lunedì 25 febbraio 2013

Akki Games! Capitolo 12 - Metal Gear Rising: Revengeance


In un mondo in cui i videogiochi sono ormai diventati tutti uguali, Konami alza la testa e urla a pieni polmoni la sua diversità rispetto alle altre case produttrici. Ne abbiamo la prova oggi con il nuovissimo capitolo della saga di Metal Gear, per l'occasione associato ai due termini "Rising" e "Revengeance". Prima di addentrarci con la recensione, parliamo un po' di storia.

Indietro nel tempo...
Era il lontano 2010, anno in cui, per la prima volta, il caposaldo della Konami decise di "tradire" la Sony, presentandosi sul palco della conferenza Microsoft, e annunciando un nuovo titolo della serie, ma stavolta Multipiattaforma. Il titolo, a quel tempo, aveva un nome piuttosto sommario. Si chiamava semplicemente "Metal Gear Solid: Rising", e mostrava grandissime potenzialità, dando la possibilità di comandare il tanto discusso personaggio della saga di Metal Gear, Raiden. Rising si posizionava, dal punto di vista cronologico, tra Metal Gear Solid 2 e 4, per mostrare al pubblico cosa accadde in quel lasso di tempo e come fece Raiden a trasformarsi in un Cyborg. Presentando all'inizio molti elementi che ricostruivano le situazioni dell'ormai anziano Metal Gear Solid 4, Rising presentava ottime premesse. Dopo quell'E3, però, le informazioni di Rising iniziarono a trapelare sempre meno, tanto che per un periodo se ne perse quasi completamente traccia. Ma eccoci, circa 2 anni dopo, che Rising ritorna sotto una luce nuova, che lascia molta gente con il naso arricciato: Rising è ora un Sequel di Metal Gear Solid 4, presentando una serie di situazioni quasi del tutto cambiate. I soldati sono ora Cyborg, e ci troviamo 3 anni dopo la distruzione dei patriots. Altra cosa particolare è il passaggio della programmazione del gioco alla casa editrice che produsse Bayonetta, Platinum Games. Ottimi produttori, verrebbe da dire. Detto questo, guardiamo insieme le caratteristiche di questo nuovo Rising.

La Trama
Amanti di Metal Gear Solid, se vi aspettate una trama stra complessa con tanti colpi di scena, dovete ricredervi: Metal Gear Rising si sviluppa in modo molto lineare. Possiamo dividere l'arco temporale del gioco in due parti: la prima, in cui vediamo Raiden che scopre una nuova fazione di terroristi, i Desperado, e tenta di sopprimerli, dato che per un qualche oscuro motivo, hanno rapito e ucciso il presidente dell'Africa. Sfortunatamente, però, Raiden viene sconfitto, e perde un occhio in un combattimento con quella che sarà la sua nemesi nei successivi momenti di gioco: Sam. Dopo questo rapido input, avremo modo di prendere confidenza con il nuovo Raiden, che dovrà ritrovare i Desperado, trovandosi a capo di una PMC, e dovrà fermare i loro piani malvagi, che non sto qui a raccontarvi, o spoilererei praticamente tutto il gioco. Quello che mi lascia perplesso è non tanto il piattume della trama, quanto lapoca chiarezza delle situazioni, che danno più spazio alla mentalità di Raiden, che vuole liberare la sua rabbia, e meno spazio alla trama in sè. Certamente, però, è importante dire che questo capitolo fungerà sicuramente da input per un futuro seguito, già anticipato dal finale del gioco.

Gameplay
Il gameplay di Rising è forse uno dei più originali che abbia mai visto in un gioco action. Come nei giochi classici, gli attacchi sono assegnati ai tasti quadrato e triangolo (per Xbox X e Y), come il salto è assegnato alla X (A per Xbox). Curiose aggiunte sono: la Blade Mode, che avviene attraverso il rallentamento del tempo dovuto all'aumento di concentrazione di Raiden, e che ci dà la possibilità di tagliare con precisione nei punti da noi prescelti. E' caratteristico proprio l'uso della Blade Mode: avviene tenendo premuto L1, mentre per fare i tagli basterà dirigere lo stick analogico destro nella direzione verso cui vogliamo compiere il taglio. Se all'inizio può sembrare un po' difficile da integrare al gameplay, pian piano si può utilizzare in modo molto veloce. E' utile dire che questa modalità è a dir poco essenziale per Raiden, dato che, ogni volta che taglieremo un nemico in un certo punto evidenziato da un quadrato Rosso, potremo estrarre i suoi fluidi e assorbirli per recuperare energia e barra di concentrazione. La barra di concentrazione è stata implementata per evitare che la Blade mode durasse troppo, e quando è piena può darci la possibilità di far scaturire una modalità berserk, ma solo nelle sezioni più avanzate del gioco, chiamata "Jack The Ripper Mode". Il nome lascia ben intendere. Altro implemento curioso è la corsa ninja, che facilita i punti in cui dobbiamo fuggire da delle esplosioni, o dobbiamo correre per lunghi tratti. Per quando riguarda la difesa, questa è stata introdotta in un modo molto curioso: bisogna puntare l'analogico sinistro nella direzione dell'attacco, e premere il tasto di attacco leggero poco prima che il colpo vada a segno, ma badate, non tutti gli attacchi possono essere parati, ed è proprio premura del videogiocatore quella di capire quando parare o fuggire. Molto bello è anche l'implemento dei potenziamenti: un po' come accadeva in Metal Gear Solid 4, il negozio di personalizzazione ci dà la possibilità di personalizzare spade e comprare altre armi, oltre che aggiornare i firmware di Raiden e comprare nuove combo e costumi.

Grafica e Sonoro
... c'è una cosa che non si può sindacare di questo gioco: il comparto tecnico. Nonostante la grafica presenti qualche texture datata, il punto forte di questo motore grafico è una grande stabilità di FPS, grande espressività dei personaggi e bellissimi effetti particellari, che senza fare troppi complimenti, costellano i momenti di gioco, rendendoli più gradevoli. Dal punto di vista Sonoro, questo gioco ha talento da vendere: temi rockeggianti mischiati a suoni elettronici, contornati da una voce forte e decisa, aiutano il giocatore ad avere una carica in più e a non arrendersi mai, nemmeno quando le situazioni sembrano troppo difficili da mantenere. 

Longevità e difficoltà
La longevità è il punto debole di questo titolo: dura poco più di 6 ore a difficoltà normale (o almeno, io l'ho fatto durare solo 6 ore!), di cui almeno 3 sono sfruttate per combattere contro i boss. Ed ecco che passiamo alla difficoltà: questo gioco dà al giocatore una sensazione di onnipotenza fin dall'inizio, lasciandola decadere ogni qualvolta ci approcciamo a un boss, che è puntualmente più forte di noi, e ci farà sudare ben più delle classiche 7 camicie per sconfiggerlo. I più tosti sono senz'altro gli ultimi due, che non sto a dirvi chi sono, ma che hanno un range di attacco e una potenza molto elevata. Ben più di una volta mi sono trovato io stesso a imprecare davanti allo schermo. E' la prima volta nella mia vita che ho lanciato un controller per terra dalla rabbia per colpa dei boss quasi del tutto impossibili se non si studia una tattica ben precisa e puntigliosa.

Commento Finale
Rising, un po' come fece Bayonetta, non è per niente un titolo per tutti: è per chi è interessato a un buon action e per chi è curioso di vedere il seguito della serie di Metal Gear. Nonostante la durata molto ristretta di ore giocabili, posso senz'altro dire che è un acquisto da fare per tutti gli amanti del genere e della serie, ma 70 euro sono sicuramente troppi per un gioco così corto.
Voto Finale: 9




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