgilio" per il nostro Seto. Lo accompagneranno, infatti, nelle varie aree del gioco, per evitare di farlo sentire solo, e per aiutare il giocatore a continuare nella storia.
Parte peculiare di questa storia non è tanto il fatto del dover ricercare altre persone, quanto più le grandi, enormi quantità di ricordi ed elementi ritrovabili, che aumentano la profondità del gioco, e spolverano un po' la ripetitività di fondo del titolo. I personaggi, ovviamente, sono ben caratterizzati, e hanno tutti una peculiarità che ci porterà a ricordare i loro caratteri e le loro particolarità anche a gioco finito.

Un Action RPG a metà
Ho deciso di chiamare la sezione gameplay "Un Action RPG a metà" per un motivo semplice e conciso. Questo gioco non è propriamente un Action RPG. Lo oserei definire un precursore dei giochi cinematici, anche se propriamente non lo è, dato l'anno di uscita. 
Il gameplay di Fragile Dreams consiste nella navigazione di aree sempre più grandi man mano che si va avanti nel gioco, con la costante ricerca di elementi aggiuntivi, oggetti pieni di ricordi che potranno poi essere letti vicino a un falò quando si andrà a salvare. Abbastanza convincente, l'esplorazione non riesce però a compensare la più grande pecca del gameplay: la ripetitività del sistema di combattimento. Tutto si svolge seguendo un sistema a turni in tempo reale, turni dettati dalle animazioni degli attacchi di Seto e dei suoi nemici. Tale cosa potrebbe non essere un problema, se non fosse che per la metà del tempo ci ritroveremo a dover aspettare che alcuni nemici mostrino il loro punto debole per poterlo colpire, e questo dilunga i combattimenti molto più di quanto dovrebbero in realtà durare. Mentre questa cosa può essere un problema marginale, quello del sistema delle armi non lo è. Le armi sono in tutto di 4 tipi: Verdi, Gialle, Rosse e Blu. Le Verdi sono le armi veloci e ad una mano, occupano solo due spazi nella borsa (disegnata e gestibile a mo' di Resident Evil) e sono a mio parere le migliori per infliggere tanti danni in poco tempo. Le armi gialle occupano 4 spazi a forma di L, sono considerevolmente più lente delle verdi e infliggono circa il doppio dei danni delle verdi. Le armi rosse occupano 3 spazi e sono armi lunghe come mazze, scope e retini, e colpiscono solo una certa area davanti a Seto, facendo si più danni, ma limitando considerevolmente lo spazio in cui il danno può essere fatto. Infine, le armi blu sono quelle a distanza, come archi, fionde e balestre, senza delle munizioni, ma che si usurano per prime, data la loro natura molto situazionale. Tra tutte queste armi, le più versatili nonché costose sono le verdi. Piccole, veloci e con una buona resistenza, saranno molto efficaci contro una buona parte dei nemici. Tutte le armi, poi, possono sopportare una certa quantità di usura, al termine della quale si rompono le armi, e saremo costretti a sostituirle andando a un fuoco o cambiando l'equipaggiamento nella borsa. Ed è questo, poi, l'altro grande problema: la mancanza di vere e proprie statistiche. Seto ha solo 2 statistiche: attacco e HP. Possono entrambe essere potenziate utilizzando degli strumenti particolari e molto costosi, ma ciò cambia solo l'output che può avere nei confronti dei nemici. I nemici, sempre e comunque, gli toglieranno la stessa quantità di vita, dipendentemente da che tipo di nemici siano. I menù del falò sono molto lenti, ma semplici da navigare. Nonostante ciò, però, questo porta molto spesso a fare molti avanti e indietro quando ci troveremo la valigia piena di oggetti misteriosi o di cose da vendere. Insomma, per ricapitolare: questo gioco è originale nel sistema di navigazione nell'ambiente, ma pecca pesantemente nel gameplay (molto lento e basato forzatamente su dei turni dettati dalle animazioni dei personaggi, oltre che dall'usura delle armi) e nella navigazione nei menù. Un sistema non esente da difetti, ma in fin dei conti piacevole, dato che, come abbiamo detto all'inizio, è un gioco guidato al 90% dalla trama e dai sentimenti che i personaggi mostrano nelle varie cutscenes di gioco.

Comandi
I comandi di Fragile sono molto semplicistici, anche se è necessario comprenderli bene nei primi momenti di gioco. Seto non è il più agile dei protagonisti: può infatti solo usare le armi e una torcia, comandata solitamente dal puntatore del telecomando. La telecamera viene comandata anche dal puntatore, e ciò rende virtualmente Fragile uno dei pochi giochi con la telecamera completamente libera su console Wii. Tramite la pressione del pulsante A, prolungata o meno, è possibile utilizzare le armi e attaccare, oppure utilizzare i giocattoli per fatti per attirarli a sé. I menù sono semplici da navigare, un po' lenti però nelle animazioni e caricamenti, ma è qualcosa di completamente superabile nel momento in cui ci si abitua. Tramite la pressione del tasto B si può iniziare a esaminare l'ambiente circostante in prima persona, zoommando col pulsante A. Infine, col pulsante C, è possibile inchinarsi per andare in posti stretti, anche se questo è un comando piuttosto situazionale, a mio parere non molto bene implementato nel gioco e molto marginale. 
Comparto tecnico
Purtroppo, anche il comparto tecnico non è esente da difetti. Un motore grafico piuttosto pulito per i tempi non giustifica il calo repentino di frame rate senza alcuna motivazione in momenti totalmente inaspettati, forse a causa del sistema di luci, sempre guidato dal giocatore e quindi dinamico. I modelli dei personaggi sono i migliori del gioco, in secondo piano ci sono quelli dei nemici, abbastanza curati di texture ed effetti particellari, non tanto come poligoni (molti nemici sono solamente dei recolor dei precedenti). Le voci giapponesi sono molto curate e adatte ai personaggi, così come la qualità della soundtrack è fantastica da ascoltare, sia nel gioco che fuori. un plauso, infine, va fatto non tanto alla qualità degli ambienti (si nota tantissimo lo sforzo degli sviluppatori nel creare aree vastissime usando una render distance quasi ignobile per un gioco del suo periodo, ma giustificabile per il lavoro fatto), quanto agli sfondi degli ambienti stessi e i setting di questi ultimi. Ci troveremo tante volte ad osservare la bellezza delle skybox fatte apposta per rappresentare la bellezza di un mondo in rovina, rappresentanti lune molto grandi e cieli tersi e quasi privi di nuvole. 

Commento finale
Fragile Dreams - Farewell ruins of the Moon, come già detto, è un gioco con tanti difetti, molti di questi non giustificabili, ma in qualche modo sorpassabili per dare un maggior focus alla trama e ai contenuti aggiuntivi consentiti dalla volontà del giocatore di scoprire l'ambiente e visitare ogni mappa da cima a fondo. E' un gioco molto introspettivo in tanti punti, pieno, stracolmo di sentimenti e malinconia, contornati però da quella lieve e dolce punta di speranza che porta il giocatore a finire il gioco intorno alle 15 ore. A gioco finito, probabilmente non avrete ancora ricevuto delle risposte ad alcune cose, ma internet, come sempre, riesce a salvare il gioco in corner dando spiegazioni razionali da parte degli sviluppatori per tappare i buchi presenti. Quindi, senza ulteriori indugi, possiamo dire che Fragile Dreams, prevalentemente e quasi solamente grazie alla trama, riesce a convincere e a rappresentare un buon tentativo a un gioco cinematico, smorzato però dalle limitazioni hardware della console, di cui, purtroppo, non possiamo lamentarci.

Voto finale: 7.

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