Akki Games! Gravity Rush


Gravity Rush è un titolo di lineup prodotto per Playstation Vita nel 2012 da Japan Studio. Caratteristica peculiare di questo gioco è  proprio la sua meccanica, caratterizzata dallo sfruttamento della gravità a proprio vantaggio. Ma può solo questo essere uno dei punti di forza del gioco? Scopriamolo insieme.

Trama
Conosciamo una ragazza senza nome, che  ha dimenticato il motivo per cui si trovi in quella strana città nominata Hekesville. Si troverà vicino a uno strano gatto, che le darà la possibilità di comandare la gravità. E’, però, da questo momento, che la trama inizia a disperdersi per poi riguadagnare una sorta di conclusione intorno al capitolo 16 del gioco. Fino a questo capitolo, infatti, la protagonista (poi nominata Kat) si troverà contro un nemico figurato, rappresentato da una ragazza simile a lei, ma contro di lei, chiamata Raven. A parte questo, e a parte il fatto che venga dato un nome anche alla “razza” che rappresenta Kat (le Shifter, ragazze capaci di comandare la gravità a proprio piacimento, di qui il nome del titolo “Gravity Rush”), non c’è davvero niente di più, a parte la conclusione, a mio parere davvero troppo affrettata.
Gameplay
Dal punto di vista di comandi, ci ritroviamo a comandare una ragazza capace di sconvolgere tutte le leggi della fisica semplicemente tramite la pressione del tasto dorsale “R”. Mappati, poi, sul pulsante Quadrato l’attacco standard, e sul pulsante X il salto, i comandi si concludono nel tentativo di concatenare più mosse possibili, abbinando i calci della ragazza ai suoi poteri.  Ad aggiungersi, però, c’è anche il tentativo degli sviluppatori di utilizzare il giroscopio della console per gestire, in abbinamento alla levetta analogica destra, la visuale in prima persona o nel momento in cui il personaggio si trova a mezz’aria. I problemi, però, sorgono proprio qui: Mentre il giroscopio può sembrare un’ottima trovata, è si originale, ma anche molto confusionaria, dato che provoca, il 90% delle volte, un grave disturbo a livello di telecamera, che turbinando, non da una chiara visione dell’azione. Un’altra nota di demerito va anche alla scarsa possibilità di comandare il personaggio a piedi. Kat, infatti, se non è a mezz’aria, è molto imprecisa da comandare a causa di salti poco realistici compiuti dalla ragazza, e a causa dell’alta imprecisione degli attacchi, che si limitano a un semplice calcio a mezz’aria (o a una serie di poteri trovati solo in momenti successivi).
Per dare al giocatore la massima possibilità di personalizzazione, Japan Studio ha pensato di creare un sistema di “esperienza”, attribuita alle gemme raccolte nel gioco: utilizzandole, infatti, è possibile potenziare i già particolari poteri di Kat.



Comparto tecnico
Dal punto di vista grafico, ci sono alti e bassi: l’alta qualità degli shader e l’espressività dei personaggi non nasconde la scarsa qualità di alcune textures, che più di una volta “sgranano” in modo abbastanza fastidioso, dimostrando una scarsa cura a livello di ambienti e texture 2D. Ciò non è giustificato, dato che altri giochi usciti a ridosso dell’uscita della console sono riusciti a comporre un’ottima atmosfera (es. Littlebigplanet). Ad aggiungersi vi è anche un effetto di popup, provocato dalla scarsa velocità di calcolo della console e dalle limitazioni del gioco stesso.
Dal punto di vista sonoro, ritroviamo ottime tracce in strumentale, che però tendono a ripetersi, data la durata ridotta delle tracce. Ad aggiungersi c’è anche un fastidio di fondo. La voce di Kat è stata scelta per fare due cose: parlare una lingua sconosciuta (che in qualche modo suona come un francese misto a un giapponese, risultando abbastanza stupido come risultato) e urlare come un’ossessa per qualsiasi, e dico, QUALSIASI cosa.

Commento finale
Tiriamo le somme:  Gravity Rush lascia la possibilità di un seguito, e ciò per me è un lato positivo, dato che Japan Studio dimostra di voler migliorare il brand promuovendolo in tutti i modi grazie all’aiuto di Sony.  Controlli imprecisi, telecamera confusionaria, storia dispersiva e scelte di sonoro molto contestabili contornano uno dei “masterpiece” di PS Vita, che, pensandoci due volte, si presenta con ottime premesse, ma va rapidamente decadendo a causa dei suddetti problemi.

Voto Finale: 6

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