Un tempo catturavo scimmie!

Salve a tutti ragazzi, qui è il vostro Akki che vi scrive! Oggi volevo scrivere un articolo leggermente atipico.
Recentemente ho avuto modo di vedere parecchi video di glitch di videogames, nonchè di retrospective (Per chi non lo sapesse, retrospective sta per "retrospettiva", una ricapitolazione che si fa riguardante giochi, libri o anime che sono usciti in varie serie. Ciò naturalmente non si limita solo a questi 3  campi.). In particolare ho avuto modo di vedere la retrospective di Tomb Raider, e durante la visione mi è venuto in mente un gioco che ha bisogno, e dico, HA bisogno di una retrospective. Non ha bisogno solo di questo, ha anche bisogno di essere ricordato come IL gioco per Playstation per eccellenza. E' sempre rimasto un'esclusiva playstation, ma non molti hanno dato l'attenzione adeguata a questo masterpiece. Partiamo da come ho conosciuto questo gioco.

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Ero a casa di mia zia per una domenica invernale. In quel periodo ero molto piccolo, avevo a malapena 4 o 5 anni, ed ero fortunato ad avere una console. I miei cugini, i figli di mia zia, avevano una delle prime playstation (dette à la farenz "tarocche"), la playstation uno Fat. Era pomeriggio, e tutti dormivano. Ero mediamente annoiato, visto che non mi ero portato niente da casa, ed ero l'unico ragazzino. Si sa quanto può essere limitante non avere nulla da fare se si è piccoli in una casa in cui non ci sono nè giochi nè modi per divertirsi. Però accadde: uno dei miei cugini mi fece la fatidica domanda: "vuoi giocare un po' alla playstation? puoi decidere il gioco se vuoi!". Io senza indugi accettai, e mi ritrovai tra le mani una tonnellata di giochi per Playstation uno. Mentre mio cugino sistemava la console, io gironzolavo con lo sguardo tra i mille giochi disponibili. Quel pomeriggio provai tantissimi giochi, tra cui Abe's Oddworld, Mortal Kombat e Tekken 3. Dopo un po', il mio sguardo cadde su un gioco... Ape Escape. Chiesi interessato a mio cugino cosa fosse, e lui mi spiegò che per giocarci bisognava usare le levette analogiche, che non avevo mai usato, e che sarebbe stato difficile giocarci con tranquillità e naturalezza. Non mi arresi e ci giocai. Fu subito amore: il ragazzino di nome Spike si muoveva con velocità seguendo i miei ordini, e pareva un po' impacciato quando usavo un gadget come la spada o la rete.
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Qualche tempo dopo, i miei cugini mi regalarono Ape escape.

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Ok, dopo questo flashback, possiamo passare al punto centrale dell'articolo: la retrospective.

Ape Escape è un videogioco d'azione prodotto nel 1999 dalla SCEI, il primo videogioco ad usufruire delle nuove levette analogiche, che fino a quel momento non erano nemmeno immaginate implementate sul controller. La Sony diede carta bianca, e la SCEI fu libera di creare il gioco basandosi su questi nuovi supplementi del controller PSOne.
Cronologicamente, i giochi usciti sono circa 9 o 10, e solo poco più della metà sono usciti dal territorio nipponico.



Ape Escape (PSX)
Il primo capitolo della serie, il prologo di questo vasto mondo che è Ape Escape. Il plot è semplice: una scimmia albina di un circo trova casualmente un casco in grado di conferire un boost di intelligenza agli animali, e dopo averlo indossato, riesce a rubarne altri per darli ad altre scimmie dallo zoo della città. Le scimmie, quindi, si ribellano al mondo, e sarà compito di alcuni amici del professore che ha creato il casco di riprendere tutte le scimmie e di rimandarle allo zoo. Ma c'è un ma: l'amico di Spike (il protagonista), Buzz, viene preso come ostaggio e comandato da Specter, la scimmia albina, diventando così, da miglior amico, peggior nemico di Spike. E' quindi così che l'avventura comincia, e Spike dovrà muoversi nel tempo dal cretaceo per riprendere le varie scimmie capitate nella macchina del tempo del professore con strambi gadget.
Questo fu il capitolo centrale, nonchè il più originale della serie. Il pubblico dapprima rimase confuso dall'aggiunta degli analogici, ma in molti apprezzarono l'aggiunta. Fu così che Ape Escape diventò una delle icone della Playstation, insieme ad altri titoli del calibro di Crash Bandicoot, Spyro e Lara Croft.


Ape Escape 2 (PS2)
Fu nel 2003, ben 4 anni dopo dall'uscita di Ape Escape, che SCEI decise di fare il seguito tanto atteso dai fan del brand: fu così che nacque con lo stesso concetto di base Ape Escape 2. Stavolta però fecero il loro ingresso 5 boss aggiuntivi, ognuno con la sua personale peculiarità, che avrebbero dato da torcere al nuovo protagonista, il cugino di Spike, Hikaru. Una particolarità di questo gioco sta nel cambio di nomi che venne applicato ai personaggi: tanto per fare un esempio, Spike diventò Kakeru (il suo nome originale), Katie diventò Natsumi, Professor diventò professore e Casi diventò Charu. Un'altra particolarità sta nel fatto che il personaggio di Charu non apparve oltre che in Ape Escape 1 ed Ape Escape P, rimanendo quindi una mera icona indicatrice di quante scimmie si trovassero in ogni livello del primo Ape Escape. E' anche vero, però, che i personaggi "scomparsi" come Charu e Buzz rimasero nelle strisce - manga trovabili nei bonus di gioco. Il secondo capitolo fu molto apprezzato dal pubblico, soprattutto per la piacevole aggiunta di rigiocare il gioco con Kakeru al posto di Hikaru, e con tutti i gadget sbloccati.


Ape Escape 3 (PS2)
2 Anni dopo, nel 2005, uscì insieme ad Ape Escape P (di cui parleremo dopo) il seguito di Ape Escape 1 e 2, il 3, in cui degli amici di Kakeru ed Hikaru vengono incaricati di catturare le scimmie che stanno monopolizzando il mondo grazie alla televisione. Per la prima volta nella storia della serie il giocatore potrà decidere se giocare nei panni di un maschio o di una femmina, e potrà soprattutto usufruire della peculiarità più importante di questo terzo capitolo: la possibilità di trasformarsi! Il nostro eroe o la nostra eroina avrà la possibilità di trasformarsi man mano che procede nei livelli che ricalcano vari set cinematografici. Potremo decidere di catturare le scimmie disegnando delle antiche rune sul terreno nei panni di un cavaliere, o di catturarle grazie a due sosia grazie alle nostre tecniche ninja. Una sensibile aggiunta fu anche quella del Cinema per scimmie, in cui potremo registrare brevi filmati di 15 secondi in cui le scimmie faranno ciò che vogliamo che facciano sul set, con tanto di sottotitoli! Anche i minigiochi sono cambiati: il più rilevante è Mesal Gear Solid, che fa il verso a Metal Gear Solid aggiungendo come Easter Egg Big Boss alla fine del minigioco.

Dopo questo capitolo, la serie di Ape Escape centrale è "volta al termine", lasciando spazio a spin off di vario genere. Il motivo di questa scelta non è ancora molto chiaro, e i giochi usciti dopo Ape Escape 3 sono molteplici. Vediamoli insieme.


Ape Escape Pumped And Primed (PS2)
Allontanandosi dal genere "avventura", Ape Escape si avvicina ai Party Game, facendo risultare questo gioco molto simile a Mario Party. Lo stile, da come si può notare, è realmente cambiato, risultando meno tridimensionale e più cartoonesco. Il gioco non arrivò mai in Europa. Cronologicamente fu addirittura prodotto prima del 3° capitolo, nel 2004.


Ape Escape Million Monkeys (PS2)
Ritornando sul normale stile della serie, Ape Escape Million Monkeys si differenzia dal filone principale sotto vari aspetti: il gioco è composto da varie missioni dedite a liberare la città dalle scimmie, che stavolta si trovano a bordo di veicoli militari. Invece di comandare un solo personaggio, però, potremo comandarne molteplici, inclusi Specter e Charu, quest'ultima riapparsa dopo la scomparsa da Ape Escape 1. A differenza dai 3 Ape Escape principali, in questo Ape Escape ci si impronta più sull'azione, e i personaggi cambiano drasticamente aspetto, per colpa del cambiamento di motore grafico, simile a Pumped and Primed.

Nel contempo, la serie stava facendo il suo debutto su PSP, con vari titoli. Vediamoli insieme.


Ape Academy 1 & 2 (PSP)
Facendo completamente sparire i personaggi umani della serie, nel 2005 la SCEI decide di fare il passo più lungo della gamba, confezionando uno spin off con sole scimmie protagoniste, e 5 stage da completare impersonando una scimmia in particolare, che gioca i minigiochi più strambi al fine di superare le varie lezioni coi "maestri", i 5 boss di Ape Escape 2 e 3. Insieme ai minigiochi, sono disponibili anche versioni digitalizzate di alcune statuette di scimmie e boss, da scambiare ad hoc con amici. Qualche anno dopo uscì il seguito di questo capitolo, che mantenne quasi invariato lo stile di gioco, ma aggiunse diverse innovazioni con un sistema di carte collezionabili.


Ape Escape P (PSP)
Per festeggiare l'uscita della nuova PSP, nel 2005 la casa editrice Hand entrò in società con la SCEI per produrre il remake del primo Ape Escape. A differenza del primo capitolo per PSX, in questo remake mancano i tasti dorsali R2 ed L2 e il secondo analogico, che hanno limitato di parecchio i comandi. Fortunatamente, il gioco si riesce a salvare grazie alla enorme quantità di minigiochi e grazie all'incremento grafico non da poco. Il nome di Kakeru è tornato Spike, mentre Buzz è diventato Jake.



Ape Quest (PSP)
Facendo il verso a Dragon Quest, ecco che nasce Ape Quest, un gioco RPG in cui spariscono ancora una volta i personaggi umani, lasciando largo spazio alle scimmie in un mondo RPG in cui contano il farming e la trama. E' diventato quasi subito un PSP Essential (l'equivalente di un gioco Platinum).

Ci sono tanti altri giochi del franchise di Ape Escape, come ad esempio Pipo Saru 2001, in cui il compito di Spike era quello di riprendere con un aspirapolvere i pantaloni delle scimmie, Ape Escape Racing, che uscì per PSP , Ape Escape Saru Saru Daisakusen per PSP, ed Eye Toy Monkey mania. La particolarità però di questi primi tre titoli è che non sono mai usciti all'infuori del Giappone, forse perchè troppo scalmanati o in qualche modo offendevano il pubblico dei videogiocatori. Non è stato nemmeno citato Ape Escape Move, uscito ultimamente per Playstation 3, ma che non mantiene il grado "avventuroso" della vicenda.

C'è poco da dire: Ape Escape è un brand amato praticamente da tutti. I migliori capitoli sono stati i primi 3, mentre gli altri sono puramente commerciali. Insomma, la SCEI si è comportata come un cane che si morde la coda, creando titoli di qualità bassa e dal poco spessore. Ma si sa, i capitoli che resteranno sempre nel cuore del giocatore saranno i primi, quei capitoli in cui noi ragazzini impersonavamo un ragazzino grande quanto noi per andare in un mondo enorme, per catturare delle scimmie, e combattere contro qualcosa più grande di noi.

Tirando le somme: Ape Escape è un grandissimo franchise, amato da tantissima gente. La SCEI ha prodotto un botto di giochi, ma solo alcuni hanno mantenuto il genere "avventura" che ha fatto innamorare i primi videogiocatori che magari come me, hanno scoperto questo gioco per caso. Ciò che conta comunque è che Ape Escape è un gioco scalmanato e fuori le righe, ed è questo che fa innamorare i giocatori di questa serie. In attesa di un futuro capitolo di questa serie, non possiamo far altro che.. Tornare a caccia di scimmie!

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