Akki Games! Capitolo 90 - Rayman 2: The Great Escape (PS1 - 1999)

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Salve a tutti ragazzi e ragazze, e bentornati tra le righe di Akio's World!
Dunque... l'ultima volta abbiamo parlato dell'ultimo capitolo tridimensionale della serie di Rayman, denominato "Hoodlum Havoc", che aveva un vibe piuttosto distinto nel suo genere. Stavolta, invece di fare un passo avanti, ne facciamo uno indietro. Parleremo di "Rayman 2: The Great Escape"!

Prima di cominciare ho da fare una confessione: possiedo questo gioco sia su DS che su PS1 e PS2 (la versione Revolution), ma non ricordo di averlo mai finito, né i livelli che si trovano al suo interno, quindi questa sarà un po' un'esperienza in territori inesplorati, per me. 




Sinossi
Un monologo della fata Ly che parla a noi come se fossimo già Rayman ci spiega cosa è successo da quando è stato misteriosamente catturato da un gruppo di cattivoni chiamati "pirati": tutto è diventato "un pianeta di angoscia e dolore, infestato dal male", a detta della fata. Non solo …

RECENSIONE ANIME: Kill la Kill


Dopo grandi anime del calibro di "Tengen Toppa Gurren Lagann", non si è sentito moltissimo parlare della Gainax,a parte lo sporadico Panty and Stocking. Siamo venuti poi a conoscenza del fatto che lo studio facente parte della Gainax si è separato da quest'ultima, diventando poi quello che oggi è conosciuto come lo Studio Trigger. Dopo un po' di tempo, nel 2013, ecco che esce la prima puntata di qualcosa di inaspettato: un anime chiamato Kill la Kill. Sarà all'altezza dei suoi predecessori? O sarà un flop?

La trama
La trama di quest'anime è davvero semplicistica: una enorme città - scuola, comandata da una dittatrice, ha composto nel tempo una gerarchia basata sul grado in stelline disegnato sulle varie divise scolastiche. Quest'ultime hanno dei poteri, che vanno in crescendo da una a tre stelle. Conosceremo fin da subito la nostra protagonista, una ragazza burbera chiamata Matoi Ryuuko, che per qualche motivo ce l'ha a morte con la presidentessa del consiglio studentesco, Kiryuin Satsuki. Lo sviluppo dell'anime sarà prevalentemente incentrato sui combattimenti, e sul fatto che Ryuuko vuole sapere senza mezzi termini chi sia stato ad ammazzare suo padre. Nel corso del tempo, Ryuuko potrà avere accesso all'abito sacro Senketsu, che si rivelerà anche essere un personaggio molto importante, e molto più potente delle sopracitate ultradivise a stelle. Da questo punto in poi, la trama si suddividerà in due parti, un po' come Gurren Lagann: nella prima parte vedremo una serie di combattimenti senza reale capo né coda, nella seconda scopriremo le vere intenzioni del "cattivo" per combattere insieme al main character un cattivo ancora più grande. Pur non essendo molto banale, la trama ha una certa carenza di coinvolgimento, che si presenta ottimo nelle prime puntate, ma che va scemando orribilmente in quelle successive, con una serie di piccoli buchi nella trama che fanno storcere il naso agli osservatori più attenti. I personaggi, invece, sono tanti e hanno un buono screen time (tempo di apparizione sullo schermo), ben diluito per ciascuno, ma nei grossi limiti di un fighting anime. Ciònonostante, si può dire senza problemi che il cast è molto ispirato, e pieno di vari caratteri, differenti l'uno dall'altro. 

Comparto tecnico
Dal punto di vista tecnico, Kill la Kill è molto altalenante: alcuni episodi hanno uno stile grafico e d'animazione molto curato, altri invece sembrano fatti senza ispirazione e di fretta. Dall'altra parte, invece, troviamo delle perfette soundtrack, composte da Hiroyuki Sawano, ottime per tutti i momenti dell'anime e mai fuori posto. Opening ed ending sono anche molto belle, e abbastanza ispirate all'anime. Per quanto concerne invece il doppiaggio, non c'è nulla davvero da dire. Gli attori sono stati bravissimi a rendere il carattere dei personaggi che impersonano, e l'hanno fatto nel migliore dei modi.

Commento finale
Kill la Kill è un anime che parte in quarta con enormi pretese, ma che non riesce a mantenerle nella loro interezza a causa della estrema volontà degli sviluppatori di fare qualcosa di troppo grande. Nonostante ciò, però, non si può negare il buon lavoro svolto dalla Trigger, che con qualche sbavatura è riuscita a confezionare un prodotto di gran lunga passabile. Non si allontana troppo da un normale Shonen, anzi, rimane abbastanza sullo standard, soprattutto dopo la visione del finale, che è si molto bello, ma contemporaneamente nulla di inaspettato. E', infatti, anche la componente "colpo di scena", una delle piccole carenze di questa produzione. Lo consiglio? Si, ma sinceramente, se dovessi consigliare un anime dello stesso studio, guarderei un po' indietro nel tempo e consiglierei l'ottimo Gurren Lagann, senza alcun rimorso.
Voto finale: 8.

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