Akki Games! Capitolo 22 - Bioshock Infinite (PC)


E siamo finalmente arrivati all'ultima parte della trilogia dei Bioshock.
Prodotto nel 2013 dalla Irrational Games aiutata dalla 2K Games, Bioshock Infinite
si presenta come un gioco molto diverso dai suoi predecessori.
Sarà al livello dei precedenti? O sarà anche meglio?

La trama
Impersoniamo Booker DeWitt, un investigatore privato a cui è stato affibbiato un compito particolare per eliminare tutti i debiti che ha accumulato scommettendo e giocando d'azzardo: deve trovare una ragazza su una città sospesa nel cielo, chiamata Columbia. In questo gioco avremo per la prima volta nella serie un personaggio con una mentalità propria, le cui azioni verranno guidate dal seguito degli eventi. Ad aggiungere "diversità" a questo nuovo Bioshock è la costante presenza di questa misteriosa ragazza, Elizabeth, che una volta incontrata ci porteremo appresso fino alla fine del gioco. Elizabeth sarà capace di aprire dei misteriosi "cancelli" per altre zone, chiamati "tear". Da quello che risulta però essere un normale viaggio per salvare questa ragazza (come molti film ci hanno insegnato), tutti gli eventi si infittiranno e intrecceranno per diventare parte di qualcosa di più grande, fino all'apice rappresentato dal finale (che io personalmente non ho assolutamente capito).

Gameplay
Il Gameplay di Bioshock Infinite cambia alcune cose ritrovate nei precedenti titoli, togliendo quasi tutti i punti di forza della trilogia. I Plasmidi non esistono più, si chiamano Vigor e possono solo essere portati 2 alla volta, mentre le armi, quasi tutte uguali e prive di qualsivoglia caratteristica peculiare, possono essere portate anch'esse 2 alla volta, per dare un senso più realistico alla quantità di cose che possono essere portate. Realismo che decade nel momento esatto in cui vediamo che possono essere portati appresso una moltitudine quasi infinita di munizioni di altre armi, insieme agli audio - diari. In aggiunta, tutta la componente di esplorazione è quasi del tutto assente in questo Bioshock. Certo, i diari ci sono ancora, ma l'hacking non c'è, e questo elimina la possibilità a noi giocatori di prendere il controllo permanente di elementi dell'ambiente automatizzati. Il gameplay, come si può facilmente intuire, non è più concentrato sulla meccanica che include l'utilizzo sia di Plasmidi (o Vigor che dir si voglia) che di armi, ma quasi puramente sulle armi e sullo "spara-spara". Verso la fine del gioco, infatti, diventeremo in qualsiasi modo dei veri e propri carri armati, capaci di reggere davvero molti danni grazie ai vari upgrade di vita, scudo e sale che troveremo dappertutto nelle ambientazioni. Questa cosa ci porterà tantissime volte a non giocare con criterio e a letteralmente buttarci nell'azione senza neanche ricevere troppi danni. L'intelligenza artificiale di questi nemici, infatti, è abbastanza stupida, e si concentra solo sullo spararti senza sosta, senza trovare una valida copertura in grado di portarti a giocare più con criterio e lontano dalle linee di fuoco nemiche. L'aggiunta di Elizabeth poi facilità di molto le cose: quando ti mancano munizioni, sali, energia, o addirittura soldi, lei sarà quasi sempre pronta a lanciarti una scorta, prolungando il tuo tempo di "invincibilità". Insomma, è proprio il caso di dirlo: Booker è il Rambo del 1912. 
Altra cosa che mi ha spiacevolmente colpito è stata la blanda presenza di upgrade per rendere le armi davvero più forti. Data la natura intercambiabile delle armi, tali upgrade sono molto meno visibili, e sono addirittura non necessari per andare avanti nel gioco, infatti, anche tenendo in mano mitragliatrice e fucile è possibile andare tranquillamente avanti nel gioco senza neanche troppi problemi, data la enorme presenza di munizioni sul campo, insieme alla quasi infinita possibilità di recupero dell'energia. 

Comparto tecnico
Se il gameplay può ritenersi direttamente devastato, il comparto grafico porta alcuni buoni accorgimenti, con una qualità davvero alta e piacevole, oltre che una grande quantità di elementi su schermo presenti e possibili da gestire contemporaneamente. Lo stile cartoonesco di discosta moltissimo dai precedenti capitoli incentrati sullo stile Steampunk, ma non per questo può essere definito di fattura peggiore. Insieme all'ottima grafica sono presenti soundtrack decenti, anche se molte di queste si ripetono, e non arrivano assolutamente alla qualità e quantità di Bioshock 2. Lip synch ed espressività dei personaggi, oltre che doppiaggio, sono ancora una volta davvero buoni, ma questo non solleva il gioco da un punto di stallo drammatico da cui non sembra rialzarsi.

Commento finale
Bioshock Infinite è la pecora nera della trilogia. E' un gioco che non c'entra assolutamente niente coi precedenti titoli, stravolge il gameplay e lo rende blando e mediocre, non è assolutamente difficile, e per giunta ha una enorme quantità di scene scriptate che portano il giocatore a concentrarsi molto di più sulla trama e sullo stile grafico, piuttosto che sul gameplay. Ma vi dirò una cosa, questo tentativo di concentrare tutto sulla trama è SBAGLIATO, perché non solo chi ha un attimo per pensare capisce che sono presenti numerosissimi buchi nella trama, ma quella stessa persona non si sarà divertita, e quella mancanza di divertimento si trasformerà ben presto in noia, portando quindi Bioshock infinite a diventare un banale shooter dal finale confusionario e inutilmente clusterfuck. Mi dispiace di avervi tenuto così tanto tempo su questa recensione, ma questo titolo è quello che ho descritto qui sopra, un gioco confusionario che prova con forza a sembrare qualcosa che non può essere, dal momento che ogni cosa presente in quel gioco è un paradosso e non ha senso di esistere dal primo momento in cui appare.

Voto finale: 6


Commenti

Post popolari in questo blog

RECENSIONE FILM: Your Name

Akki Games! Capitolo 53 - Sonic Unleashed (PS3)

Akki Games! Capitolo 57 - Assassin's Creed Rogue (PS3)