venerdì 14 settembre 2012

RECENSIONE ANIME: Gosick



Gosick è un anime di tipo investigativo – drama prodotto nel 2011 dallo studio Bones.
La trama
Senza troppi indugi e chiacchiere, passiamo alla trama. 1924: qualche tempo dopo la prima guerra mondiale, si consolida un nuovo stato, posto tra l’Italia e la Francia, Saubreme, sede di una delle più prestigiose accademie del mondo, che raccoglie studenti provenienti da altri stati ai fini di compiere scambi e gemellaggi. E’ proprio qui che conosceremo il nostro protagonista, il Giapponese Kujo Kazuya, che dopo essersi presentato a tutti, guadagna il colorito appellativo di “Dio nero della morte primaverile”, a causa del colore dei suoi capelli e del periodo in cui si è trasferito nella scuola. Non avendo nessun amico, Kujo gironzolerà per un po’ nell’accademia, finchè non capiterà nella biblioteca, una enorme torre alla cui sommità si trova uno splendido giardino botanico. Questo giardino è frequentato dalla co-protagonista, Victorique (letto Victorica), una curiosa ragazza dalla mente acuta. Ed è proprio dal loro incontro che comincerà una delle avventure meglio strutturate del 2011 in campo di anime. La produzione sarà costellata di vari casi, tutti collegati fra loro e con un unico scopo: quello di far quadrare il caso finale, quello che deciderà le sorti dell’anime. Tutti i vari casi sono stati ben congegnati, e forzano lo spettatore ad aprire gli occhi ad ogni particolare. Anche se alcuni sono fin troppo facilitati, poiché danno fin da subito una chiara visione della tesi finale, il livello di difficoltà rimane piuttosto standard e mai troppo banale. I personaggi secondari sono ridotti praticamente all’osso e all’essenziale, e pochi hanno uno spessore caratteriale ben congegnato. Ciò però è compensato dal carisma e dal carattere forte di Kujo e di Victorique, che si allontanano dallo stereotipo di “servo e governante” per avvicinarsi di più a quello che si può dire “rapporto d’amicizia” (che poi amicizia non è, ma fate finta di non aver letto). Incredibile è inoltre la dose di immedesimazione che viene inculcata nello spettatore: più volte ci troveremo a sorridere a un particolare avvenimento o ad innervosirci per colpa di una ingiustizia.

Lato tecnico
Dal punto di vista grafico, notiamo uno stile veramente brillante: minimalista per quanto riguarda i personaggi, veramente curato per quanto riguarda i fondali ed i vestiti, sempre ricercati e mai banali, che saltano subito all’occhio dello spettatore. Le animazioni, inoltre, sono qualcosa di veramente ben riuscito: ricalcando lo stile dello studio Deen, almeno per quanto riguarda le espressioni terrorizzate, lo stile Bones rende un’ottima espressività ai personaggi, come anche movimenti veramente molto fluidi e mai meccanici. Osservando inoltre la quantità e la qualità delle soundtrack, possiamo dire che gli accompagnamenti sono anch’essi ben mirati, ottimi in tutte le situazioni, anche quelle più concitate. La opening e le due ending, inoltre, sono fatte in un ottimo modo, non banali e ben mirate.

Commento finale
Gosick è un anime del tipo “o lo ami, o lo odi”. Ha uno sviluppo lento ma una trama molto consistente, che si conclude nell’ultimo episodio, in cui troviamo un finale anche fin troppo buonista, ma necessario per far “quadrare i conti”. Nulla di troppo sbrigativo, ma nemmeno di troppo ponderato. Probabilmente è proprio per colpa di questo strano stile che l’anime ha subito così tante controversie, ma io, almeno nel mio piccolo, mi sento di consigliarlo a chiunque capiti sotto gli occhi il nome “Gosick”, o a chiunque cerchi un anime consistente.
Voto finale: 9
Qualità fansub: I fairy tail come sempre non sono mai troppo perfetti: qualche sbavatura nei karaoke e qualche messup nei sub fa si che qualcosa non venga bene. Nulla che possa minare la visione, fortunatamente. A meno che non siete professori di italiano. Media.

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